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12 luglio 2003


Il collegamento tra la guerriglia cecena e Al Qaeda: mito o realtà?

La repressione Russa in Cecenia ha qualcosa a che fare con la lotta contro il terrorismo internazionale?

E' indubbio che in Cecenia il fondamentalismo Islamico ha preso piede negli ultimi anni. Il terrorismo di stampo fondamentalista, che nella prima guerra (1994-1996) non c'era e all'inizio della seconda (1999) era quasi inesistente, con l'acuirsi del conflitto però ha messo radici sempre più profonde. Shamil Basayev, il noto terrorista che rivendicò l'attentato al teatro di Mosca, è indubbiamente il sospetto numero uno. Invase il Daghestan richiamandosi di fatto a ideali di stampo islamista e, a suo tempo, su sua stessa ammissione, intrattenne dei rapporti con il governo talebano in Afghanistan. Più tardi negò di ricevere appoggi esterni. Ma anche se è probabile che qualche contatto sporadico con Al Qaeda ci fu, nessuno, aldilà delle 'voci di corridoio' e della propaganda del Cremlino, è stato in grado di dimostrarlo. Durante l'assalto al teatro di Mosca, il mondo intero potè vedere quelle donne con il volto coperto dal classico chador nero quasi a volere dare a capire che il collegamento esista. Si tratta infatti di un'usanza che, a differenza di altri paesi mussulmani, nessuna donna Cecena aveva mai adottato fino ad allora (e paradossalmente oggi ritorna in auge, e non per istigazione di Al Qaeda, ma per incoraggiamento di Ramzan Kadyrov, il Presidente fedele di Mosca). Di fatto si volle chiaramente lanciare un messaggio. Certo, è anche vero che la similitudine tra gli attentati terroristici ceceni con quelli kamikaze di Al Qaeda e quelli palestinesi non possono passare inosservati. Infine bisogna anche ricordare che un guerrigliero molto noto nella resistenza Cecena, Al-Katthab, non era un Ceceno, ma di fatto le sue origini erano dell'Arabia Saudita, e dopo la sua uccisione da parte dei servizi segreti russi, è stato sostituito da un suo connazionale, Amir Abu Al-Walid (ucciso anche lui agli inizi del 2003).

Questo insieme di elementi porta comunque ad un ragionevole sospetto che dietro al terrorismo ceceno ci possa essere la mano di Bin Laden o qualche altra organizzazione terroristica internazionale. Ma il collegamento con l'idea che la guerriglia indipendentista cecena tutta sia finanziata da Al Qaeda o similari è forse fatta spesso in modo troppo superficiale.

Tuttavia, assodato che nella guerriglia Cecena i motivi ideologici di ordine religioso esistono, il suo collegamento alle organizzazioni estremiste internazionali è tutt'altro che evidente. Si sente spesso parlare di indagini riguardo a moschee (tipico esempio quella di viale Jenner di Milano) o organizzazioni umanitarie islamiche che raccolgono fondi per la guerriglia cecena. Ma si tratta fino ad ora di notizie che rimangono non confermate e/o comunque di casi isolati. Se poi ci sono siti web integralisti che, per cercare di fare proseliti, inneggiano alla Jiihad in Cecenia questo non dimostra che effettivamente la causa del conflitto ceceno è da ricercarsi nel terrorismo internazionale.

Al di là di queste ipotesi e speculazioni vediamo allora di attenerci ai fatti. Allo stato attuale delle cose, malgrado si legga spesso anche su autorevoli mezzi d'informazione che è stato dimostrato un collegamento con organizzazioni internazionali, elementi a favore di questa ipotesi non sono mai emersi. Le notizie dal regime di Musharraf in Pakistan emette tutti i giorni o quasi un bollettino in cui si parla della cattura di guerriglieri ceceni, ma non ha mai fornito un qualche nome e cognome, una foto o altra evidenza. Nemmeno per un singolo caso.

Riguardo agli attentati di Al Qaeda spesso si sente dire che gli attentatori furono addestrati in campi di addestramento in Cecenia. E può ben darsi che in alcuni casi questo sia vero. Tuttavia, fatta eccezione dell'unico caso certo di Katthab o pochi altri, e aldilà delle notizie messe in circolazione dal FSB, i servizi segreti russi, con certezza non si è fino ad ora intercettato un movimento consistente da o verso la Cecenia di guerriglieri che fossero di altre nazionalità. Non è mai stato scoperto un traffico di armi da o per i paesi di matrice islamica (in prevalenza i ceceni comperano le armi da ufficiali russi alla fame corrompendoli). Non si hanno notizie di transazione finanziarie legate al terrorismo internazionale, come invece spesso si è scoperto in altri paesi (si finanziano tramite la popolazione e probabilmente attraverso le mafie caucasiche disseminate su tutto il territorio russo).

