CeceniaSOS | Il Cannocchiale blog .

CeceniaSOS [ Un blog sul conflitto in Cecenia. Un osservatorio sulla Russia, il Caucaso e i dintorni. ]
 


 

Prima del crollo dell'URSS

Il primo conflitto russo-ceceno:
la guerra di Eltsin


Il secondo conflitto russo-ceceno:
la guerra di Putin


Alcune cose da sapere

La situazione in pillole

I cinque miti sulla Cecenia:
IIIIIIIV - V

Referendum, elezioni ed amnistie in Cecenia

Al-Qaeda e il terrorismo ceceno: mito e realtà

Immagini dall'inferno ceceno

Sezioni d'informazione in italiano
   
Partito Radicale Transnazionale
   Forum radicale sulla Cecenia
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   Warnews

Un genocidio nel cuore d'Europa

L'appello di Adriano Sofri

In ricordo di Antonio Russo

Tesi di Laurea/Master e rapporti di ONG sulla Cecenia (.pdf/.doc su richiesta):

"La dimensione internazionale del conflitto separatista tra Russia e Cecenia nel contesto
post-sovietico"


Analisi del ruolo del petrolio nel Dagestan post-sovietico

La guerra asimmetrica nel contesto dei nuovi conflitti.
Caso studio: Le guerre in Cecenia

"The current Russian nuclear policy"

"Cecenia: una guerra senza fine tra il neoautoritarismo post-sovietico in Russia e lo scontro geopolitico nel Caucaso"

"Organizzazioni non governative e tutela dei diritti umani: l'esempio di Memorial in Cecenia"


APM: "Genocidio strisciante in Cecenia"


Firma l'appello per un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Cecenia!

(Il piano di pace dell'ex governo di Maskhadov, chiede il disarmo dei guerriglieri ceceni, il ritiro delle truppe russe ed una amministrazione provvisoria della Cecenia sotto l'egida dell'ONU, come è avvenuto per il Kossovo e Timor Est, e che possa finalmente condurla alla pace, all'ordine, alla democrazia, la libertà e infine all'indipendenza o almeno ad un'ampia autonomia. Per maggiori informazioni clicca qui.)

Popoli oppressi: unitevi!

  Italian Blogs for Darfur

Appello per l'Iran libero e democratico

    

Montagnard Foundation
  

           Free Tibet


 

 

 

 

 

   
         Free Cuba





    Free East Turkistan




Human Rights in North Korea

          

   Unrepresented Nations
and Peoples Organization

          


29 agosto 2010


Battaglia nel villaggio di Kadyrov

Stando alle agenzie russe sono 19 i morti nella battaglia a Tsentoroi, il villaggio del presidente ceceno Kadyrov, che ha visto confrontarsi Kadyroviti e guerriglia: link, link, linklink, link.





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28 agosto 2010


Daghestan in fiamme

In Daghestan non c'è giorno che passi senza attentati, sparatorie e morti: link, link, link, link, link, link, link, link, link. Nelle operazioni viene ucciso Vagabov, la presunta mente degli attentati al metrò di Mosca, e presunto marito di una delle vedove nere kamikaze e braccio destro di Umarov: link, link. Questo secondo le casse di risonanza del Cremlino. Mentre la verità qui non è di casa.... Infatti è una cosa del tutto usuale da quelle parti rapire, torturare e fare "sparire" ventenni per poi mostrarne i corpi come trofei alla TV e decantare i successi nella "lotta al terrorismo": link.

Anche nella "democratica" Georgia di Saakashvili poeti e attivisti non hanno vita facile: link.

Ceceni e ingusheti "spariscono" dalla "democraticissima" Belgio: link.

Interessante profilo e intervista alla Lidya Yusupova: link.


Nella "democraticissima" Austria si emanano ordini di cattura per i presunti assassini di Ismailov, ma naturalmente ci si guarda bene dal incriminare il presidente ceceno Kadyrov che ne è notoriamnte il mandante: link. Meglio non dargli fastidio... E ne sanno qualcosa i suoi ex nemici. Riferisce Matteo Mazzoni: link. Intanto, c
hi sa che verrà deportato in Russia si suicida: link. Dello stesso un resoconto su quella organizzazione criminale e corrotta che sono i servizi segreti russi: link.

In Cecenia sono guai per chi non chiude per il Ramadan: link. Questo quanto per la lotta contro il radicalismo islamico del governo russo....

Il 75% dei russi crede che il terrorismo possa essere sconfitto solo con la violenza: link. Ma in Russia non ci sono dibattiti pubblici sul tema. E questo fa una differenza...





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10 agosto 2010


Cecenia e dintorni...

Ennesima spaccatura sul fronte della guerriglia cecena. La lotta di potere tra le fazioni si intensifica e si forma un gruppo con a capo Aslambek Vadalov che si distanzia dalle ultime dichiarazioni di Doka Umarov che aveva prima dato le dimissioni e poi le ritira: link, link. La confusione impera, confusione probabilmente orchestrata ad arte dai russi che hanno ovviamente da guadagnarci. Ma oltre all'aggiungere caos al caos non servirà a miglioare le condizioni nè degli uni né degli altri.

Il gruppo di Zakayev mette le mani in avanti. I russi starebbero per mettere in atto un grosso attentato terrosistico la cui responsabilità faranno ricadere sui ceceni, magari con l'aiuto di Dokka Umarov & co. che lo rivendicheranno, e da cui fin d'ora dichiarano di prenderne le distanze: link.

E c'è da credergli, visto come sono andate le cose in passato. Perché le recenti figuracce delle autorità russe nel gestire il disastro degli incendi potrebbe indurre qualcuno, dal Cremlino in giù, nell'organizzare qualche attentato terroristico per riproporsi come eroe nazionale attorno a cui coagulare la nazione. E mentre intanto (il piromane) Putin ci prova presentandosi ai media come pilota sugli aerei ad estinguere incendi c'è da chiedersi se il governo russo continuerà a sostenere a spada tratta (e con tanto di pirateria informatica:
link) la lobby scettico-negazionista del riscaldamento globale?

Intanto i russi schierano le batterie di missili in Abkhazia: link. Nulla di strano, semmai c'è da meravigliarsi perché non l'abbiano fatto prima? Probabilmente hanno aspettato che Obama ritirasse il progetto dello scudo missilistico in Polonia e firmasse l'accordo Start per poi ringraziare....

La mano iraniana nell'assassinio a Dubai dell'avversario di Kadyrov, Sulim Yamadayev: link. Sarebbe ingenuo credere che le collaborazioni russo-iraniane si limitino a qualche banda di sicari.

Un riassunto che ben descrive a che cosa si sia ridotta la condizione delle donne in Cecenia dopo l'invasione russa. Lo spunto è la partica degli esorcismi secondo l'Islam tradizionale ceceno di Ramzan Kadyrov:
link.

Un anno è passato dall'assasinio di Zarema Sadulayeva: link, link.

Kadyrov viene eletto pure a presidente della federazione degli scacchi del Nord Caucaso: link. E' tipico di chi ha una mentalità fascistoide-dittatoriale il non sapere distinguere tra ciò che gli è funzionale e ciò che lo mette in ridicolo.


La Farnesina sconsoglia viaggi nel Caucaso: link.




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8 agosto 2010


Doka Umarov smentisce...

