CeceniaSOS | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

CeceniaSOS [ Un blog sul conflitto in Cecenia. Un osservatorio sulla Russia, il Caucaso e i dintorni. ]
 


 

Prima del crollo dell'URSS

Il primo conflitto russo-ceceno:
la guerra di Eltsin


Il secondo conflitto russo-ceceno:
la guerra di Putin


Alcune cose da sapere

La situazione in pillole

I cinque miti sulla Cecenia:
IIIIIIIV - V

Referendum, elezioni ed amnistie in Cecenia

Al-Qaeda e il terrorismo ceceno: mito e realtà

Immagini dall'inferno ceceno

Sezioni d'informazione in italiano
   
Partito Radicale Transnazionale
   Forum radicale sulla Cecenia
   PeaceReporter
   Peacelink
   Warnews

Un genocidio nel cuore d'Europa

L'appello di Adriano Sofri

In ricordo di Antonio Russo

Tesi di Laurea/Master e rapporti di ONG sulla Cecenia (.pdf/.doc su richiesta):

"La dimensione internazionale del conflitto separatista tra Russia e Cecenia nel contesto
post-sovietico"


Analisi del ruolo del petrolio nel Dagestan post-sovietico

La guerra asimmetrica nel contesto dei nuovi conflitti.
Caso studio: Le guerre in Cecenia

"The current Russian nuclear policy"

"Cecenia: una guerra senza fine tra il neoautoritarismo post-sovietico in Russia e lo scontro geopolitico nel Caucaso"

"Organizzazioni non governative e tutela dei diritti umani: l'esempio di Memorial in Cecenia"


APM: "Genocidio strisciante in Cecenia"


Firma l'appello per un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Cecenia!

(Il piano di pace dell'ex governo di Maskhadov, chiede il disarmo dei guerriglieri ceceni, il ritiro delle truppe russe ed una amministrazione provvisoria della Cecenia sotto l'egida dell'ONU, come è avvenuto per il Kossovo e Timor Est, e che possa finalmente condurla alla pace, all'ordine, alla democrazia, la libertà e infine all'indipendenza o almeno ad un'ampia autonomia. Per maggiori informazioni clicca qui.)

Popoli oppressi: unitevi!

  Italian Blogs for Darfur

Appello per l'Iran libero e democratico

    

Montagnard Foundation
  

           Free Tibet


 

 

 

 

 

   
         Free Cuba





    Free East Turkistan




Human Rights in North Korea

          

   Unrepresented Nations
and Peoples Organization

          


27 febbraio 2006


Kazakhstan

Se ne parla poco ma, non vorrei dire... però mi pare ci sia una certa maretta in Kazakhstan. Dopo che un paio di settimane fa fu ucciso Altynbek Sarsenbayev, leader dell'opposizione, ex ambasciatore in Russia, e molto critico della gestione dell'attuale presidente Nursultan Nazarbayev (che "vinse" le elezioni in dicembre col 91%), ieri sono scesi in piazza per protesta in 1500. E' il secondo caso di omicidio in pochi mesi (dopo Zamanbek Nurkadilov, "suicidio" fu la versione ufficiale, guarda caso è sempre chi sta all'opposizione a "sucidarsi"). L'interessante è che gli stessi servizi segreti kazakhi ammettono, arrestano cinque dei loro e un pezzo grosso. Caprio espiatorio? Tentativo per calmare le acque o crepe nella struttura di potere? Vedremo...




permalink | inviato da il 27/2/2006 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


27 febbraio 2006


L'Europa che cambia....

Dopo il farsesco viaggio della commissaria dell'ONU ora, per indagare anche sulle misteriose malattie che colpiscono i bambini in Cecenia, arriva il il cosiddetto Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Alvaro Gil-Robles. Che bravo. E per l'ennesima volta incontra Ramzan Kadyrov e Alu Alkhanov. E così sul Danish Refugee Council Kadyrov ci ripensa? Speriamo... Ma notare come Kadyrov tesse le lodi di Gil-Robels: "Era l'amico di mio padre. Ogni volta che visita la Cecenia le cose cambiano in meglio. Continuerò questa tradizione". Non avevamo dubbi. E infatti come da dieci anni a questa parte Gil-Robles in Cecenia non fa altro che vedere grandiosi cambiamenti in meglio: link & link & link. E anche lui ricambia con tanto di lodi per Kadyrov (che si sarebbe impegnato nel ristabilire i diritti umani.... sic) e aggiunge: "i militanti ceceni devono disarmare" (link & link). Che debbano anche disarmare le squadracce di Kadyrov che terrorizzano la popolazione civile il nostro "commissario per i diritti umani" però non ne fa menzione.... gli auguriamo buona fortuna comunque. Ma costui è una vergogna per l'Europa. Designare oggi Gil-Robles a questo tipo d'incarichi è un po' come nominare a difesa dei diritti umani degli ebrei Philippe Pétain o Neville Chamberlain. E' l'Europa che "cambia"...




permalink | inviato da il 27/2/2006 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


24 febbraio 2006


Rifugiati e ONG

Continuano ad arrivare notizie sulle malattie più strane di cui sarebbero affetti i bambini in Cecenia. C'è chi dice sia causa dei traumi psicologici, chi dell'inquinamento, chi ipotizza esperimenti, ma non si sa nulla di certo. La sindrome pseudo-asmatica è l'ultima in ordine di tempo e che imperversa da questo dicembre. Strano è anche il fatto che i medicinali che ricevono fanno solo peggiorare le condizioni e causano invece intossicazione. link E, stando all'Itar-Tass appare anche l'antrace: link.