In particolare, il presunto link tra Al Qaeda e la guerriglia cecena non è mai stato dimostrato. P.es. in Afghanistan gli americani, tra i talebani, hanno trovato perfino un americano e un australiano. Ma non un ceceno. Nella base di Guantanamo sono stati rinchiusi anche inglesi e otto russi. Ma nemmeno uno della piccola repubblica caucasica. Mentre Aslan Maskhadov, uno dei capi della guerriglia cecena e presidente del legittimo governo ceceno deposto con la seconda azione militare russa, si dichiarò perfino favorevole all'invasione dell'Irak (paragonava il regime di Saddam Hussein con quello imposto dai russi in Cecenia), c'era chi sbandierava l'esistenza di ceceni tra le forze di Saddam (Tony Blair in testa). C'è poi stato il caso famoso della presunta esistenza di 300 ceceni in Iraq pronti a sferrare un attacco alle forze militari italiane stazionate a Nassirya. La speculazione ha ricevuto credito per un pò di tempo e poi non se ne è più sentito parlare. Nel terribile massacro della scuola di Beslan, nell'Ossezia del Nord, si parlò dell'esistenza di 10 "arabi". Ma alla richiesta di qualche evidenza, nome, cognome, una foto, un essere vivo o morto come prova, seguono imbarazzati silenzi, e di nuovo non se ne parlò più. Infine, quei pochi giornalisti che hanno potuto visitare la Cecenia ripetutamente e incontrare i guerriglieri non hanno riscontrato, fino ad ora, indizi convincenti che facessero pensare ad un collegamento con Al-Qaeda o similari. La ben nota giornalista Anna Politkovskaya, che avrà visitato la Cecenia una cinquantina di volte fino ad ora, pur confermando l'esistenza di un movimento terroristico ceceno, a proposito del terrorismo che si ispira a Bin Laden, dice che: "Ne ho sentito parlare, ma personalmente, in cinque anni, non ne ho mai incontrati".

Bisogna quindi concluderne che se sono emersi movimenti fondamentalisti in una società che era ormai secolarizzata, questo non può essere dovuto più di tanto ad un appoggio dall'esterno. Le cause del conflitto non possono essere semplicemente ricercate nel terrorismo, sia esso legato o non con elementi esterni. I primi attentati terroristici ceceni avvennero quando il primo conflitto russo-ceceno si stava già avviando a conclusione, nel 1995. L'emersione del fenomeno terroristico in Cecenia è emerso dal perdurare di un conflitto e dei suoi mezzi brutali e brutalizzanti. E' molto più ragionevole concluderne che il terrorismo in Cecenia, specialmente quello che si ispira a quello di stampo wahabista di origini saudite, è nato per imitazione, piuttosto che per istigazione. Se dunque un collegamento tra il terrorismo internazionale e l'indipendentismo ceceno esiste deve essere molto marginale, certamente meno rilevante di quanto si creda e di quanto la stampa, quasi sempre senza dati e prove alcune, tende a far credere.

Chiediamoci piuttosto, malgrado questa assenza di evidenze concrete, a chi possa dunque giovare sottolineare in modo così persistente, quasi ossessivo, che la guerra in Cecenia sia una lotta al terrorismo alimentato da organizzazioni estere? Chi e perché è interessato a seminare notizie false che ci vogliono convincere che in Cecenia non ci fu alcun genocidio ma che si tratta invece di una "lotta al terrorismo globale"?

Non è solo la Russia, che specialmente dopo l'11 Settembre ha un gioco molto facile in questo, ma sono anche i movimenti estremisti islamici ceceni stessi che, essendo in competizione e a volte in aperto conflitto con quelli più moderati, traggono vantaggio da una propaganda del genere. E non per ultima è anche la comunità internazionale occidentale, che pur di non mettere in pericolo i propri interessi con la Russia e non fare innervosire il Cremlino, avvalla quietamente questa ipotesi dandola per certa, quando invece sa bene che non è mai stata dimostrata.

Ma il risultato di fatto di una politica del genere è stato quello di criminalizzare un'intera popolazione che, per una ingiustificata fobia del "terrorista ceceno" dei ministeri, dei governi e delle autorità di frontiera europee, ora respingono alle frontiere rifugiati, negano i diritti d'asilo ai perseguitati e fanno estradare ceceni in Russia, dove vengono spesso incarcerati e torurati. 

Se si vuole invece veramente aiutare la Russia a risolvere il problema della Cecenia e per uscire da questo spaventoso conflitto bisognerebbe una volta per tutte rinunaciare all'alibi della lotta al terrorismo per giustificare una cinica e omertosa realpolitk occidentale, che di fatto si traduce in una collusione con un genocidio come avvenne nell'Europa di Chamberlain e Petain negli anni '30. A differenza di quel che si è fatto fino ad ora, indipendentemente dalle possibili connessioni della guerriglia cecena con il terrorismo internazionale che pur potrebbe esistere, i crimini di guerra russi andrebbero denunciati e rifiutati comunque e alla stessa maniera del terrorismo islamico. Ma su questo si fanno orecchi da mercante.....

Per maggiori informazioni e una esposizione molto più dettagliata e professionale consiglio:

SHATTERING THE AL QAEDA-CHECHEN MYTH: PART I PART II
di Brian Glyn Williams
                                                                                                                                                     


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