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11 gennaio 2006


Genocidio strisciante in Cecenia: parte seconda

Parte seconda del rapporto dell'Associazione per i Popoli minacciati

1.1 LE DIVERSE UNITA' ARMATE PRESENTI IN CECENIA

In Cecenia attualmente sono di stanza approssimativamente 80.000 uomini del Ministero della Difesa e del Ministero degli Interni. In totale in tutto il Nord Caucaso sono presenti 250.000 uomini delle Forze Armate Russe. A questi bisogna aggiungere 30.000 Ceceni di unità filo-russe. Come ha comunicato il Presidente ceceno filorusso Alu Alchanov il 21 ottobre, 7.000 dei 16.000 poliziotti Ceceni sono ex-guerriglieri.

Secondo i dati del Presidente del Consiglio di Stato Ceceno Taus Dschabrailow, solo nel 2005 hanno deposto le armi fra i 600 e i 700 combattenti (
www.russland-news.de, 25.10.2005). A fronteggiare questi gruppi ci sono dai 1.000 ai 1.500 guerriglieri, di cui 100-150 appartenenti ad altri gruppi etnici. Queste forze sono in grado di reclutare fra la popolazione Ceceni disposti a prendere parte di tanto in tanto ad atti di sabotaggio e attentati contro le forze russe.

Più difficile è la stima delle perdite fra i soldati Russi. Le madri dei soldati russi parlano di almeno 18.000 morti. Anche il numero totale delle vittime viene sempre ridiscusso. La maggior parte degli osservatori parla di 160.000 vittime circa, altre fonti arrivano fino a 300.000, includendo altri feriti. La devastazione della Cecenia è inimmaginabile. Dopo la fase “calda” della guerra, oltre 100.000 case e appartamenti erano stati distrutti. Se si considera la grandezza delle famiglie cecene, questo vuol dire quasi la metà della popolazione civile. Il governo Russo dichiara che durante la guerra in Cecenia sono stati distrutti edifici, infrastrutture ecc. per un totale di 140 miliardi di dollari o per un quarto del bilancio federale (Paul Goble, Window on Eurasia, 22.8.2005).

Il Ministro degli Interni Ceceno, Ruslan Alchanov, il 18 ottobre 2005, per la prima volta ha comunicato le cifre relative alle perdite fra le forze di polizia cecene e fra i guerriglieri. Nei primi 9 mesi sono stati uccisi 113 guerriglieri armati e arrestati 243. Altri 35 si sono arresi volontariamente. Nello stesso lasso di tempo sono morti 104 funzionari della polizia cecena (NZZ, 19.10.2005). Queste cifre sicuramente non sono esaustive, tuttavia dimostrano che le unità cecene fedeli a Mosca pagano un alto tributo di sangue. Ci sono molti casi in cui i poliziotti che risiedono nei villaggi ceceni sono vittime dei guerriglieri o delle vendette di sangue e altri conflitti.

1.2 
LE ELEZIONI PARLAMENTARI DEL 27.10.2005

Le elezioni parlamentari del 27.10.2005 dovrebbero essere l’ultimo passo – dopo il referendum del marzo 2003 e le elezioni presidenziali dell’ottobre 2003 e dell’agosto 2004 – del processo della cosiddetta cecenizzazione. Dovrebbe essere formata una commissione legittimata attraverso le elezioni, che accanto al Presidente e all’Amministrazione dovrebbe guidare il destino della Cecenia.

Già durante la campagna elettorale Ramzan Kadyrov ha espresso la sua fiducia nel successo della sua lista. Il Parlamento sarà un puro Parlamento tascabile.

Data l’esperienza delle ultime votazioni, che lascia prevedere un massiccio intervento della Russia in campagna elettorale, ci si aspetta un Parlamento privo di potere effettivo, senza un autentico mandato e dipendente da Mosca.

Il processo di cecenizzazione è stato intrapreso dal Governo russo anche in seguito a pressioni dall’estero dalla fine del 2002. Il processo ha condotto una politica divide et impera che ha frammentato la società cecena. Secondo i rapporti che provengono dal paese, l’atmosfera in Cecenia è pregna di sfiducia, si verificano tradimenti e delazioni, cosicchè le linee del conflitto attraversano obliquamente tutti gli strati della società, le famiglie e le comunità. Molti, che prima erano guerriglieri sostenitori del movimento indipendentista, si sono lasciati convincere, in parte in seguito a massicce pressioni, ad arruolarsi nelle file dei cosiddetti kadyrovcy.

Barbara Gladysch, Presidente di “Madri per la pace”, a Düsseldorf, riporta una storia esemplare. A un ex-combattente passato nelle file dei kadyrovcy, è stato richiesto, come prova di lealtà, di condurre un rastrellamento nel suo paese natale. Il guerrigliero si è confidato con il padre, che ha minacciato di uccidersi e di ucciderlo se avesse fatto una cosa del genere. Il figlio, dopo un incidente automobilistico è poi fuggito a Mosca e da lì in Polonia. Per questo i suoi genitori sono stati presi dai kadyrovcy, arrestati e maltrattati. Dovevano rivelare dove si trovava il figlio. Persino ex-delegati di Maskhadov, come Vagab Tutakov, temporaneamente risiedente a Strasburgo, sono ritornati in Cecenia e supportano l’Amministrazione fedele a Mosca. Alcuni sono stati costretti con la forza a cambiare parte, altri sono stati motivati con  offerte di denaro o di una maggiore sicurezza. Il caso di Magomed Kambiev, Ministro della Difesa sotto Maskhadov, è un esempio di brutale costrizione. Si candiderà per le elezioni parlamentari. Dopo che oltre 40 fra parenti e familiari sono stati sequestrati in Cecenia, le autorità filorusse hanno posto un ultimatum a lui e a suo fratello, ex Ministro della Sanità: per salvare la vita dei suoi parenti Kambiev non ha avuto altra via d’uscita che quella di presentarsi. Salambek Kunchalov, membro del Parlamento ceceno sotto Dudaev, sarà in corsa per un distretto di Grozny; Ibragim Kultygov, Capo della Sicurezza sotto Maskhadov, correrà per il distretto di Vedenno (Interfax, 31.10.2005). L’Assemblea legislativa sarà composta da due camere: la Camera Alta (Consiglio della Repubblica) sarà costituita da 21 deputati, la Camera Bassa (Assemblea Popolare) da 40 membri. Secondo i dati della commissione elettorale della Repubblica i candidati alle elezioni parlamentari sono 577. Una dozzina di partiti ha dichiarato di voler prendere parte alle elezioni. Di condizioni paritarie non è nemmeno il caso di parlarne: il partito del Cremlino, Edinaja Rossija, domina la campagna elettorale.

Un sondaggio di SK-Strategia condotto nel lasso di tempo dal 15 e il 20 ottobre fra 1200 ceceni ha evidenziato i seguenti risultati:

D. Crede che le elezioni del 27.11 saranno condotte correttamente?

-sì:
8%
-no: 68%
-non del tutto: 20%
-nessuna risposta:4%

D. Chi determinerà l’esito delle elezioni?

-il Presidente Putin:
9%
-il Vicepremier Kadyrov: 72%
-il popolo, gli elettori: 2%
-il Presidente Alchanov: 2%

Il 68% degli intervistati ha dichiarato di aspettarsi attentati il giorno delle elezioni. Solo il 2% ha risposto che le elezioni sono necessarie per la pace in Cecenia, per il 60% degli intervistati le elezioni cementeranno la situazione attuale. (www.extremizmu.net)

1.2.1 I RISULTATI

Già durante la campagna elettorale Ramzan Kadyrov ha espresso la sua fiducia nel successo della sua lista. Il Parlamento sarà un puro Parlamento tascabile. I risultati evidenziano la seguente situazione: con il 61% dei voti il partito del Cremlino è la forza dominante. Il PCFR ha ottenuto il 12% dei voti, mentre il partito liberale “Unione delle forze di destra” ha ottenuto l’11% delle preferenze. Secondo i dati della Direzione elettorale di Grozny ha preso parte alle elezioni il 68% dei 600.000 aventi diritto (compresi i soldati di stanza in Cecenia). Le elezioni sono state dichiarate valide già a mezzogiorno del 27.11.2005. Gli osservatori che hanno censito il numero di elettori nei seggi, su incarico dell’Associazione Memorial. In un comunicato stampa del 28.11.2005 Memorial ha reso noto che al seggio 361 (un centro profughi), fino alle 11 avevano votato 45 persone. Il direttore del seggio, Abdulchamid Jachjaev, riferisce, per lo stesso lasso di tempo, di 400 elettori. Malika Bashcaeva, direttrice del seggio 369, riferisce di  198 elettori presentatisi entro le 12, gli osservatori indipendenti ne hanno contati 75. Il direttore del seggio 380, Alpat Munaev, parla di 270 elettori presentatisi entro le 13, mentre gli osservatori indipendenti ne segnalano 146 alle 14.15. Analoghi risultati sono stati segnalati in altre circoscrizioni elettorali, cosicchè si mette in dubbio che sia stato raggiunto il quorum richiesto del  50%. Il rapporteur per la Cecenia al Consiglio d’Europa, Andreas Gross, ritiene i dati ufficiali sull’affluenza alle urne gonfiati. Prima delle elezioni aveva criticato il clima di paura in cui le elezioni si sarebbero svolte (taz, 30.11.2005). Anche dopo le elezioni il potere in Cecenia sarà retto non dalle istituzioni, come il Parlamento o il Governo, ma dai kadyrovcy e dalle truppe russe.

Perciò
l'Associazione per i Popoli Minacciati può definire queste elezioni soltanto come una farsa, che segna un altro passo verso la cosiddetta cecenizzazione.

Continua...




permalink | inviato da il 11/1/2006 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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