Sempre la Arbour dopo 11 anni di guerra le sembra ancora di andare troppo di fretta e ci spiega che sarebbe
arrogante suggerire soluzioni. Non trova però arrogante avere trascorso solo un'ora in tre giorni con ONG per i diritti umani per potere poi dire che ha sentito parlare di "accuse credibili sugli abusi commessi dalle autorità". link Come dire: "Potrebbe essere vero, oppure no, chissà... forse sono solo voci di corridoio.... ma Sig. Putin, per favore non ponga veti, mi dica lei qual'è la verità che devo andare a raccontare in giro." Cosa che Putin naturalmente fa: link. E come al solito ora dice di essere "felice del livello di cooperazione" e degli "ottimi segnali di buona volontà per cimentarsi in un dialogo". Segnali che vede solo lei. Si vede bene che la cosiddetta "commissione per i diritti umani dell'ONU" è composta da paesi come Sudan, Libia, Cuba, ecc. Va riformata? Forse è meglio abolirla.... assieme al Consiglio d'Europa.

In Germania c'è chi vorrebbe mettere i braccialetti elettronici ai piedi dei rifugiati che chiedono asilo, dividere i figli dalle famiglie e deportarli nelle zone di conflitto anche prima di decisioni precise (p.es. come ha già fatto con ceceni verso la Russia che ora devono vivere in clandestinità e la stessa sorte rischiano anche altri).
link & link 

Abbiamo visto che la Danish Refugee Council (DRC), l'ONG danese che prestava aiuti alla popolazione cecena, deve chiudere. Ora la versione ufficiale:
link. E' una misura di protezione delle autorità nei confronti del loro staff dalle ritorsioni della popolazione cecena mussulmana a causa dell'arcinota questione delle vignette. Inoltre ci sarebbero evidenze che la DRC, volontariamente o meno, proteggesse guerriglieri e che fossero dediti ad attività di spionaggio. La cosa non merita commenti.....

Insomma, se su Beslan piovono i miliardi da anni, grazie al silenzio stampa (e forse anche per un po' di ignoranza da parte delle ONG umanitarie stesse che ne sono vittime) i bambini e i rifugiati ceceni possono pure continuare a crepare.




permalink | inviato da il 24/2/2006 alle 19:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


23 febbraio 2006


23 febbraio: anniversario della deportazione del popolo ceceno

62. anniversario della deportazione del popolo ceceno (23.02.1944)

Dopo la deportazione continua il genocidio

Bolzano, Göttingen, 21 febbraio 2006

Il 23 febbraio ricorre il 62esimo anniversario (23 febbraio 1944) della deportazione ordinata da Stalin dei popoli ceceno e caucasici verso l'Asia Centrale. Quasi un milione di persone furono trasferite forzatamente, molti furono uccisi durante il rastrellamento e moltissimi altri morirono per condizioni disumane di freddo, fame e malattie durante il trasporto e nelle terre di insediamento. In pochi giorni interi territori vennero svuotati dalla loro popolazione: furono deportati 48 diversi gruppi etnici e religiosi, di cui il gruppo più numeroso era costituito dai Ceceni, che si stimano oltre 400.000, vi erano poi In gusci, Caraciai, Balcari (tutti musulmani) e Calmucchi (buddisti) - mentre tra le popolazioni transcaucasiche vennero coinvolte le minoranze musulmane, soprattutto Kurdi e Meschi, ed altri popoli (come i Tedeschi del Volga o i Coreani, da altri territori).

Solo dieci anni dopo la popolazione cecena ha potuto tornare a casa, ma nel 1994 il governo russo di Borsi Jeltzin ha ripreso la politica di annientamento del popolo ceceno. Negli anni dal 1994 al 1996 la guerra in Cecenia costò la vita a 80.000 persone, e altre 80.000 persone sono morte a partire dal 1999 con il genocidio perpetuato questa volta da Vladimir Putin. In tutto è stato finora eliminato ca. il 20% di questo piccolo popolo caucasico. Nel 2004, il Parlamento Europeo ha finalmente approvato una mozione che riconosce gli eventi del 1944 come genocidio che il 23 febbraio verrà ricordato in tutto il mondo. La campagna internazionale
World Chechnya Day vuole richiamare l'attenzione su un dramma dimenticato dalla storia e contemporaneamente su una tragedia ancora attuale, che continua a mietere vittime.

L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha presentato nei mesi scorsi un rapporto dettagliato nel quale definisce come "genocidio strisciante" i continui crimini di guerra e le incessanti violazioni dei diritti umani cui la popolazione cecena è esposta, settimana dopo settimana. Fare memoria della storia, in questo caso ancora più del solito, rappresenta un momento per comprendere anche la realtà, per riflettere su come il genocidio dimenticato, pur cambiando i mezzi e le modalità, rischi di ripetersi tragicamente nell'indifferenza.

[
Comunicato stampa della GFBV - Per ulteriori informazioni di carattere storico: link & link]
---------------------------------------
PS: In Russia oggi invece è giornata di festa nazionale in cui si festeggia l'armata russa: il "giorno dei difensori della madre patria". Che cinico paradosso! Ma c'è anche di cui farsi una risata.... 
linklink.




permalink | inviato da il 23/2/2006 alle 9:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


22 febbraio 2006


Film di regime e farse ONU

Cosa viene mostrato ai russi della Cecenia? Tutto eccetto la realtà. P.es. pare andare forte un nuovo film (si vocifera che Putin si sia già fatto passare le copie in DVD) dove soldati umanissimi, disciplinati, pieni di morale e naturalmente superiori al nemico che è fatto di drogati, compiono gloriose azioni militari per la patria. I massacri, la vita e morte dei civili, le atrocità, ecc. ovviamente non esistono. Ma se volete qualche film alternativo: link

Sulla stessa lunghezza d'onda la commissaria dell'ONU Louise Arbour. Siamo alla prevista "tirata d'orecchie":
è scioccata per gli abusi commessi in Cecenia. Si lamenta anche delle condizioni di miseria dei rifugiati in Iguscezia (link). Che probabilmente si tratterà anche questa volta di una farsa lo si deduce dal fatto che mentre ha tutto il tempo per incontrare Putin, Alkhanov, Zyazykhov, Kadyrov (dal quale si fa raccontare di tutto e di più su Berezovsky e altro: link), per i rappresentanti delle ONG per i diritti umani è improvvisamente presa da una gran fretta di andarsene: "non aveva nemmeno il tempo di farci una singola domanda", si lamenta una rappresentante di Memorial. link Interessante invece l'affermazione del portavoce del parlamento ceceno (filo-russo) Dukvakha Abdurakhmanov : "E' una visita non necessaria" e aggiunge "gli sviluppi in Cecenia sono parte del piano ONU e USA che hanno portato alla disintegrazione dell'Unione Sovietica". link

Se dunque da quelle parti si crepa, si ammazza e dilaga il "jiihadismo" (termine ora diventato di moda) non c'è da meravigliarsi. Tutto è in mano a dei burocrati che fanno i finti umanitari, i politici in preda a manie di persecuzione e registi che fanno film di propaganda preconfezionati dal regime. Basayev ringrazia....




permalink | inviato da il 22/2/2006 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


21 febbraio 2006


Rapporto sull'Uzbekistan

Rapporto sull'Uzbekistan molto dettagliato della International Crisis Group: "E' sulla strada dell'autodistruzione" - "Potrebbe diventare il centro dell'instabilità centroasiatico" - "L'intevento delle politche occidentali è fallito" (chiude Freedom House: link ...mi meraviglio che fosse ancora operativa). Poi propongono strategie alternative molto interessanti e direi molto concrete (p.es. aiutare gli uzbeki a studiare all'estero...e questo mi ricorda qualcosa link). Documento minuzioso da fare leggere a quelli di Washingotn e Bruxelles.... ma intanto può essere uno spunto anche per tesisti, p.es.




permalink | inviato da il 21/2/2006 alle 19:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 febbraio 2006


ONU e diritti umani

La commissaria per i diritti umani delle Nazioni Unite, Louise Arbour, si fa un'altro giro in Russia, Cecenia compresa: link & link. Già tutto visto.... link .... ogni anno circa si ripete questa farsa. Se si rispetterà il copione anche questa volta si tireranno un pochino le orecchie a Putin, se ne parlerà con toni quasi da crisi diplomatica, poi lui "garantirà l'impegno della sua amministrazione su questo tema", e ritornerà tutto come prima. Un po' come si è visto durante la deportazione forzata dei profughi: link. Eh, si. Il diritto di veto pesa, eccome....




permalink | inviato da il 20/2/2006 alle 20:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


18 febbraio 2006


Il buon senso non è di casa....

Che in Cecenia si fa la fame lo sapevamo e abbiamo anche visto che gli uomini designati da Mosca, per quell'assurda storia delle vignette su Maometto, se la prendono prima di tutto con i rifugiati che la patiscono. Una delle tante conseguenze della malnutrizione, la guerra, lo stress, ecc. è anche quello che la maggior parte dei bambini in età scolare sono affetti da varie malattie. Un esempio: di tutte le scuole testate in un distretto il 94% dei bambini sono stati trovati essere anemici. 

Sempre sulla questione delle vignette: chi ha osato pubblicarne una dove si vedevano Gesù, Buddha e Maometto ora chiude:
link. "La Russia è l'unico paese che ha reagito in questo modo", dice l'unione dei giornalisti russa. E' la lotta ai crimini etnico-religiosi. Se non altro Putin si è finalmente accorto che un problema in questo senso però esiste: link. Il problema è che si ostina ad affrontarlo con i lanciafiamme contro delle scuole: link. L'avevamo già vista mi pare....Detto questo però è meglio far finta di niente per questa volta dato che da noi ci sono personaggi come Calderoli, Borghezio & co. che non vedono l'ora d'importare gli stessi metodi a casa nostra. Che Calderoli fosse un personaggio dalle tendenze xenofobe e neofasciste era più che evidente (link) e che non a caso appartiene ad un partito che si alleò con gli stupratori etnici di Milosevic ieri e con le squadracce in Cecenia oggi, era un fatto ben noto (da ricordare p.es. cosa disse Borghezio a proposito delle "leggende" sulla Cecenia di Berlusconi: "il taglio dato da Berlusconi alla vicenda è stato dettato da un sano realismo e dalla difesa strategica degli interessi europei"). Quindi le cose ben si collegano, nessuna meraviglia. Ma si è voluto fare finta di niente e i risultati li abbiamo visti.... Puntualmente quelli che si richiamano al "sano realismo" di realistico provocano (oltre alle magre figure) solo massacri. Il buon senso non è dunque di casa....

Intanto non passa giorno che tra Georgia e Russia non ci sia qualche schermaglia:
link & link & link & link & link & link

Storie, paesi e questioni apparentemente scollegate. Apparentemente...




permalink | inviato da il 18/2/2006 alle 20:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


15 febbraio 2006


Cecenia: una guerra senza fine tra il neoautoritarismo post-sovietico in Russia e lo scontro

Questo blog vuole anche dare spazio a laureandi, dottorandi, studenti e accademici. Oggi incomincio a pubblicare l'introduzione del paper di Roberto Stefanini e che mi è parso essere fatto molto bene. Merita di essere letto.
Nei prossimi giorni faremo seguire le introduzioni anche di altri lavori. Chi volesse leggere l'intero documento (in .doc, circa 870 kB) può richiedermelo. So che anche altri studenti che stanno scrivendo di Cecenia sbirciano su questo blog.... fatevi pure avanti!

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

ROBERTO STEFANINI

Università degli Studi di Bologna

Master en Relaciones Internacionales Europa – América Latina

Cecenia: una guerra senza fine tra il neoautoritarismo post-sovietico in Russia e lo scontro geopolitico nel Caucaso


Professore Nicolò Bellanca
Corso di “Democrazia, sviluppo e povertà”
INDICE 

1 – Introduzione                                                                                                   p.  2
1.1 – Le caratteristiche della regione caucasica e le premesse del conflitto               p.  3

1.2 – Gli anni precedenti al conflitto, 1991 – 1994                                                    p.  7
1.3 –
La Russia nel periodo post-sovietico                                                              p. 10
2 – Le due guerre                                                                                                 p. 14
2.1 – La prima guerra cecena                                                                                p. 14
2.2 – Il periodo fra le due guerre                                                                             p. 17
2.3 – La seconda guerra cecena, 1999 – 2001                                                        p. 20
2.4 – Dal 2001 al 2004                                                                                          p. 27
2.5 – Da Beslan ad oggi                                                                                        p. 32
2.6 – Si tratta di una nuova guerra?                                                                        p. 39
3 – Le periferie russe dopo il crollo dell’URSS                                                         p. 41

3.1 – Il Caucaso nella geopolitica del grande gioco                                                  p. 42

3.2 –
La Georgia dopo il 2002 e l’oleodotto BTC                                                      p. 45
4 – Quali prospettive?                                                                                           p. 50
Bibliografia e siti utili                                                                                             p. 54


1) INTRODUZIONE

La fine della Guerra Fredda (1945-1990) segna il ritorno dei conflitti locali autoctoni, espressione della violenza militare organizzata in età contemporanea. Dopo la fine dello scontro fra blocchi diretti dalle due superpotenze, si assiste a una diminuzione dei conflitti interstatali e ad un aumento delle guerre su base etnica, che in pochi anni ridisegnano la geografia europea ed asiatica. Molti Stati autoritari collocati nel blocco sovietico, la cui gestione implicava la repressione delle rivendicazioni etnica, crollano a partire dal 1990. La nuova ondata di democratizzazione è accompagnata dall’espansione dei movimenti d’ispirazione autonomista e nazionalista. Da questo punto di vista, l’esempio più noto è la disgregazione della Federazione Jugoslava, che ha implicato quasi un decennio di scontri armati e un’instabilità ancora perdurante nella regione balcanica.
Per definire il tipo di conflitti che sta caratterizzando gli anni successivi alla fine della Guerra Fredda, è stato coniato il termine di “nuova guerra”. Brevemente, una nuova guerra vede fronteggiarsi non eserciti regolari, ma gruppi armati impegnati in operazioni di guerriglia, spinti da logica predatoria, i cui capi vedono nel conflitto un metodo di arricchimento personale; implica fonti di finanziamento non convenzionali, cioè non provenienti dal regime di tassazione degli Stati; porta a un inedito coinvolgimento della popolazione civile, che si trasforma nel bersaglio delle fazioni armate; di conseguenza, causa un numero elevato di profughi.
Vedremo che la guerra in Cecenia può essere interpretata in questa chiave, come conflitto tipico di un’epoca di rinnovata importanza delle nazionalità. La corrispondenza del conflitto caucasico con il concetto di nuova guerra sarà oggetto del paragrafo 2.6.
A finalità introduttive, il conflitto ceceno va interpretato in due chiavi:


-        
come una guerra difensiva, che ha coinvolto gran parte della popolazione nella lotta di resistenza contro l’invasore. Per questa ragione, il termine “resistenza” dovrebbe essere anteposto a quelli di guerriglia e terrorismo. Da parte dell’establishment russo, il conflitto ceceno è visto come un’operazione di polizia contro insorgenti – ispirati dal terrorismo internazionale – che mettono in pericolo l’integrità territoriale della Federazione Russa e i suoi cittadini.
-        
come parte di una strategia russa volta a mantenere il controllo geopolitico sulla regione caucasica, tanto all’interno quanto all’esterno delle frontiere della Federazione. Dalla dissoluzione dell’URSS, gli Stati Uniti, spesso travestiti da NATO, hanno considerato il Caucaso e l’Asia centrale come aree di interesse strategico fondamentale. In entrambe, si concentrano giacimenti di idrocarburi e i relativi oleodotti per il trasporto verso occidente. Di conseguenza, vedremo come il conflitto ceceno si può leggere come tassello dello scontro fra Russia e Stati Uniti per il controllo di regioni che fino al 1991 ruotavano nell’orbita sovietica.

I capitoli seguenti ricalcano questa duplice prospettiva.

Il primo capitolo è dedicato alla descrizione della regione caucasica, al ruolo che ha ricoperto per
la Russia e agli antecedenti dei movimenti nazionalisti e indipendentisti in Cecenia.
Il secondo capitolo si occupa di analizzare la cronologia e gli elementi più rilevanti dei due conflitti ceceni, con particolare attenzione ai mutamenti sociali e politici interni alla piccola repubblica caucasica e alla Federazione Russa. Il capitolo arriva a coprire gli avvenimenti più rilevanti fino a inizio giugno 2005, data in cui la seconda guerra cecena arriva alla trecentesima settimana di combattimenti.
Il terzo capitolo mostra gli aspetti geopolitici della guerra, con la finalità di mostrare che un conflitto così intenso si inserisce nella disputa fra Russia e Stati Uniti per il controllo geopolitico della regione.
Il quarto e conclusivo capitolo, dedicato ai piani di pace proposti negli ultimi anni, riprende quanto affermato nei capitoli 2 e 3 e tenta di identificare le motivazioni – interne ed esterne ai confini russi – che impediscono l’approdo a una soluzione negoziata.

L’obbiettivo di questa dissertazione è dimostrare che la politica russa nel Caucaso è stata fallimentare da tre punti di vista: non ha sconfitto la resistenza cecena, sebbene abbia provocato la morte e l’esodo di circa il 40% della popolazione; ha portato all’estensione del conflitto nel Caucaso russo; non è riuscita a contrastare la penetrazione statunitense nella sponda sud della regione, trovandosi oggigiorno il “nemico alle porte”.




permalink | inviato da il 15/2/2006 alle 11:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


15 febbraio 2006


Islamismo, realismo e autoritarismo

Dopo il recente rimpasto dovuto ai battibecchi interni, Sadulayev, con tanto di video, chiarisce (link & link)... Secondo la costituzione la Cecenia "è uno stato indipendente, sovrano e islamico" - "La sorgente di tutte le decisioni è il Corano e la Sunna." Si parla di "decolonizzazione di tutto il Caucaso" per liberarsi dal "giogo imperiale russo" e che dovrebbe diventare una "Confederazione di Stati come l'Unione Europea" (analogia discutibile...). Riconosce che libertà di religione, opinione e parola rimangono, se "non sono blasfemi". Fa capire che chi non partecipa attivamente alla jiihad in Cecenia può essere considerato un assistente o un consulente, ma non un leader (probabile riferimento a Zakayev).

Che Sadulayev non avesse una visione esattamente laica dello stato l'avevamo capito da un pezzo, ma così almeno ci siamo tolti ogni dubbio. Dopo che l'occidente si è bellamente alleato con i massacri di Mosca per tutti questi anni e dopo gli scandali di Abu Grahib, Guantanamo, le armi al fosforo, ora i video delle manganellate dei soldati inglesi (e chissà quanto ancora che non è saltato fuori), chi avrà il coraggio di andargli a perorare la causa le glorie della "democrazia" e della "laicità dello stato"?

Ma in occidente si insiste. Amnesty International: "I diritti umani non saranno nell'agenda dei G8 a S. Pietroburgo questo weekend, ma l'UE e i suoi stai membri non possono ignorare il perdurare degli abusi dei diritti e il degrado dei valori democratici del loro ospite."
link

Israele fa lo stesso. Si scandalizzata per l'invito di Putin perché Hamas venga a Mosca. Si chiedono: "Come reagirebbe la Russia se noi invitassimo ceceni a Geruslamme?" link (Che c'è di male nell'invitare ceceni, mi chiedo?) Si lamentano di essere stati "pugnalati alla schiena" (E che cosa si aspettavano dopo essersi alleati con aguzzini e dittatori?) "Non c'è differenza tra il terrorismo ceceno e quello palestinese" cerca di spiegare Gerusalemme a Mosca. link. Certo che no (e che ingenuità.... come se a Mosca non lo sapessero benissimo), il problema è che non si vogliono vedere le differenze tra terroristi e chi avanza legittime richieste di autodeterminazione e il diritto di vivere.

Francamente devo dire che Israele se lo meritra, se l'è andata a cercare. Ci si strappano le vesti per il terrorismo islamico ma, in nome del "realismo", si fa poi l'amore con il terrorismo di stato. Un quadro perfetto che per forza non poteva che produrre un risultato perfetto: muoiono le speranze di pace e il buon senso e sui diversi fronti rimangono solo l'islamismo, il realismo e l'autoritarismo.




permalink | inviato da il 15/2/2006 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 febbraio 2006


Madri di Beslan in sciopero della fame

Mentre c'è chi chiede la pena di morte per l'unico terrorista catturato a Beslan (link) alcune madri di Beslan (de "La Voce di Beslan") sono in sciopero della fame da sei giorni: "il processo per i fatti di Beslan non è stato obiettivo", "non crediamo in questa investigazione e chiediamo un nuovo processo". link & link & link.

PS: L'altro gruppo delle madri di Beslan, guidate da Susana Dudiyeva, si allineano con Shepel perché si reintroduca la pena di morte in Russia. Comprensibile, ma come spiegarle che questo non le ridarà né giustizia, né verità e tanto meno pace....




permalink | inviato da il 14/2/2006 alle 10:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


12 febbraio 2006


Conflitti e rimpasti...

La settimana scorsa si sono registrati per la prima volta scontri armati nella regione confinante la Cecenia di Stavropol (link & link & link & link & link). Centinaia  tra soldati e polizia sono stati impegnati per eliminare un gruppo di guerriglieri (si dice ceceni), sembra con tanto di esecuzioni sommarie e trascinamenti di corpi per le strade riprese dalla TV (c'è un po' meno censura che in Cecenia). Si parla di una ventina di morti. Un'ulteriore conferma dell'espansione del conflitto. E ora si passa ai soliti "retaggi" e arresti più o meno arbitrai: link.

Ma anche altrove le cose non vanno meglio:
link & link & link & link & link & link.

Ennesimo rimpasto del "governo" Sadulayev che riduce Zakayev a semplice ministro della cultura (che ci fa all'estero allora?) e Movladi Udugov che perde il suo posto di ministro dell'informazione (poco male, il personaggio non mi è mai piaciuto, ma riceve in cambio un incarico analogo...) e Umar Khambyev non è più ministro della sanità (questo invece no, è un peccato... ritorna in Cecenia ora?). - Il decreto ufficiale in russo: link ; Vari resoconti e commenti: link & link link
Diciamo che da una parte questo mette in evidenza i dissidi interni tra il carattere ambivalente "moderato" e "radicale" della guerriglia cecena (Zakayev nega naturalmente ma gli ultimi reciproci fendenti, ben sintetizzati dalla Fuller, non potevano rimanere inosservati ) e che c'è sempre stato fin dai primi giorni del governo Maskhadov (la politica del divide et impera di Mosca l'ha saputo sfruttare mirabilmente) e oggi, con la sua scomparsa, si fa sentire più che mai (ragione per cui Sadulayev interviene ad ogni battibecco), ma dall'altra ci vedo anche la rinuncia di Sadulayev nel dare importanza alla rappresentanza in occidente delle ragioni del separatismo ceceno laico che si è sempre distanziato dal terrorismo: tanto sia Bruxelles che Washington questa componente moderata l'hanno sempre ignorata e hanno preferito schierarsi a fianco di Kadyrov. "Che serve tenere ancora rappresentanti in occidente?", si chiederà pertanto Sadulayev. Comprensibile, ma non credo sia una buona idea. Comunque per fortuna che almeno Usman Ferzauli (oggi in Danimarca), e che fa le veci del min. degli esteri di questo "governo ombra", è un personaggio serio e per ora rimane ancora al suo posto.

PS: Detto questo....Sadulayev è furbo però: ha trovato il trucco per fare girare per il mondo i suoi rappresentanti senza problemi coi visti: link.




permalink | inviato da il 12/2/2006 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 febbraio 2006


Il delirio di Berlusconi....

ROMA, 23.10 - 09/02/2006 23.10.00 [Italia/mondo]

Cecenia: 'i russi garantiscono ordine'

(ANSA) - ROMA, 9 FEB - In Cecenia 'c'e' la presenza della Federazione russa per garantire l'ordine pubblico'. Lo ha affermato Berlusconi. 'C'e' una Resistenza cecena che ricorre alla violenza - ha aggiunto il presidente del Consiglio - e che non vuole in nessun modo aprirsi a un dialogo dopo che e' stato data ai cittadini ceceni la possibilita' di costituirsi in partito, di avere libere elezioni'. Secondo il premier, Putin e' 'una persona democratica e di buonsenso'. KRS

(AGI)
(09 febbraio 2006 - ore 21.51)

BERLUSCONI: RESISTENZA CECENA NON VUOLE APRIRSI AL DIALOGO

"Ha fatto tutto cio' che era possibile" per trasformare la Russia in una vera democrazia. Silvio Berlusconi a 'Otto e mezzo' difende l'operato di Vladimir Putin. "Nella Duma c'era una maggioranza che guardava all'Oriente", osserva, ora non e' piu' cosi'. "Non sono l'avvocato difensore di Putin", premette, poi osserva, "sulla Cecenia ho visto una serie di situazioni: c'e' una resistenza cecena che non vuole aprirsi ad un dialogo", dice.

---------------------------------------------------------------------------------------------

Volevo commentare con un "no comment", oppure ritornare sulle cronache di "ordine pubblico" di stile berlusconiano, ma riporto le parole di Albatroferito:

"Sono corso qui da te per lasciare una traccia della mia indignazione. Da un po' di tempo ho preso l'abitudine di scrivere i commenti del giorno sotto la voce "la foto di oggi" nella home page del mio blog. Così capita che -ad esempio- ieri abbia scritto sulle Foibe, mentre oggi avrei voluto scrivere qualcosa sulle Olimpiadi; solo che la fiamma si è spenta sotto il vento delle stronzate che ho sentito pronunciare dal nostro premier durante la trasmissione di Giuliano Ferrara: "Putin è intervenuto giustamente in Cecenia ..." dimenticandosi -o più probabilmente ignorando- che la Cecenia è stata, ed è da anni derisa, saccheggiata, sequestrata, stuprata, rapita, massacrata dai soldati "regolari" russi e che questi hanno, in tutto questo tempo, ucciso 46.000 bambini ceceni. Parliamo di orrore puro, parliamo di uomo che rinnega il suo futuro e la sua speranza. Parliamo solo di bambini. Tralasciamo -per assurdo- i vecchi, gli uomini, le donne, le umiliazioni, le atrocità inflitte e le sofferenze subìte. Dimentichiamoci della distruzione di Grozny, delle fosse comuni, delle persone decapitate, delle successive autopsie, della rimozione degli organi interni per "usi di laboratorio", delle castrazioni agli uomini e delle amputazioni dei seni delle donne. Siamo completamente pazzi, e vogliamo far finta di non ricordarci che la forza armata di un Paese ha commesso tutto questo. E allora parliamo solo di bambini. 46.000 bambini cancellati dall'esercito russo, nell'assoluto silenzio dei media, nel giustificato disinteresse del mondo che non ha nessuna difficoltà a dimenticare e a nascondersi dietro il paravento dell'indifferenza o nella ricerca di origini e spiegazioni diverse da altre atrocità. Così capita che ci sia chi dica che l'intervento di Putin in Cecenia sia giusto e lo ritenga un vero democratico ... Al popolo ceceno le mie scuse per essere rappresentato da un autentico ignorante."

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Update
: Mi chiedevo in questi giorni se si fosse osservato lo stesso silenzio sulle sue dichiarazioni se avesse detto che Milosevic in Bosnia e nel Kossovo stava ristabilendo "ordine pubblico" e "democrazia"? Comunque.... da centomovimenti.com qualche altra considerazione sulle sparate di Berlusconi: link, e da Enrico Piovesana di PeaceReporter che fa una doverosa sintesi: link. Si augura che "c'è da sperare che non sappia quel che dice" e conclude: "Chi definisce Putin un democratico, sostenendo la sua guerra in Cecenia, è nella migliore delle ipotesi una persona che non sa di cosa sta parlando; nella peggiore sta giustificando uno dei peggiori crimini contro l’umanità commessi dalla fine della seconda guerra mondiale."

Mi spiace deludere le speranze di Piovesana e direi che la "migliore delle ipotesi" è da escludere con certezza. Berlusconi fu a suo tempo informato. Rispose anche. Testualmente: "So perfettamente della sofferenza del popolo ceceno" e di questa "regione che ha pagato già un prezzo così alto in termini di distruzioni e di vite umane." link




permalink | inviato da il 10/2/2006 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


8 febbraio 2006


Putin e Kadyrov sulle vignette: facciamola pagare ai rifugiati...

Non passa giorno che non si porti avanti qualche misura repressiva contro qualche ONG in Russia. Il glorioso Ramzan Kadyrov, che ora è diventato anche il nr.1 di Russia Unita (il partito di Putin) se la prende adesso con chi presta aiuti umanitari in Cecenia. La "Danish Refugee Council" (DRC), una ONG danese operante sul territorio, secondo lui deve essere fatto chiudere: link & link & link. La ragione? Il beniamino di Putin non poteva perdere l'occasione per fare vedere quanto lui sia un bravo mussulmano e dire la sua a proposito delle famigerate vignette pubblicate dai giornali danesi. Secondo una logica che non fa una grinza dovranno essere bandite per ritorsione tutte le ONG danesi. In Cecenia già abbiamo visto che il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha dovuto tagliare gli aiuti ai ceceni che stanno patendo fame e freddo e ora anche il CDR, una ONG che presta aiuti umanitari a più di 200.000 persone, dovrà chiudere i battenti e lasciarli per strada solo per delle vignette? Speravo che Putin l'avrebbe smentito... ma nulla per ora. A chi è di cultura stalinista come Putin e Kadyrov probabilmente questo poco importa.... gli sembrerà normalissimo. Ma è indicativo che in Cecenia a prendersela per questa storia delle vignette non siano stati gli integralisti islamici, ma gli uomini designati da Mosca. Anzi no, visto che quell'integralismo l'hanno prodotto loro, era ovvio.

Intanto, stando ai media russi
12 soldati filo-russi sono stati uccisi in un'esplosione. Non si sa ancora però se si tratti di un'operazione della guerriglia (che rivendica 58 "ipocriti" uccisi) o un incidente.

Ultim'ora: Putin chiede che la Danimarca si scusi, ma del fatto che Kadyrov vorrebbe ridurre a freddo e fame altri 250.000, no... su questo Putin non si sente in dovere d'intervenire. Se a parole dice una cosa, nei fatti, come al solito, si schiera dalla parte degli integralismi e "-ismi" di varia natura.




permalink | inviato da il 8/2/2006 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


5 febbraio 2006


Genocidio strisciante in Cecenia: parte ottava

Con la parte ottava del rapporto dell'Associazione per i Popoli minacciati si conclude così il ciclo di puntate iniziato quasi un mese fa. Quest'ultima parte è quella più lunga ma direi anche quella più allucinante. E' un analogo delle nostre "pogrom news" che pubblichiamo di tanto in tanto e risale fino al novembre scorso (e non si creda che i mesi di dicembre e gennaio siano stati migliori: link), ma questa è condita con dovizia di dettagli ben maggiore. E' una cronaca più che nera, molto triste, forse è anche un po' noioso leggersela tutta, ma che aldilà della censura e dei proclami di vittoria e di "normalizzazione" del Cremlino (e del disinteresse generalizzato dell'occidente che contribuisce col suo silenzio nel renderli più credibili), racconta invece che cosa succede oggi veramente in Cecenia. Non credo che le agenzie russe ormai sotto il quasi totale controllo del governo, e nemmeno i siti ceceni possano essere considerati fonti su cui formarsi una idea di quel che succede in Cecenia. Se volete, neanche il leggersi la lunghissima analisi che doveva essere un normale articoletto ma che il sottoscritto ha finito per accumulare di giorno in giorno dal dicembre scorso, e che vi propinerà nei prossimi post, può veramente rendere l'idea. Solo a partire da questi rapporti delle ONG si può incominciare ad intuire la vera entità della questione.

Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente Elena Murdaca che ha curato questa lunga traduzione del rapporto dell'Associazione per i Popoli minacciati dal tedesco!

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


7. CRONACA DELLE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI

OTTOBRE 2005-20 NOVEMBRE 2005

Le seguenti segnalazioni provengono da diverse fonti, che tuttavia sono indicate:


Comitato Ceceno per la salvezza nazionale, organizzazione umanitaria con sede in Inguscezia, presidente Ruslan Badalov.
 
 - SNO: consiglio delle organizzazioni indipendenti, unione dei giornalisti ceceni, che hanno i loro uffici a Nasran, in Inguscezia, e pubblicano quotidianamente bollettini sulle violazioni dei diritti umani.

 
 - Prima: rivista on-line
www.prima-news.ru
 

 - IHF: International Helsinki Federation
 
 - Caucasian Knot: rivista on-line che si occupa di diritti umani nel Caucaso del Nord,
www.kavkaz.memo.ru
 

 - Società per l’amicizia russo-cecena: organizzazione umanitaria con sede a Nižnij Novogorod.

 
 - HRO:  sito web che collega le organizzazioni russe umanitarie più importanti,
www.hro.org (human rights online)
 
 
- RFE-RL Radio Free Europe, Radio Liberty
 
 - AFP: Agence France Presse
 
 - BBC: British Broadcasting Corporation
 
 
 21.9.2005: Il ventottenne Artur Abdurzakov e la ventiseienne Malika Akaeva sono stati caricati a Grozny su un’auto da uomini armati e portati via. Il giorno dopo sono stati rinvenuti i loro cadaveri. Avevano segni di arma da fuoco. E’ stato aperto un procedimento per far luce sull’omicidio (Comitato Ceceno di Salvezza Nazionale, 11.10.2005).
 
 29.9.2005: Scompaiono Jamal-Ela Kavarnukaev e Ludmila Jusunova, entrambi collaboratori dell’amministrazione cecena filorussa. I loro corpi sono ritrovati l’11 ottobre a margine del villaggio di Geci- Cu. Recano segni di violenza. (SNO, 13.10.2005).

 
 1.10.2005: Nessuna notizia di Šepi Bitirov e Iles Dadaev, collaboratori della polizia locale, scomparsi nella notte del 21 settembre, durant
e il loro turno di guardia (Prima, 11.10.2005).
 
 1.10.2005: Il trentaseienne Ansor Muradov, abitante del villaggio di Vedeno,  viene rapito da sconosciuti. Non si sa nulla sul suo luogo di soggiorno. (Prima, 11.10.2005).
 
 2.10.2005: Ismail Ašabov, poliziotto venticinquenne, è stato fucilato la mattina presto nel villaggio di Samaški. (Prima, 11.10.2005).
 
 2.10.2005: Un collaboratore della polizia, di cognome Eskiev, è stato fucilato nel villaggio di Tsa-Vedeno (Prima, 11.10.2005).
 
 2.10.2005: Supjan Arsanukaev, membro dei combattenti ceceni, è stato liquidato dalla polizia a Grozny, con la partecipazione del Ministero degli Interni Ceceno. Inoltre, tre membri della sua famiglia sono scomparsi (Prima, 11.10.2005).Secondo le informazioni di Helsinki Federation (26.10.2005) la casa della famiglia Bugaev è stata circondata alle quattro del mattino da oltre cento collaboratori del Ministero degli Interni, dell’FSB e del Centro Antiterrorismo. A quell’ora si trovavano in casa Sazita Buraeva (classe 1950), sua figlia Zarema Buraeva (classe 1982), i figli Ali Buraev (classe 1987) e Baudin Buraev (1984), e i due bambini di Zarema Buraeva (due e quattro anni). Il cognato di Zarema, Supjan Arsanukaev, era nascosto sotto il tetto. Solo Zarema ne era a conoscenza. Suo marito, il fratello di Supjan, era stato ucciso nel 2003. Dopo aver fatto irruzione in casa, gli uomini della sicurezza hanno ordinato ad Ali a Baudin di sdraiarsi a terra e li hanno picchiati selvaggiamente. Dopo un’ora il direttore dell’operazione ha interrogato Zarema sul marito defunto e  le ha ordinato di seguirlo attraverso la casa. Da quel momento non si ha traccia di Zarema. Supjan Arsanukaev è stato trovato e ucciso. Ali e Baudin sono stati portati via a calci e pugni dalle Forze di Sicurezza. Quando la madre ha cercato di intervenire, hanno minacciato di spararle. Da quel giorno Zarema, Ali e Baudin sono scomparsi. La madre ha cercato di sapere dalla polizia di Grozny il luogo di permanenza dei suoi figli, ma senza successo. Il 14 ottobre le è stato detto dalla Procura che è stato aperto un procedimento.(IHF, 26.10.2005).
 
 2.10.2005: Vischan Makaev è stato portato via da soldati russi ad un check-point. Secondo i testimoni oculari l’auto di Makaev è stata fermata. