Genocidio strisciante in Cecenia: parte prima | CeceniaSOS | Il Cannocchiale blog
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"Organizzazioni non governative e tutela dei diritti umani: l'esempio di Memorial in Cecenia"


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9 gennaio 2006


Genocidio strisciante in Cecenia: parte prima

Grazie ad un intenso e lodevolissimo lavoro di Elena Murdaca, una studentessa di Milano laureata in lingue che ha studiato russo e tedesco all'università, ed a cui non potremo mai essere abbastanza grati, abbiamo l'onore di presentarvi in anteprima la traduzione integrale dal tedesco in italiano di un recente e lungo rapporto della Associazione per i Popoli Minacciati (APM). Ne pubblichiamo, ad incominciare da oggi con scadenza di due o tre giorni, tutte le 54 pagine in una serie di otto puntate per evitare un post oltremodo pesante. Credo che non solo offra un'ottima introduzione al tema ma che faccia capire anche il problema russo in generale. Se qualche anno fa si fosse prestata più attenzione a questo tipo di ricerche delle ONG per i diritti umani come l'APM, oggi forse i casi Khodorkovsky e le "guerre del gas" non desterebbero tutta questa sorpresa in occidente, anzi sarebbero viste come una naturale conseguenza di una politica le cui prove generali vengono attuate ogni giorno in Cecenia. Consiglio di leggere per intero questo dettagliato rapporto pagina per pagina perché può essere utile per capire non solo i conflitti del Caucaso ma anche, e forse sopratutto, dove purtroppo sta andando la Russia. Ritorneremo su questi punti con un dettagliato commento alla fine dell'ultima puntata. Intanto, buona lettura.

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ASSOCIAZIONE PER I POPOLI MINACCIATI

GENOCIDIO STRISCIANTE IN CECENIA


SPARIZIONI – PERSECUZIONE ETNICA IN RUSSIA – FALLIMENTO DELLA POLITICA INTERNAZIONALE.

Rapporto sui diritti umani della Associazione per i Popoli Minacciati n.40.

CONTENUTO

Le conseguenze fatali della “cecenizzazione”: Ceceni contro Ceceni, espansione della violenza nel Caucaso settentrionale, fallimento della politica internazionale.

Prefazione

Introduzione

1. 
La situazione politica in Cecenia
1.1 Le diverse unità armate in Cecenia
1.2 L
e elezioni parlamentari del 27.11.05

2.
Situazione umanitaria

3. 
Situazione dei diritti umani
3.1 Persecuzione degli attivisti per i diritti umani

4. 
Espansione del conflitto alle vicine repubbliche
4.1 Daghestan
4.2Kabardino-Balkiria
4.3 Inguscezia
4.4 Repubblica di Caracaevo-Cerkessa
4.5 Scontri fra gruppi etnici in Russia
4.6 Per esempio Astrachan
4.7 Per esempio Rostov
4.8 Persecuzione dei musulmani
4.9 Razzismo, xenofobia e antisemitismo

5. 
Posizione della politica internazionale europea
5.1 La posizione tedesca

6. Richieste

7.  
Cronaca delle violazioni dei diritti umani 1.10-20.11.05

Premessa

Il Cancelliere Federale Gerhard Schroeder ha sostenuto senza riserve il Presidente russo Putin e la sua politica in Cecenia, dichiarandolo un democratico “ineccepibile”. Dopo che, grazie alla prima guerra in Cecenia, circa 80.000 persone sono state piante per morte, Putin porta la responsabilità di almeno altri 80.000 morti durante il suo mandato. Dunque il Governo Federale guidato da Schroeder non si è curato della Convenzione ONU per la Prevenzione e la Punizione del Genocidio del 1948 e ha disatteso i principi fondamentali di libertà e democrazia degli Stati di diritto, che avrebbero obbligato il nostro paese ad arrestare la rovina della democrazia russa, invece di accelerarla attraverso il rafforzamento incessante del Presidente autocratico.

L’autrice del presente rapporto sui diritti umani, Sarah Reinke, designa come genocidio strisciante i continui crimini di guerra e le incessanti violazioni dei diritti umani cui la popolazione cecena è regolarmente esposta, settimana dopo settimana. Questa disumanità contribuisce alla crescente radicalizzazione di gruppi della resistenza cecena e alla propagazione del conflitto nelle confinanti repubbliche islamiche. Si formano organizzazioni fondamentaliste che sono pronte ad azioni terroristiche anche contro civili. Un rapporto del Governo USA sulla situazione della libertà di religione in diverse parti del mondo, pubblicato nel novembre 2005, rimprovera alle autorità russe la discriminazione contro la popolazione musulmana. I credenti musulmani, in diverse regioni della Russia sono vittime del sospetto generalizzato di terrorismo. Sulla scia della spaventosa guerra in Cecenia antisemitismo e xenofobia sono aumentate in modo preoccupante in diverse parti della Russia.

I diritti civili sono sempre più limitati, la giustizia è sottoposta a pressione crescente e le autonomie locali sono sempre più ridotte. Una legge approvata a fine novembre in prima lettura minaccia l’esistenza in Russia di organizzazioni umanitarie e per i diritti civili che spesso sono finanziate solo attraverso contributi esteri. Questo riguarda sia le piccole organizzazioni umanitarie in Cecenia, che provvedono il necessario alle vedove e agli orfani, sia la famosa organizzazione Memorial, che da anni si occupa dei crimini dello stalinismo, documenta i crimini in Cecenia e si adopera per la fine del conflitto.


Non è stato solo l’ultimo governo tedesco 1999-2005 a fallire. Organizzazioni internazionali come la Commissione ONU per i Diritti Umani, il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea non hanno richiamato la Russia alle convenzioni internazionali ratificate, ma hanno preferito orientarsi in base agli interessi geopolitici ed economici dei paesi occidentali e chiuso entrambi gli occhi. La Cecenia rimane il regno del dispotismo della soldataglia russa e filo-russa. La situazione in Cecenia, che dal 1994 ha visto il genocidio di 160.000 uomini, è una vergogna per l’Europa. Solo un nuovo orientamento della politica tedesca ed europea porterà la pace nella piccola Repubblica del Caucaso settentrionale, e arresterà i pericolosi sviluppi intrapresi dalla Russia.

Il nuovo Cancelliere Federale, Angela Merkel, ha annunciato le linee-guida della futura politica estera tedesca: da una parte la salvaguardia degli interessi tedeschi, dall’altra il rispetto per i fondamenti morali della società occidentale. La
Associazione per i Popoli Minacciati spera che non si tratti solo di retorica. Anche il Ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier dovrebbe sentirsi obbligato ad osservare queste linee guida.

Tilmann Zülch, Segretario Generale

Introduzione

Apparentemente, si possono osservare alcuni miglioramenti nella situazione in Cecenia. A Grozny, città in rovina, ci sono dei bar, e alcune case sono state ricostruite. L’8 novembre 2005 ha avuto luogo persino un concerto rock, cui hanno partecipato 10.000 giovani. Tuttavia l’apparenza inganna. Di fatto, paura e ansia dominano la quotidianità della Cecenia. Nelle settimane precedenti le elezioni parlamentari del 27.11.2005 le violazioni per i diritti umani sono ulteriormente aumentate. Come è chiaro dalla cronaca, ogni notte scompaiono persone che si ritrovano nelle camere di tortura dei vari gruppi russi, filorussi e anche ceceni. Nella regione montuosa si continua a bombardare. Tra il 13 e il 14 ottobre l’obiettivo è stato rappresentato dai paesi di Starye Atagi e Novye Atagi, fra il 12 e il 15 ottobre sono stati bombardati Aschi-Aul, Tsa-Vedeno e la regione di Kotar-Jurt. Il 19 ottobre è toccato a Tewseni e nei giorni successivi Urdyuchoj e Dechesti sono stati bombardati più volte. La violenza è traboccata dalla Cecenia nelle vicine Repubbliche del Nordcaucaso. In questa situazione devono avere luogo le elezioni parlamentari il 27 novembre 2005. I presupposti per elezioni democratiche mancano. Ad esempio non esiste nessuna libertà di stampa o di opinione. Nessuno dei partiti schierati si pone come obiettivo politico l’indipendenza, con cui in ogni modo tanti Ceceni ancora si identificano. I problemi più scottanti delle persone in Cecenia, come le sparizioni dei civili, gli omicidi, l’arbitrio delle forze di sicurezza, e la piena impunità, sono argomenti tabù durante la campagna elettorale. Il tema più importante, la ricerca di una soluzione pacifica per un conflitto che dura da 11 anni, in questa sceneggiata orchestrata dal Cremlino è stata ignorata. Elezioni libere e segrete, che sarebbe lecito aspettarsi da un Paese Membro del Consiglio d’Europa, non avranno luogo in Cecenia.

1. LA SITUAZIONE POLITICA IN CECENIA

Il 9 maggio 2004 il Presidente Ceceno filorusso Achmed Kadyrov è caduto vittima di un attentato esplosivo durante i festeggiamenti per il Giorno della Vittoria. Anche dopo questo evento il Governo russo è rimasto fedele alla sua strategia della cecenizzazione, che significa il passaggio del potere in mani cecene amiche di Mosca. Dalla fine del 2002 il Governo russo persegue questo corso come una soluzione pacifica del conflitto. Su questa scia, il 29.08.2004 è stato eletto Presidente Alu Alchanov, precedentemente Ministro degli Interni. Anche in queste elezioni, secondo i dati degli osservatori indipendenti, si sono verificati massicci brogli elettorali, cosicché, secondo i dati ufficiali sull’85% degli elettori il 75% ha votato per Alchanov.