Quell'annuncio in qui rassegnava le dimissioni sarebbe un falso: link, link, link, link, link, link. C'è da credergli, ma si pone il problema se fu un falso fabbricato senza oppure con il suo consenso? Tutto ciò è solo indicativo di quanta menzogna su menzogna si sia ormai stratifica in territorio russo e come sia stupido concedere fiducia a chiunque, dagli "emiri caucasici" a chi siede nelle stanze del Cremlino.





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1 agosto 2010


Doka Umarov va in... "pensione"

E nomina Aslambek Vadalov suo successore a capo del cosiddetto "Emirato del Caucaso": link. Ufficialmente per ragioni di salute (e c'è un po' da crederlo, fatti 10 anni di vita nella foresta, per lo più da impasticcato, come molti vociferavano... ha 46 anni e ne mostra 60). Ma la verità è probabilmente altra.... Non c'è però motivo di credere che per questo ci saranno grandi cambiamenti. Vadalov era già un integralista islamico convinto fin dai tempi di Maskhadov, figurarsi ora. E comunque sia, la situazione della Cecenia e del Caucaso del Nord non miglioreranno certo per un avvicendamento di qualche personaggio.




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31 luglio 2010


Diritto alla vita

A Krasnodar centinaia di giovani russi e ceceni vengono alle mani: link. E' una naturale conseguenza dello stauts quo imposto. Perché che razza di "pace" sarà mai possibile se gli uni vengono sottomessi ad una convivenza coatta tramite una dittatura stalinista mentre una campagna mediatica martellante racconta agli altri che i primi sono solo mostri che mangiano bambini?

Continua a fare discutere la decisione della Corte Internazionale di Giustizia di riconoscere l'indipendenza del Kossovo: link,
link. Tutti estremamente critici e preocupatissimi per gli effetti domino perché di fatto ha sancito il diritto alla secessione quando questo non è presente nel diritto internazionale. Ma invece di chiedersi se sia giusta la decisione della Corte ONU ci si dovrebbe interrogare se non sia invece da rimettere in discussione il diritto internazionale stesso che santifica come un santa sanctorum il principio d'integrità territoriale "über alles"? E' giusto che una etnia o una regione o un soggetto federale possano essere violentati, torturati e assoggettati ad una tirannia centrale per generazioni e secoli senza che abbiano il diritto di appellarsi ad un principio di separazione? Fino ad ora la risposta è sempre stata negativa: se sei schiavo di aguzzini devi continuare a rimanerlo, per sempre. Perché il principio dell'integrità territoriale deve essere considerato superiore a quello dell'autodeterminazione. Una posizione che, oltre che spietata e noncurante del diritto alla vita altrui, non solo non ha evitato effetti domino ma, con il suo atteggiamento sprezzante dei diritti umani di chi subisce l'oppressione di un potere centrale, li ha anzi incentivati. Siamo quindi felici che finalmente a qualcuno sia sorto il dubbio che debbano essere invece i principi di umanità a dovere avere la precedenza. Le leggi internazionali sono una creazione umana, e come tali si possono ripensare e cambiare.

E per rimanere in tema di Corti.... Corte diritti condanna la Russia per violazioni in Cecenia: link. Inoltre, de rapimenti e sparizioni: link, link.

Si dimette Ella Pamfilova, capo della commissione dei diritti umani del Cremlino: link, link, link. E adesso, dopo anni che ha nascosto o comunque minimizzato le nefandezze del regime, magari riuscirà a riciclarsi come eroica dissidente che combatte per i diritti umani in Russia?

La storia di Milana, la "business woman" cecena: link.


Ulteriori dettagli da parte di Matteo Mazzoni sull'attentato alla centrale elettrica del Baksan: link.




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25 luglio 2010


Attentati, leggi internazionali e dignità umana

S'era ben visto che in Kabardino-Balcaria bolle qualcosa in pentola: attentato con due morti in centrale elettrica: link, link, link, linkMedvedev minaccia di fare silurare chi non è stato capace di mantenere l'ordine link. Gli consigliamo di incominciare dal suo primo ministro....

Forse per questo una stampa un pochino più attenta del solito.
Ondata di uccisioni nel Caucaso: link
Il nuovo Afghanistan si chiama Caucaso: link. Proserpio conclude "ma questo si trova proprio in Russia e non ci si può ritirare…". Davvero? E che altro potranno fare?

Erano le stesse cose che si diceva per i conflitti nell'ex Jugoslavia. Dal punto di vista dell'Aja l'indipendenza del Kossovo è legale: link. Una volta di più le leggi internazionali basate sul mero interscambio d'interessi di breve termine e che astraggono dalle questioni etiche della dignità umana si sono poi viste costrette a smentire se stesse. Tutti preocupatissimi ora che anche ceceni, curdi, Yuguri e similari possano chiedere altrettanto (link). E perché no? Se sei stato colonizzato, sottomesso e poi stuprato, torturato e seviziato per secoli avrai ben il diritto di chiedere il divorzio. E per cortesia non mi si venga con le amenita della serie che "allora anche gli altoatesini....". E, anche se è vero che la storia del passato non si fa coi "se" (ma è pur vero che può servire ad impedire di ripetere gli errori della storia in futuro), nessuno pare porsi la domanda se questo riconoscimento fosse arrivato prima avrebbe potuto impedire la guerra?

Matto Mazzoni sulla guerra di propaganda tra Russia e Bielorussia: link.

Pyongyang minaccia di usare l'arma nucleare? link link. Quel che ci leggono gli altri: link. Quello che ci leggiamo noi: un regime che sta per tramontare e l'unificazione col Sud alle porte.

Stessi toni, perfino nel vocabolario, e prevediamo lo stesso destino per Ahmadinejad: link. Gli iraniani non ne possono più del regime che rappresenta e presto lo faranno fuori. Ma intanto fa finta di prendersela con Mosca: link. Si saranno mica messi d'accordo?

Per concludere un po' di gossip... La figlia di Berlusconi si laurea con la lode sul "Concetto di benessere, libertà e giustizia nel pensiero di Amartya Sen", premio Nobel per l'economia nel 1998. Sorvoliamo sulle polemiche seguite all'invito del rettore che si rivolge alla neo-laureata affinché venga in essere una facoltà di economia basata sul pensiero di Sen e invitandola a diventare docente di questa università alla presenza del paparino presente. Ci limitiamo solo a fare notare quanti anni luce è lontana la concezione di libertà di Sen su cui lei si è scervellata dalla politica del padre... Ne sarà cosciente la futura docente? E scommettiamo che all'inagurazione dopo Sen ci inviteranno Putin?




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13 luglio 2010


Cronache di violenza caucasica

Bel reportage dall'Inguscezia di Andrea Nicastro dal Caucaso russo "talebanizzato": link.

Gli analisti pare non ne prendano nota ma il Kabardino-Balkaria ritorna ad essere alquanto turbolento:
link, link, link, link, link.

Cronaca delle violenze in Cecenia e Inguscezia negli ultimi due mesi: link.

