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25 gennaio 2009
Analizzando da sopra e sotto la cintola
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Finalmente una "analisi" fatta dalla cintola in su:
link. Burton e West riassumono quella che a mio modesto parere è
l'interpretazione dei fatti più ragionevole da dare.
I loro colleghi italici de La Stampa invece, sia pur bravini nel
riassumere in poche righe nomi e date e l'essenza di certi avvenimenti, poi non
riescono ad andare oltre alla metà del percorso, e mi sa pasticciano rendendosi
disponibili (voglio sperare involontariamente) come casse da risonanza dei
servizi segreti russi.
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"La Stampa", 22 Gennaio 2009, pag. 15
Mattanza di ceceni da Mosca a Vienna
Retroscena
Una lunga scia di sangue
Chi tocca la Cecenia muore
Killer misteriosi
inseguono gli oppositori del presidente ceceno, appoggiato da Putin
Umar Israilov è stato ucciso in Austria. Chiese la scorta ma la polizia
gliela negò
Il 19 gennaio 2009,
a Mosca, Stanislav Markelov, avvocato, e Anastasia Baburova, giornalista,
sono assassinati da un uomo in passamontagna che si dilegua fra la folla. 13
gennaio 2009, Vienna: Umar Israilov, ex guardia del corpo del presidente
filorusso ceceno Ramzan Kadyrov, è stato ucciso da un killer mascherato, anche lui
in fuga. 16 settembre 2008, Istanbul: Gaji Edilsulatov, ex membro della
guerriglia cecena, cade sotto i colpi di un’arma da guerra mai ritrovata,
come l’uomo che la impugnava del resto. 12 dicembre 2008, ancora Istanbul:
Islam Janibekov, oppositore della presenza russa nella Repubblica caucasica,
viene ucciso da un sicario, in macchia. Dietro questi nomi ci sono storie
personali differenti. Ma la linea rosso sangue che li unisce porta a «re Kadyrov» e a quella che - sempre di più - ha le sembianze di una guerra
sotterranea contro chiunque rifiuti l’ordine imposto da Mosca a Grozny.
Anche se non tutte le indagini sono concluse, le coincidenze che collegano
Markelov e gli altri ai soprusi russi in Cecenia e alla dittatura dell’ex
guerrigliero separatista diventato proconsole di Putin sono, a dir poco,
clamorose. Non soltanto perchè Anastasia Baburova - 25 anni e 47°
giornalista ucciso in Russia dal 2000, l’anno dell’arrivo di Putin al
Cremlino, come denuncia l’«Isf», l’Associazione per la libertà di stampa nel
mondo - lavorava per la «Novaya Gazeta» come Anna Politkovskaya, assassinata
il 7 ottobre 2006 a Mosca per avere denunciato la repressione russa nella
Repubblica autonoma caucasica. Stanislav Markelov, 34 anni, era stato
avvocato della Politkovskaya e più di recente di Magometsalih Massaiev,
scomparso la scorsa estate dopo avere accusato Kadyrov di averlo tenuto in
ostaggio per mesi. E aveva appena annunciato il ricorso alla Corte europea
di Strasburgo contro la liberazione anticipata del colonnello Yuri Budanov:
un ufficiale russo noto per la ferocia con la quale reprimeva gli
indipendentisti e condannato a 10 anni (non scontati interamente) per
l’omicidio di una giovane cecena, Elsa Kungaeva, la cui famiglia si è
rifugiata in Norvegia. Anche Israilov, 27 anni, era nel mirino di Kadyrov e
dei suoi protettori russi. Prima di rifugiarsi in Polonia e poi a Vienna,
dove aveva chiesto asilo politico, era stato in contatto con il capo dei
ribelli ceceni protagonisti dell’assalto al teatro Dubrovka di Mosca,
nell’ottobre 2002, quando 850 persone erano state sequestrate da 40
separatisti che reclamavano l’immediato ritiro delle truppe russe:
l’irruzione delle forze speciali aveva provocato la morte di 39 terroristi e
di almeno 129 spettatori, anche per l’immissione esagerata di un gas
paralizzante nelle tubature d’aerazione.[*] In seguito, Israilov era diventato
membro dell’unità incaricata della protezione del «re di Grozny». Fino a
quando, l’anno scorso, aveva deciso di denunciarne - in una serie di
testimonianze scritte presentate alla Corte europea per i diritti umani - le
violenze sistematiche, le torture e le uccisioni degli oppositori. Il suo
omicidio ha molti interrogativi da risolvere. Ma rischia di diventare un
caso internazionale, e spande l’ombra cupa del dramma ceceno nel cuore di
un’Europa che - affamata di petrolio e gas - ha la memoria troppo corta: la
famiglia dell’ex ribelle ha annunciato una denuncia contro la Repubblica
austriaca per violazione dei diritti umani. Perché - scrive il settimanale «Falter»
citando un dossier della polizia di Vienna - nonostante avesse chiesto
protezione dopo essere stato minacciato più volte di morte, Israilov non
l’aveva ottenuta. Anche se le autorità austriache erano state avvertite del
pericolo da un’organizzazione per i diritti umani e da un agente «pentito»
dei servizi segreti russi che, la scorsa estate, si era presentato alla
direzione della polizia sostenendo di avere ricevuto da Kadyrov l’incarico
di «far scomparire» l’ex collaboratore. Il ministro degli Interni austriaco,
Maria Fekter, ha respinto le accuse sostenendo che «si tratta di un caso
criminale» e non politico. Ma un portavoce del ministero ha confermato la
versione di «Falter», precisando che l’agente russo dopo la denuncia era
stato rimpatriato d’ufficio. Nessun cenno, invece, a quanto lo stesso
Israilov aveva confidato prima di morire: la scorsa estate era stato
avvicinato da un altro ceceno, membro di una cellula segreta creata a Grozny
per «neutralizzare» gli indipendentisti rifugiatisi all’estero: una lista
nera di oltre 5000 nomi.[**] Il difensore Stanislav Markelov, 37 anni, è stato
ucciso lunedì scorso da un killer che gli ha sparato a bruciapelo in pieno
giorno nel centro di Mosca. Markelov era l’avvocato dei ceceni, aveva difeso
la famiglia Kungaev, la cui figlia Elsa venne uccisa brutalmente da un
colonello russo in un crimine-simbolo della guerra nel Caucaso. _____________________________________________________________________
[*] E' vergognoso che La Stampa dia per buona un'accusa
infamante di questo genere senza sentirsi in dovere né di verificarne la plausibilità e tanto meno di offrire uno straccio di
evidenza. E ancora peggio non citano le fonti: si dimenticano infatti di dire che l'unica fonte da cui hanno ripreso questa
pseudo-notizia è una non meglio specificata "fonte russa" che l'ha messa in giro
per ovvi motivi di necessità di disinformatija e contropropaganda che vorrebbe metterli ai ripari:
link. No, siamo ancora al di sotto della cintola....
[**] Da dove hanno preso questa cifra? Ora non esageriamo, fino ad ora si era parlato di 300....
| inviato da CeceniaSOS il 25/1/2009 alle 10:55 | |
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