Tuttavia, l’uomo più importante in Cecenia è Ramzan Kadyrov, ventinovenne figlio del Presidente Kadyrov. Ramzan Kadyrov è Vicepremier, e comanda la vecchia Guardia Presidenziale, che ha potenziato notevolmente. I cosiddetti Kadyrovcy sono responsabili per i 2/3 delle violazioni dei diritti umani contro i civili ceceni. Nel suo discorso in occasione del 25 anniversario di Solidarnosc, il noto difensore dei diritti umani Sergej Kovaljov ha dichiarato che il Cremlino ha piazzato criminali al vertice della Cecenia e opera falsificazione delle elezioni (BBC Monitoring. 29.8.2005). Kadyrov è troppo giovane per la posizione di Presidente, ma ha comunque avanzato pretese sull’ufficio. Ciò è apparso chiaramente durante una conferenza stampa tenutasi il 23 settembre a Gudermes, sua città natale, dove ha attaccato pesantemente l’attuale Presidente e lo ha esortato a ritirarsi dall’ufficio. “Nessuno dubita che Ramzan Kadyrov diventerà Presidente il prossimo anno” cita il giornale Kommersant, facendo riferimento a una fonte interna al Governo ceceno (Kommersant, 23.9.2005). Dopo la morte di Aslan Maschadov, ultimo Presidente eletto liberamente, avvenuta in Cecenia l’8 marzo 2005, il suo ruolo è stato ricoperto dall’erede designato, Abdul Chalim Sadullaev, esperto di Sharia. Nell’estate 2005 Sadullaev ha riordinato la rappresentanza estera del suo Governo e nuovamente incluso nel Governo il noto terrorista e criminale Shamil Basaev. La giustificazione per questa decisione è che Sadullaev vuole averlo sotto controllo e impedire nuovi attentati terroristici contro i civili.

Della persona e del ruolo di Sadullaev coesistono valutazioni contrastanti. Da dietro le quinte della presa di Naltchik, capitale della Repubblica Cabardino-Balkaria, la rivista “Terrorism-watch” ha dichiarato, il 13 ottobre 2005, che a Sadullaev è riuscito di non colpire obiettivi civili ma solo militari, come guardie di polizia, il quartier generale dei servizi segreti ecc. ecc.. La strategia è quella di contrastare le affermazioni russe secondo cui si ha a che fare con una propaggine di Al-Qaeda, esportando la guerra in altre Repubbliche della Regione. Negli ultimi anni sono sorti diversi gruppi musulmani autonomi, pronti ad armarsi e a capovolgere i loro Governi corrotti e repressivi. A Naltchik non hanno combattuto Ceceni, ma Ingusceti, Nordosseti, Caraci, Circassi, Cabardini e Balcari. In confronto all’attacco in Inguscezia del giugno 2004, in cui la presenza cecena è stata determinante, qui Sadullaev ha sviluppato ulteriormente la sua strategia.

Invece di arginare il terrorismo, la politica russa in Cecenia e in tutto il Caucaso settentrionale conduce ad un rafforzamento delle correnti terroristiche. Il “Center for strategic and international studies” ha compilato delle liste, secondo cui sono stati compiuti:

-nel 1999 7 attentati terroristici nel Nord Caucaso e 14 nella Federazione Russa;

-nel 2000 9 in Nord Caucaso e 4 nella Federazione Russa;

-nel 2001 11 nella regione e 11 nella Federazione Russa;

-2002 18 in Nord Caucaso e 19 in Russia, fra cui anche la presa degli ostaggi al Nord-Ost;

-nel 2004 30 attentati nella regione, inclusa la presa degli ostaggi alla scuola di Beslan, e altri 25 in tutta la Federazione Russa.

-entro la fine di settembre 2005 sono stati compiuti 80 attentati in Nord Caucaso e altri 5 in diverse regioni della Russia.

(Mark Kramber, The peril of counterinsurgency: Russia’s war in Chechnya, in: INTERNATIONAL SECURITY, Vol. 20, n. 3, pagg 5-63).

Dal 2003 la politica russa continua a sostenere che la situazione nel Nord Caucaso e in particolare in Cecenia si sta normalizzando. Da un’inchiesta fra i cittadini del Presidente russo, risulta però, come Putin stesso ha ammesso, che nonostante il fatto che nella Regione siano stanziate forze di sicurezza che in qualsiasi altra parte d’Europa o del Nordamerica (in rapporto alla popolazione civile), continuano gli attentati terroristici e le deportazioni.


[1] La Associazione per i Popoli Minacciati è un’organizzazione per i diritti umani con status di osservatore presso le Nazioni Unite e status di collaboratore presso il Consiglio d’Europa.

Continua...




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