Daghestan, smantellata cellula sospettata di preparare attentati in Russia (?):
link.
Curioso vedere come i giornalisti, quando l'FBI arresta dei russi per spionaggio, ne parlano come "presunte" spie, mentre all'ex KGB che arresta delle vedove col velo
credono acriticamente e la presunzione d'innocenza sparisce (tutti, ma dico tutti.... trovarne uno che faccia eccezione). Per fortuna altre categorie che hanno dei dubbi ci sono: link, link. Infatti, si dovrebbe sempre aggiungere il punto di domanda in queste notizie di cronaca caucasica. Il sistema giudiziario russo non ha nessuna indipendenza dai servizi segreti e dal potere politico i quali hanno sempre un disperato bisogno di smentire la loro incapacità nel catturare i veri colpevoli con operazioni "speciali" dove spesso e volentieri dei perfetti signor nessuno si sono visti improvvisamente spuntare armi, droga o quant'altro dalle tasche, nel cofano della macchina o sotto i materassi per poi essere arrestati. Se poi sei una vedova di un ribelle (o ti fanno diventare tale: link), beh... fai proprio al caso loro. Non c'è nessun dubbio: le donne sono "aspiranti kamikaze" ed "è stato scoperto che".... Il caso è chiuso.

E sul tema dell'attendibilità delle autorità russe AI e altri ricordano che ad una anno dall'uccisione di Natalja Estemirova giustizia non è stata fatta: link, link, link, link.

L'isolamento mediatico della Cecenia fa il resto, riferisce Lord Judd: link.

Matteo Mazzoni traduce un Gorbacev in dubbio sul suo aver voluto stare con il piede in due scarpe: link. Dallo stesso, i curiosi raduni dei giovani caucasici: link. Sarebbe un'iniziativa interessante se non fosse che è orchestrata dall'alto.

I francesi avranno ricevuto istruzioni da Mosca di inscenare operazioni "anti-terrorismo" contro rifugiati ceceni? link Comunque sia, negli ultimi tempi la Francia sta amoreggiando con Mosca: link. L'odore del marcio che bolle in pentola e che va ben aldilà della vendita di un paio di navi, si sente fino a qui. Penseranno mica di potere fare in Francia come Putin in Russia?  Speriamo di si, così sarà più facile smascherarli...





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8 luglio 2010


Caucaso e diritti umani

Oleg Orlov, il presidente dell'ONG russa per i diritti umani Memorial, viene citato nuovamente in giudizio dalla giustizia russa per le sue passate affermazioni contro il presidente ceceno Kadyrov: link, link, link, link, link, link, link. E se ci si mettono anche due senatori nel definirlo "nemico del popolo" (già il linguaggio è tutto dire... link), allora c'è da temere che la cosa sia diretta dall'alto: link. Sia mai che si voglia chiudere l'ultimo baluardo dei diritti umani in Russia? Sarebbe comprensibile infatti che si voglia mettere a tacere una volta per tutte chi denuncia la situazione che sotto questo punto di vista non fa altro che peggiorare in tutto il Caucaso del Nord: link, link, link.

Ma si sa, se vuoi scrivere di diritti umani, specialmente se inerenti la Cecenia, devi espatriare e chiedere asilo politico: link. Altrimenti si rischia di finire nelle carceri russe: link. Ma nel civilissimo occidente non è detto che te la cavi molto meglio. La strana odissea di Babar Ahmad in GB che ha osato creare un sito pro-resistenza cecena in 20 lingue:
link.

Ramzan Kadyrov non finisce mai di sorprendere per il suo grado di inciviltà e imbarbarimento. Il leader ceceno loda gli aggressori delle donne senza velo: link.

Scambio di spie USA-Russia: link. Con buona pace di tutti quelli della serie "la guerra fredda non c'è più"....
Tutto questo per non intaccare le relazioni tra i due paesi, dicono sicuri di sè gli analisti di turno: link. Povero Obama, si sta prendendo una di quelle inchiappettate storiche... Ovviamente non sarà così, e aspettiamo di vedere le contorsioni mentali di quelli che ci credono così ostinatamente quando dovranno spiegare il prossimo colpo di scena, quello duro, e che li metterà davanti alla realtà (quella vera, non quella dei "realisti").




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2 luglio 2010


Diario russofobico

Interessante la spy story russa svelata dal FBI. E perfino con tanto di sexy spia, l'avvenente Anna Chapman. Tutto questo per il momento a molti sembrerà del materiale da gossip, buono per il prossimo film di James Bond, al più un incidente che passerà.

E invece è solo la punta dell'iceberg e lascerà delle conseguenze. Naturalmente si può continuare a non volere vedere che la cosa è seria (p.es. dicendo che "quanto al spiare così fan tutti"). Si può continuare ad essere iper-tolleranti con gli intolleranti facendo finta di non vedere le vittime innocenti che questi intolleranti intanto continuano ad arrestare, torturare, uccidere. Tutto questo nella vana speranza di poterli portare a più miti consigli e azioni sperando in cambio favori e scambi geopolitici, economici. Si può continuare a parlare di salvare le relazioni con Mosca e non vedere che in Russia i buoni rapporti con l'occidente non interessano. Chéché ne dicano gli esperti "analisti" di turno che vedono solo gli aspetti superficiali delle nazioni ma poi sono ciechi allo Spirito che le muove e che, malgrado le continue evidenze lampanti, rimangono inossidabili nel ripetere che la guerra fredda sarebbe finita. E invece quel che non vedono è che quando si tratta di politica estera, quello che più rode l'anima e guida le decisioni della gerarchia dell'ex KGB, e sostenuta da larghissimi strati sociali dell'ex URSS, non è tanto il denaro. E' invece il fatto che non si è digerita la sconfitta della guerra fredda, non si accetta l'idea che nel secolo scorso ci si è schierati dalla parte sbagliata. E oggi questo rifiuto si esplicita in un risentimento ed in un irrefrenabile desiderio di rivalsa contro l'occidente e tutto quello che lo rappresenta. E' questo pensiero, anche se più o meno subliminale, che predomina su tutto, anche sugli interessi economici. E' l'odio verso i nemici americani e il modello occidentale in sè, che è totale, onni-pervasivo, alveolare, e che deve avere la precedenza su tutto. Perché questi devono essere sconfitti. Ad ogni costo. Costi quel che costi, anche se necessiterà perdite materiali. Le buone relazioni  con Washington non le vogliono, anzi le temono, e piuttosto si limitano a simularle. Le simulano non solo (e forse neppure poi tanto) perché sperano di ottenere il più possibile da esso, ma perché pensano di potere usare la facciata delle "buone relazioni" come esca, come richiamo di una sorta di Fata Morgana per prendere tempo mentre cercano di dirottarlo verso luoghi dove poi gli sarà più facile giocarci prima e pugnalarlo alla schiena poi (con il beneplacido dell'ONU, della Cina, e magari via "collaboratori" infiltrati vicini ad Obama, il quale incomincerà a non capirci più niente). Specialmente per quanto riguarda l'Iran e il Medioriente. Si potranno pigiare tutti i "tasti di reset" che si vogliono, ma loro ci riproveranno. E il continuare a non volere vedere che questa è la situazione mentale, culturale, psichica, spirituale in cui versa la Russia post-sovietica, e che da quella non la si potrà smuovere con le buone maniere, non è solo un atteggiamento irrealistico, infantile, semplicemente stupido, ma purtroppo anche molto pericoloso.




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2 luglio 2010


Dramma caucasico

Bollettino di guerra caucasico: link, link, link, link, link

Bollettino di ordinaria violazioni dei diritti umani: link, link, link, link, link, link.

Zakayev spiega come mai l'hanno invitato al Consiglio d'Europa ed è passata una risoluzione senza l'opposizione di Mosca. Perché "per la prima volta incominciano ad ammettere che nel Cuacaso c'è un problema": link.

Sarà forse per questo che la Russia progetta un piano a lungo termine per il Caucaso: link.







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28 giugno 2010


Spie e autoritarismo naturale

Molto interessante il reportage del Corriere della Sera di Andrea Nicastro sul Daghestan. "La finta jihad dei poliziotti russi. Così il terrore regna nel Caucaso In Daghestan. Mosca governa soffiando sul fuoco degli odi etnici: link, link

Pizzicate una decina di spie russe negli USA: link, link, link, link. Naturalmente i russi scalpitano dicendo che è solo russofobia, un complotto della CIA, ecc., ecc. La cosa può sorprendere solo gli ingenui o chi vive fuori dalla realtà. E' facile immaginare che si tratti solo della punta dell'iceberg. Speriamo che sia una lezione per Obama, con buona pace dei suoi illusori "reset button".

Anche i servizi segreti francesi sospettano che Mosca abbia intenzione di creare a Parigi il più grande centro di intelligence del mondo sotto le insegne di un centro culturale e spirituale del Patriarcato di Mosca: link.

Per chi volesse reinfrescarsi la memoria sui metodi del neo-KGB: link.

Visti i non propri lusinghieri risultati del potere presidenziale
in Kyrghizistan, in un referendum passa la costituzione che trasferirà quei poteri ad una democrazia parlamentare: link, link. Ma Mosca non gradisce: link e gli analisti non capiscono perché, sarebbero "confusi": link. A noi invece sembra chiarissimo, e non possiamo che ripeterci col dire che questo tipo di eventi sono naturalmente preoccupanti per il potere di Mosca, la cui natura è intrinsicamente autoritaria ed anti-democratica e che teme come la peste l'espansione del virus di stati liberi, specialmente se dovesse arrivare ad infettare il Kazakhistan, cioè le frontiere russe. Medvedev lo sa bene. Scambiando i Kyrghizi per i propri connazionali afferma che "non sarebbero maturi", dice. E allora speriamo vivamente che dimostrino il contrario per non finire di dargli ragione.....




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22 giugno 2010


Leggende sulle kamikaze cecene e sicari

Il Guardian indaga con un lungo articolo sul perché e come una ragazza 27-enne insegnante d'informatica del Daghestan, che non ha mai mostrato tendenze estremiste e che anzi frequentava attivisti per i diritti umani (guarda caso...), di punto in bianco deciderebbe di farsi saltare in aria in un metrò di Mosca senza lasciare messaggi di rivendicazione (molto atipico per attentatori suicidi): link. L'unica cosa che si sa per certo è che l'ex KGB ha mostrato la foto di un cadavere affermando che si trattasse di una kamikaze (link). Ma questa è solo la versione ufficiale di chi, come ben noto, ha sulla coscienza migliaia di "sparizioni", e forse anche la tratta di organi. E infatti ritorna a galla periodicamente il sospetto che i militari russi traffichino in organi di soldati morti, prigionieri di guerra, o "spariti", anche se ovviamente negano: link. L'esperienza però insegna che hanno la coscienza sporca quando il loro unico commento è che "la notizia è così assurda da non meritare commento" (il polonio docet...).

Le autorità austriache confermano che il principale sospetto di essere il mandante dell'uccisione di una sua ex guardia del corpo per le strade di Vienna è proprio il presidente ceceno Kadyrov: link.

E a proposito della condizione femminile da quella parti, "spari di vernice sulle donne senza velo": link.

Gli USA finalmente dichiarano Doku Umarov & co. "terroristi": link. Ed era roa, ci si chiede soltanto che cosa aspettassero?

Altra lunga ma bella intervista alla Oksana Kelysheva che riassume bene la situazione:
link.


Zakayev invece "appare"... in una sessione del parlamento del Consiglio d'Europa (CE): link. Il governo russo vorrebbe indagare per quel che ritiene essere un "incidente": link. Noi invece suggeriamo che si indaghi sul perché la Russia non viene radiata dal CE.



Matteo Mazzoni sulla giustizia russa: link.





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20 giugno 2010


Catture, condanne e info...

Catturato Magomed Yevloyev (o Ali Taziyev) detto anche Magas, ritenuto uno degli organizzatori dell'attentato a Beslan. Un personaggio così mitizzato e misterioso e su cui si è ricamato su per anni tanto che spesso mi chiedevo se esistesse veramente: link, link, link. Ci tenevano a catturarlo non tanto per la pericolosità e le informazioni che potrebbe dare, ma anzi perché non le dia. E' improbabile che vivrà ancora a lungo dato che potrebbe sapere troppe cose scomode per il Cremlino: link.

Altri due casi persi per la Russia presso la Corte Europea per i diritti umani: link.

Il figlio di Maskhadov scrive un libro sul padre: link.

Matteo Mazzoni non dimentica il caso dell'Ossezia del Sud: link.

Sito interessante sul Caucaso, "Venti di Pace sul Caucaso": link. Ci sono 14 punti su cui ricostruire la pace, se si vuole si può firmare per il progetto.

Scrivere libri anti-Putin? Non in Russia: link.






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8 giugno 2010


Reportage sul Caucaso, Corriere della Sera

Anche se i commenti introduttivi davano a pensare (si mette sullo stesso piano Maskhadov, Dudayev con Basayev e si viene informati che in Cecenia sarebbero state "cancellate tutte le tracce dei combattimenti".... sic), vale comunque la pena di dare una occhiata al Corriere della Sera TV che introduce la prima puntata del reportage che apparirà mercoledì sul giornale, "Caucaso, le frontiere in fiamme Cecenia, Daghestan, Ingushetia: l'incubo senza fine di Mosca. Viaggio alle radici del terrorismo islamista": link.





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6 giugno 2010


Sentenze e indifferenza

Nuova condanna della Russia della Corte Europea per i Diritti Umani: link. Può essere interessante vedere l'ormai interminabile lista di condanne che ha ricevuto negli ultimi anni: link. Ma che gli abusi da parte delle forze fedeli al Cremlino continuino ininterrotte (link, link, link) e che le madri vadano in piazza per reclamare i propri "spariti" interessa a ben pochi: link.

I radicali ricordano, a dieci anni dal suo assassinio, Antonio Russo.... ricevo e inoltro: link.

Dal sempre interessante blog di Matteo Mazzoni segnalo: link, link.




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26 maggio 2010


Attentati e blogger

Sette morti e trenta feriti in un attentato a Stavropol e in odor di "guerriglia caucasica": link, link.

Poco più lontano non va meglio: link. Tutto indica che l'azione della guerriglia continua ad espandersi a macchia d'olio: link.

Anche fare il blogger che critica il regime è un hobby pericoloso in Inguscezia: link.


Link alla registrazione audio di Radio Radicale del convegno "Dossier Cecenia ed oltre": link.

Per chi ne volesse sapere un po' di più sulle malefatte di Kadyrov in Austria: link.

AI boccia Medvedev sui diritti umani in Russia: link.





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25 maggio 2010


Conferenza e libro

In diretta dal Caucaso: diritti umani e libertà di informazione.

GIOVEDI 27 MAGGIO ORE 15.00 / 18.00

Albergo dei Poveri - Piazza E. Brignole, 2 - AULA 7

Pianeta Caucaso: problemi e prospettive di un’area geostrategica

Relatore: Stefano Cera | ricercatore nella gestione dei conflitti internazionali e membro del Comitato per la Pace nel Caucaso

Verrà proiettato il documentario “Le finestre di Beslan” di Igor D’India e Martino Lo Cascio

Primo documentario che attraverso interviste, immagini d'archivio e materiali inediti ricostruisce la strage nella scuola di Beslan attraverso indagini indipendenti. Tra gli intervistati, Garry Kasparov, Aleksandr Torshin e i contributi inediti della popolazione di Beslan.

Menzione speciale al Festival del Documentario Libero Bizzarri 2006.

Il seminario "In diretta dal Caucaso" nasce con l’intento di aprire uno spazio di approfodimento e di confronto sull'attualità del Caucaso, un territorio complesso e spesso trascurato dal sistema di informazione mainstream, stimolando la nascita di un dibattito che, ci auguriamo, possa rinnovarsi nel tempo e trovare sempre maggiore spazio nei luoghi di cultura della nostra città.

Peculiarità dell'iniziativa è il coinvolgimento di ospiti che trasmettono il proprio sguardo sul Caucaso grazie a una testimonianza di prima mano, “in diretta”, che viene dalla loro provenienza o prolungata presenza in quei territori.
_________________

Il Sole Verde,
di Musa Mutaev. Neftasia Editor (link)

Sorrisi freddi e gesti taglienti scandiscono i racconti di vite consumate ai margini di una guerra, quella cecena, che troppo spesso appare smussata, levigata, quasi edulcorata nelle parole dei vertici diplomatici russi. In realtà altro non è che teatro di terribili violazioni dei diritti umani, da sempre impunite. La storia dei civili ceceni, tra relitti di sogni e schegge di umanità. Storie sconvolgenti raccontate da uno scrittore che spalanca la porta su una realtà sconosciuta ai più, per far sentire il ciglio disperato di uno stato che va in frantumi.




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18 maggio 2010


Dossier ceceni

Nulla di nuovo, ma giusto per rinfrescarci la memoria, il dossier che denuncia l'impunità dei criminali russi in Cecenia : link. Il punto di vista di una delle coautrici del dossier e presente alla conferenza per la giustizia a Torino: link. Versione italiana della Sintesi in inglese del Dossier “Tribunale internazionale per la Cecenia. Prospettive giuridiche di chiamata in causa per responsabilità penale individuale di persone sospettate di aver compiuto crimini di guerra e crimini contro l'umanità”: link, link

Ma non pare che le cose cambino.
Attentati in Caucaso: link, link, link. Sparizioni: link. E anzi, il cosiddetto ministro degli affari interni ceceno invita ad essere più "attivi" con i parenti dei militanti ceceni: link.

Kadyrov in visita in Turchia: link. Fraterna amicizia mussulmana....

Altra condanna della Russia da parte della Corte Europea per i Diritti Umani in relazione alla Cecenia, altri 100.000 euro da pagare: link. Sarebbe utile sapere quanti milioni di penalità avranno accumulato in questi anni....?




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14 maggio 2010


Appuntamenti e cronache caucasiche

Per quelli di Torino, "Dossier Cecenia ed oltre": link. Tra gli ospiti Oksana Chelysheva che deve essere una tipetta molto tosta, come la Politkovskaja.... Chi può ci vada, credo ne valga la pena.

Intervista di Elena Murdaca alla Abdullaeva, giornalista cecena in esilio: link.

In Daghestan cinque morti a causa di un attentato: link.

Biden sulla Russia e la sicurezza europea: link. Si evince che l'amministrazione Obama crede che le crisi nel Caucaso si possano disinnescare con l'Osce. Praticamente sicuro che a Mosca faranno spallucce....

Mentre la Russia viene condannata per l'ennesima volta a pagare 220.000 euro per i suoi crimini commessi in Cecenia (link) in Austria le autorità giudiziarie rilasciano i documenti ufficiali che dichiarano il molto probabile coinvolgimento di Kadyrov nell'omicidio della sua ex guardia del corpo per le strade di Vienna come riferiscono le ONG per i diritti umani che lanciano un appello: link.

Il Cremlino preme perché si chiuda il caso dell'attentato al metro di Mosca e non se ne parli più: link. Anche su questo, come per tanti altri casi, si è insabbiato tutto con una montagna di menzogne per poi stendere il velo del silenzio. Non senza anche il fondamentale contributo dei media internazionali che hanno accettato acriticamente la versione ufficiale (quella dei kamikaze, ecc.) di un regime che è in cima alle classifiche per corruzione e mancanza di libertà di stampa. Ne sanno qualcosa i giornalisti in Inguscezia che si dimettono in massa: link. Approfondisce Pavel Felgenhauer sulla "propaganda che travolge la società russa": link

Video interessante e inquietante dei rifugiati ceceni in Turchia che vengono tenuti in uno stato di "incertezza perpetua" e dove il radicalismo islamico ed il desiderio di vendetta è purtroppo arrivato lontano: link.

Le solite storie di ordinaria violenza: link, link, link, link, link.

In un Kirghizistan tutt'altro che pacificato il governo ad interim punta il dito contro Mosca che appoggerebbe l'ex presidente deposto Bakyev: link, link, link. Ma come? Gli osservatori occidentali non ci avevano fatto una testa così per educarci a credere che il despota era invece filo americano?

Verrà negato l'ingresso nell'area Schengen a chi viola i diritti umani? link Se fosse vero gente come Putin non dovrebbe potere mettere piede sul suolo europeo...                                                                                                   




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26 aprile 2010


Lezioni di democrazia

Gli investigatori austriaci confermano quello che era ovvio sospettare: fu Ramzan Kadyrov, l'attuale presidente della Cecenia, ad ordinare per le strade di Vienna l'assassinio di Umar Israilov, la sua ex guardia del corpo: link, link, link, link.

Ordinarie storie di giustizia caucasica: link, link, link, link.

Strana omissione del Dipartimento di Stato USA secondo cui la guerriglia che inneggia agli "emirati caucasici" non è nella lista delle organizzazioni terroriste: link. Eppure Dokku Umarova aveva rivendicato gli attentati ai metro di Mosca.
Come mai? Sanno che non sono stati loro? Chi scrive non crede infatti molto nell'autenticità di simili rivendicazioni e non ho trovato evidenze che ci siano stati veramente degli attentati suicidi ma, fino a quando non sarà dimostrato il contrario, questo dovrebbe essere comunque un buon motivo per additarli come "terroristi" a pieno titolo. Oppure, la Casa Bianca crede di ottenere così qualche vantaggio o ha pensato di mandare un "messaggio" a Mosca? Purtroppo tutto indica che anche l'amministrazione Obama non si distingue dai suoi predecessori: tutto fa brodo se può fare comodo. Se poi si sostengono implicitamente forze (di guerriglia o di stato) che vanno a massacrare la gente innocente.... e chissenefrega. Basta che non succeda sul suolo americano, ovviamente.

CECENIA INFINTA - In Caucaso la guerra non finisce mai. Il Cremlino dichiara conclusa l’emergenza terrorismo a Grozny ma Medvedev lascia mano libera alle Forze di sicurezza. Parla il profugo Akhmed Gisaev di Cecilia Tosi da Left - Mondoviolenze: link.

Dovrei risparmiarmi le solite invettive contro il nostro premier che stende i tappeti rossi ai dittatori e criminali di guerra del mondo, primo fra i quali al suo amico personale Putin. Eppure non finisco mai di stupirmi.... ha nominato Putin a docente della sua "nuova università liberale":
link. Eh si, magari ci potrà illuminare sulle "leggende" e la libertà in Cecenia? Oppure come l'FSB continua ad ampliare la sua sfera d'arbitrio grazie alla legge che verrà promulgata tra poco da una Duma ormai ridotta ad un burattino in mano al Cremlino? link Proprio mentre Reporter senza Frontiere piazza la Russia al 153-esimo posto quanto a libertà di stampa (e l'Italia ad un deprimente 49-esimo: link) o Freedom House la dichiara come nazione "non libera" (link), lui invita incurante l'artefice di questa devoluzione nelle sue "accademie" per parlare di "democrazia". Che Berlusconi non capisca nulla di politica estera, di che cosa sia uno stato di diritto e che per questo mette di continuo nel ridicolo l'Italia non è una novità. Ma non si capisce se stia prendendo in giro più noi o forse sopra tutto se stesso? Qui si tratta di qualcosa di più di mera realpolitik. Perché, a differenza degli altri statisti occidentali che in quanto a realpolitik non scherzano neanche loro, in lui c'è qualcosa di così profondamente ridicolo, provinciale, ignorante, insomma qualcosa di incoscientemente miope ed ottuso. Una Merkel, un Sarkozy, un Zapatero magari stringono la mano ai dittatori, ci fanno grandi affari, ma non si abbassano ai livelli di qualcuno che platealmente bacia le mani a Gheddafi o invita proprio Putin a dare lezioni di democrazia e perfino vantandosene. Nel caso del Cavaliere, oltre che d'incompetenza e convenienza politica, si tratta di una intrinseca stupidità tipica della mentalità autoritaria (quella stupidità piccina e cieca di un Mussolini, che certo non brillava per acume intellettuale ed ha potuto fare quel che ha fatto solo grazie al consenso popolare), e che proprio non riesce a capire come con queste esternazioni non faccia altro che rendersi impresentabile e ridicolo, assieme al paese intero. Lo capiscono ormai tutti eccetto lui e... ahimé... gli italiani, assieme a tutte le opposizioni politiche che tacciono.




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24 aprile 2010


Interviste caucasiche

Di ritorno da un viaggio a Bruxelles dove causa certo vulcano islandese sono rimasto impantanato e con poca possibilità d'informarmi su questioni caucasiche riprendo citando a casaccio....

Video dell'intervento di Akhmed Gisaev, attivista per i diritti umani ceceno, racconta la sua storia e della situazione nel Caucaso: link. Intervista allo stesso da parte della Rai (fatta in furia e fretta, sembrava quasi si vergognasssero di qualcosa): link.

Lidia Yusupova sul "virus della paura": link, link.

Interviste ad Akhmad Zakayev ed al figlio di Aslan Maskhadov, Anzor: link, link.

Matteo Mazzoni traduce dalla NG. Sui recenti atti di terrorismo a Mosca: link, link. Mark Franketti per la Stampa sulle cosiddette "vedove nere": link.






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7 aprile 2010


Di non solo pane....

Esecuzioni sommarie. Violenze di ogni tipo. Gli orrori commessi dai russi in Cecenia raccontati nel secondo romanzo dell'autore di 'Educazione siberiana': link. AI chiede che sia fatta chiarezza sulla "sparizione" di un insegnate inguscio: link.

Una enciclopedia russa viene dichiarata "estremista" da una corte cecena: link. Il ritorno al razzismo scientifico in una traduzione di Matteo Mazzoni: link, link. Se non altro il regime di Kadyrov ha posto un limite all'umiliazione che sono costretti a subire i ceceni. Dallo stesso un articolo della NG che ben mette in luce le differenze tra gli estremisti islamici e il potere che sta al Cremlino, ovvero poco o nulla: link.

Sui pedinamenti dei collaboratori di Memorial: link.

Serghei Markedonov sulle ragioni di un Caucaso mai pacificato: link. Dall'11/9 sul suolo americano non ci sono stati più attentati terroristici, su quello russo invece non si contano più. Come mai? Un lucido confronto di Stefano Magni sui metodi di lotta al terrorismo adottati dagli USA e dalla Russia:
link. Oliver Bullogh sulla necessità che l'amministrazione USA ripensi la questione cecena: link.
Non tanto dissimile "le nebbie del Caucaso": link. La novità non è tanto l'analisi che fanno in sè, ma che di questo tipo se ne leggano tante in pochi giorni. Pare che dopo 15 anni di massacri finalmente si incomincia a sospettare che la tanto decantata "stabilità" politica e il miglioramento economico non potranno esserci solo tramite il mezzo repressivo e l'iniezione di liquidi o (più o meno virtuali) ricostruzioni. Si insinua l'ipotesi che se si vuole evitare che il tutto continui a ripetersi come in un eterno girotondo sarà per forza necessario abbinare anche l'elemento umano. Dura lex, sed lex...

La stessa cosa vale in Kirghizistan dove il modus operandi sovietico si dimostra essere duro a morire. Dopo la cosiddetta "rivoluzione dei tulipani" si ricomincia da capo, la gente va in piazza e vuole scacciare il presidente Bakiyev colpevole di avere riavvolto il nastro ai vecchi metodi.

Dopo la firma per il disarmo tra gli USA e Russia, e in vista dei prossimi appuntamenti per il trattato di non proliferazione, c'è aria di euforia e Obama tuona ottimista "siamo riusciti a fermare la deriva nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia": link, link, link. Anche questa volta possiamo augurargli buona fortuna (non senza una vena di ironia però).

Intanto in Russia precipita l'aereo presidenziale polacco con parte del suo staff, 96 morti. Incidente, tutta colpa della nebbia. Sarà....
Ma com'è che in Russia questi incidenti succedono sempre e solo a chi è notoriamente critico della politica di Moca? E non ci tranquillizza che sarà Putin in persona ad essere a capo delle indagini, è facile immaginare che razza di "commissione indipendente" sarà....





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6 aprile 2010


Manipolazioni del KGB

Sulla propaganda dei servizi segreti gli attentati e la lotta al terrorismo in Russia: link. E' interessante notare infatti che prima della rivendicazione in video di Umarov, il suo portavoce Shemsettin Batukayev, aveva smentito il coinvolgimento della guerriglia: link. Stando al canale tv georgiano 1k, affermavano che fosse solo una macchinazione dei servizi segreti russi per rilanciare Putin alla presidenza il quale viene definito "un criminale, l'essere più infimo": link, link. D'altra parte c'è la rivendicazione di Umarov, e se quel video fosse un falso (come alcuni affermano: link) lui dovrebbe almeno smentire se stesso (e i georgiani sono dentro fino al collo nelle macchinazioni da KGB pure loro, non è improbabile che sia a sua volta una messa in scena di Tblisi). La rivendicazione deve quindi essere ritenuta credibile. Quello che invece è assai poco credibile è la celerità con cui le autorità russe, che non sono certo un esempio di efficienza ed organizzazione, hanno tratto le loro conclusioni (link), la teatrale messa in scena di quella foto della coppietta con pistola in mano (era un annuncio di "martirio" oppure la loro condanna a morte?) e quell'oscura "sparizione" di una professoressa d'informatica omonima che è sempre stata casa e scuola (ma secondo i servizi segreti sposata con un guerrigliero, eppure i genitori non ne sapevano nulla: link) e che si trasforma da un giorno all'altro in kamikaze... No, tutto questo non quadra. E' abbastanza ovvio che ci vogliono fare credere quel che gli fa comodo, la verità non ce la dicono.

