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14 marzo 2005


Il caso della SRCF

Chi segue questo blog sa che abbiamo sempre sostenuto l'idea che i governi e i mass media debbano appoggiare e incoraggiare dall'esterno le ONG per i diritti umani in tutti quei paesi dove la libertà è ancora un obiettivo lontano. Purtroppo nè i governi, nè i mezzi d'informazione lo fanno perchè la questione viene vista solo ed esclusivamente nella sua dimensione etica e morale. Invece, il collegamento tra pace e diritti umani, tra sicurezza e libertà, tra stabilità e democrazia non è ancora compreso. E' un link che ancora sfugge e troppo spesso anche a coloro che sinceramente si battono per un mondo migliore senza guerre.

Ma l'altro giorno mi sono chiesto perchè devono essere solo i governi e non anche un privato cittadino, sia pur nel suo piccolo, a dare una mano a quelle organizzazioni che tra mille difficoltà e persecuzioni cercano di sopravvivere per continuare a fare il loro lavoro di denuncia della violazione dei diritti umani? Abbiamo a disposizione website, blog, mailing list, ecc. per questo. Sarà una coincidenza ma la risposta è arrivata come se qualcuno avesse sentito la domanda: caso volle infatti che per un motivo completamente diverso mi sono messo in contatto con la "Society for Russian-Chechen Friendship
" (
ci sono anche vari documenti in inglese: link, e può essere utile usare un tarduttore automatico: link). La SRCF è una ONG per i diritti umani che si occupa di osservare e informare sulla situazione in Cecenia e di creare, malgrado tutto, una amicizia tra russi e ceceni (sembra impossibile ma ci saranno cose sorprendenti da dire su questo). Come è ovvio si tratta di una organizzazione che denuncia verità scomode per il governo russo. Risulta che ultimamente è stata minacciata dalle autorità russe di essere chiusa ed ha chiesto di rendere noto il suo caso perchè dicono che sono sottoposti ad una pressione tremenda. Mi hanno fatto capire chiaramente che l'esito della loro futura esistenza dipenderà molto dall'appoggio esterno.

E allora ho deciso di dare una mano per fare conoscere il loro caso e invito tutti a fare altrettanto.

Ma procediamo con ordine. Prima di tutto vediamo di chi si tratta, quale attività svolgono e quali difficoltà hanno dovuto affrontare.

La "Society for Russian-Chechen Friendship" è una ONG ben nota per chi si occupa di Cecenia. Ha coraggiosamente denunciato abusi e violazioni dei diritti umani di ogni sorta in Cecenia da ormai cinque anni. Come potete vedere il suo archivio è pieno di ricerche, rapporti e denunce di ciò che è successo in questo periodo. Le attivita della SRCF sono state anche premiate dalla International Helsinki Federation e da Amnesty International. E il loro rifiuto di essere una ONG di facciata (ce ne sono non poche) lo hanno dovuto pagare anche con rapimenti, torture e "sparizioni" dei loro collaboratori. Tre di loro sono già stati uccisi e uno è "sparito" senza tracce.

Si trattava chiaramente di "avvertimenti". Ma la SRCF ha malgrado tutto coraggiosamente continuato con le sue attività di denuncia di ciò che succede in Cecenia. Le autorità allora, vedendo che questi crimini non sono stati sufficienti, hanno deciso di passare per le vie di fatto usando metodi più ...."sottili", ma che rischiano di essere definitivi. Nel gennaio di quest'anno le autorità russe hanno aperto un caso giudiziario contro di loro con l'accusa (ridicola) che si sono registrati come una "ONG russa". Una ONG non può essere "russa", così secondo l'accusa, se non opera su tutto il territorio russo, quando invece la SRCF opera solo in alcune regioni del sud della Russia. In base a questo "crimine" ora sono minacciati di chiusura definitiva. Inoltre ricevono di continuo le visite da parte del FSB che li tempesta di domande e accuse. Infine sono stati anche accusati di incitare al terrorismo perchè in un loro giornale avevano osato pubblicare una intervista con Maskhadov a cui sono seguiti raid della polizia nella loro sede e quant'altro.

Insomma, l'obiettivo è chiaro: chi denuncia le atrocità commesse in Cecenia non è tollerato e deve essere eliminato fisicamente e/o deve essere fatto chiudere.

La SRCF chiede dunque il nostro aiuto perchè è proprio il nostro silenzio che più di ogni altra cosa favorisce queste guerre e la censura sulle violenze che le accompagnano. Invito anche altri nell'attivarsi e nel fare diventare noto il loro caso.
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permalink | inviato da il 14/3/2005 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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