Secondo Aldo Ferrari il Caucaso ha bisogno di una ricostruzione economica: link. E' ovvio che se in quei luoghi si continuerà a fare la fame le cose non cambieranno, ma se non ci sarà anche un cambio di regime e la violazione dei diritti umani e le atrocità commesse dai russi non si fermeranno, i miglioramenti economici e sociali rimarranno una vana chimera.

Ma la situazione di violenza e povertà induce anche i russi etnici del Caucaso ad emigrare: link (fatto che poi, una volta che scoppia una guerra, viene trasformato in scusante per dire che "sono stati scacciati dal nemico", come successe in Cecenia). In effetti, a parte nelle caserme, oggi in Cecenia di russi non ce ne sono quasi più. Si tratta di una repubblica russa solo de jure, ma non de facto.

L'Iran chiede alla Russia di "non farsi influenzare" dagli USA e continuare a fornirgli i missili e gli aiuti sul nucleare per fini "pacifici": link, link. Possiamo tranquillizzare Theran, Mosca annuisce (e sorride)...
Fa quasi tenerezza il buon Enzo Bettiza che evidentemente non riesce a darsi una ragione e si scervella su quello che gli sembra essere "l'enigma russo" con i suoi "sorprendenti, inverosimili e incomprensibili ribaltoni": link. Eppure a noi sembra tutto così coerente
, basterebbe aprire gli occhi. Gli occhi che guardano al mondo con la prospettiva e la mentalità degli uomini del KGB, allora non ci sarà niente di strano e complicato. E, al contrario di tutti gli altri osservatori, pensiamo che costoro stiano preparando qualche colpo basso... altro che ritrovata alleanza tra Mosca e Washington.




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5 aprile 2010


Kamikaze (vere o presunte) ed alleati (veri o presunti)

Identificata anche la seconda kamikaze: link. Ma stando ai genitori, la professoressa d'informatica (dallo stesso cognome del marito dell'altra kamikaze), non ha mai manifestato tendenze estremiste e non si sanno dare ragione del come sia possibile che da un giorno all'altro possa avere deciso improvvisamente di sparire senza lasciare detto nulla per andarsi a fare esplodere in un metro. Improvvisa crisi suicida-islamista? Versione fasulla dei genitori che non sanno come nascondere la vergogna? Può darsi. Ma sarebbe bene ricordare anche che i russi (o gli uomini di Kadyrov) hanno più volte fatto "sparire" innocenti colpevoli solo di omonimia con leader della guerriglia, per poi presentarne il cadavere come trofeo nella "lotta al terrorismo". Chi scrive non afferma che sia andata così, ma dato che, al contrario di quello che quasi tutti sembrano dare per scontato, in Russia non esiste polizia che possa fare indagini obiettive e indipendenti essendo costretta ad obbedire alle versioni propinate dal Cremlino, sarebbe utile considerare simile ipotesi altrettanto plausibile quanto quelle ufficiali.

Anche negli ultimi giorni ci sono stati vari attentati in Cecenia, Inguscezia e Daghestan, come d'altronde da almeno un paio d'anni a questa parte. Ma è curioso vedere come, dopo gli attentati al metro, ora la stampa ne scrive come se fosse stato questo ad avere dato il via alla scia di sangue:
link, link, link, link.

Alla faccia di tutti quelli che profetizzavano come la Russia sarebbe diventata il grande partner in materia di lotta al terrorismo, signifcativa è la presa di coscienza di fonti della CIA che si rammaricano che, quando chiedono assistenza in materia di anti-terrorismo, a volte i russi nemmeno gli rispondono: link. Ma Obama sembra non preoccuparsene.
Mentre la Russia instaura alleanze strategiche e vende armi e materiale nucleare alle dittature di tutto il mondo (link, link, link), lui spera di farsi amici i russi e i cinesi (che si illude di tenerli buoni censurando rapporti: link) per imporre le sanzioni all'Iran via Nazioni Unite: link. Ci auguriamo che ci veda giusto e buona fortuna (e che dica la verità senza fare giochini di disinformatja come il suo predecessore per preparare il terreno ad un eventuale attacco all'Iran: link). Quanto a chi scrive tutto questo puzza di presa per i fondelli, come se stessero cercando di farlo fesso. Com'è che Ahmadinejad vola a Beijing, quelli ufficialmente lo minacciano di sanzioni, eppure lui ritorna più sicuro che mai di se e inveisce: link? Come spiegare che si sta guardando nella direzione sbagliata? Il pericolo potrebbe non essere tanto l'Iran in sè ma piuttosto chi vuole usare e manipolare la dittatura teocratica per scatenare qualche conflitto. Ahmadinejad non è nessuno senza la Russia e la Cina. Tutti e tre lo sanno e tutti e tre odiano il mondo libero. Non mi meraviglierei affatto se in realtà, dopo il far finta di fare grandi accordi, siglare patti anti-proliferazione, manifestare di facciata un ritrovato dialogo con gli USA, saltasse fuori che segretamente questi stanno dando al satrapo di Theran una mano nell'organizzare qualche follia. Oppure non staranno facendo buon viso aspettando il momento in cui sferrare qualche colpo mortale su un altro sacchiere che nessuno si aspetta? Alla fine non riusciranno ad andare fino in fondo, ma è proprio quel tipo d'ingenuità (come si fa a diventare presidenti USA con questa ingenuità?...) che porta diritti verso la guerra, e con buona pace dei comitati di Oslo. Fantapolitca? Russofobia? Vorrei che fosse così, ma ahimè sono piuttosto convinto che no....




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3 aprile 2010


Kamikaze made in Russia

Stando ai servizi segreti russi è una 17enne daghestana la kamikaze degli attentati nel metro di Mosca: link. Si sarebbe andata a cercare IL marito su internet e, una volta ucciso, trovò il motivo per trasfromarsi in "vedova nera" (ma come facciano a saperlo e da dove si siano procurate quelle foto non è dato a sapere. Sarebbe poi interessante scoprire che cosa ne pensa la famiglia dela figlia che si è data alla macchia.... ma dubito che i russi permetteranno che rilascino interviste). Chéché ne dica Mosca e gli "analisti" che si inventano connessioni con Al-Qaeda e complotti di potenze straniere, si tratta di un prodotto creato, incubato e coltivato made in Russia.





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1 aprile 2010


Politche di ferocia

Mentre in Daghestan avviene un altro attentato Medvedev non pare abbia imparato molto dalla storia degli ultimi 10 anni dato che auspica misure più dure e feroci: link, link. L'islamizzazione del Caucaso? Un'opera di Putin: link. L'oppinione che sta agli antipodi di Peter Lavelle (ben noto "analista" americano al soldo della Russia Today) secondo cui non si deve criticare la Russia: link.

La storia di Akhmed Gisaev (ovvero: racconto della tipica azione anti-terrorismo di routine delle forze "dell'ordine" russe). Un contributo per riflettere sulla drammatica situazione che sta insanguinando il Caucaso del Nord, Mosca e tutta la Federazione Russa: link.

Il punto di vista dal lato opposto (ma mica tanto...), Nicolai Lilin ci racconta la guerra in Cecenia e lo sconvolgente piacere di uccidere in Caduta libera: link.


Altro punto di vista ancora, la bella vita ed inefficienza degli uomini della Lubjanka superiore: link.


Per Gary Kasparov dietro agli attentati di Mosca ci sarebbe l'ombra dei servizi segreti russi, una strategia della tensione volta a contrastare la crescente mobilitazione antigovernativa: link. Può darsi, ma a meno che Umarov non sia al soldo del FSB, per una volta sono io a storcere il naso. I tempi in cui a Putin convenivano queste cose sono finiti.
Negli ultimi anni ha investito ingenti energie nella propaganda menzognera cercando di convincere il mondo intero, riuscendoci anche piuttosto bene, che la Cecenia sarebbe stata "pacificata". Ed ora dovrebbe darsi la zappata sui piedi così?

Da AnnaViva intervista al fratello della Politkovskaja: link. Dagli stessi, una intervista a Maksim Litvinenko che con la sua famiglia in Italia hanno ottenuto la "protezione sussidiaria" (che vergogna...): link.




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31 marzo 2010


Rivendicazioni cecene e scuse serbe

Dokka Umarov rivendica, con tanto di dichiarazioni in video, l'attentato al metro di Mosca: link. In particolare motiva la sua azione come atto di vendetta per i fatti avvenuti in Inguscezia l'11 febbraio: link. Proprio come diceva Mironov: "La violenza contro gli innocenti chiama violenza contro altri innocenti",

Intervista di Al Jazeera ad Usman Ferzauli, ministro del deposto governo rappresentato oggi da Zakayev (il cui silenzio è un po' strano...): link. Il mondo aveva la possibilità di sostenere questa posizione alternativa per evitare che la guerriglia cadesse nelle mani degli Umarov & co., ma ha preferito fare orecchi da mercante.

Una decina di morti in una azione
da parte dei "martiri" in Daghestan: link, link, link. E infatti, il Caucaso non è ormai più solo la pista cecena: link. Secondo Putin si tratta della "stessa banda di criminali": link.  Probabile. Quello che è certo è che intanto le sue bande criminali portano avanti la politica di "pacificazione" che continua imperturbabile: link.
                                                                                                                                                                     
La Serbia si scusa per il massacro di Srebrenica: link. Ma molti si rammaricano per il fatto che non l'hanno voluto chiamare "genocidio". E se fosse,
veramente questo cambierebbe qualcosa? Magari i russi si scusassero per le atrocità ben più estese che hanno perpetrato in Cecenia.




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30 marzo 2010


Violenze ed ingenuità

Intervista ad Andrej Mironov: "La violenza contro gli innocenti chiama violenza contro altri innocenti. Non sono molto selettivi, ne' una parte ne' l'altra. Questo accresce l'odio, il terrore, in un circolo vizioso. Sicuramente questi attentati saranno sfruttati da chi in Russia ha da sempre attuato la strategia della tensione." link

Il volto di due delle donne kamikaze (una sembra avere un'occhio blu...)? link  Può darsi, ma l'unica giornalista che si pone qualche domanda è la Appelbaum che rimane un po' perplessa per la velocità con cui le autorità raggiunsero a questa conclusione: link.

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov pensando all'Afghanistan e Pakistan afferma che "è molto probabile che gli attentati siano stati organizzati all'estero": link. Putin sembra ormai un disco rotto che ripete da dieci anni "gli annienteremo e staneremo dalle fogne": link, link. Ma per fortuna, leggendo qui e là, a differenza di alcuni anni fa, questa volta si ha l'impressione che la maggior parte degli analisti è d'accordo che le vittime stanno solo nel metro, non nel governo russo che invece è il diretto responsabile di quello che è successo a causa della sua politca nel Caucaso.

Obama naturalmente si dichiara "unito con la Russia", come è giusto che sia:
link. Ma Obama è un ingenuo se crede che questo, l'accordo sulla riduzione degli arsenali nucleari e un po' del suo charm possano avere rinsaldato veramente le relazioni e l'alleanza con Mosca. Invece, non appena crederanno di poterselo permettere, lo pugnaleranno alla schiena. E' nella loro natura. La Russia, magari assieme alla Cina, alle Nazioni Unite e al regime di Theran (e che evidentemente non capisce che, potendo cadere molto presto per collasso interno, proprio per questo è doppiamente pericoloso e prono a follie sconsiderate, anche queste "in nome di Allah").




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29 marzo 2010


Mosca: attentato nel metro

Decine di morti nel metro di Mosca a causa di un attentato terroristico: link, link, link, link, link. Come al solito si parla subito di donne kamikaze, le famigerate "vedove nere", ipotesi questa che troppo spesso poi non viene né smentita né dimostrata ma che comunque rimane nell'immaginario collettivo fino all'attentato successivo. In passato ci furono anche altri attentati nei metro moscoviti e che le autorità hanno sempre subito addebitato alla guerriglia cecena, ma senza mai fornire prove convincenti. D'altra parte Dokka Umarov, il leader del movimento indipendentista ceceno ed auto-proclamato "emiro del Caucaso", aveva annunciato poco più di un mese fa l'intenzione di estendere le operazioni militari anche al di fuori del Caucaso settentrionale. Il fatto che poi sia stata scelta la stazione del metro di piazzale Lubjanka, ben nota per ospitare la sede dei servizi segreti russi, è piuttosto indicativa. La guerriglia cecena di oggi non è più quella di una volta, cioè quella di Aslan Maskhadov, ex presidente ceceno, e che ricorse si alla lotta armata, ma mai al terrorismo, ed era di ispirazione laica e disponibile al dialogo. Disponibilità che invece la controparte russa negò fermamente soffocando qualsiasi dissenso nel sangue con la conseguenza che questa politica finì per radicalizzare il movimento aprendo le porte ai fedeli di Shamil Basayev ed al suo attuale omologo Umarov, i cui adepti oggi assomigliano molto più ai talebani sia per l'impostazione ideologica di stampo radicalista islamico che per i metodi adottati. Sarà quindi da vedere se e chi rivendicherà l'attentato di oggi.

C'è il rischio poi che, in un clima di crescente xenofobia in Russia, clima d'odio la cui estensione è impossibile controllare e contenere
per come è strutturato l'attuale sistema politico vigente, possano essere presi di mira non solo cittadini ceceni ma caucasici e stranieri in generale con retate di massa da parte delle autorità e atti di violenza di privati.

Comunque sia, una dozzina d'anni di guerre in Cecenia e le conseguenti repressioni imposte dalla politica di Putin non sono riusciti a riportare "l'ordine" e la "stabilità" che le versioni ufficiali vorrebbero fare credere. Che la politica di Putin di "stabilizzare" è fallita da un pezzo era sotto gli occhi di tutti anche molto prima di questo attentato. Perché in realtà l'unico risultato raggiunto è stato quello che la guerriglia si è estesa a macchia d'olio anche alle altre regioni del Caucaso, in primis l'Inguscezia e il Daghestan. Il Caucaso non è "stabile" e "pacificato", ma solo un'enorme pentola a pressione in cui "l'ordine" è stato raggiunto al costo di pesantissme violazioni dei diritti umani e
con metodi di memoria stalinista proprio per mano dei servizi segreti di piazzale Lubjanka, quali le esecuzioni arbitrarie, la tortura e le "sparizioni" di migliaia di civili . E' un "coperchio" che tiene solo molto parzialmente e potrebbe saltare definitivamente da un momento all'altro.




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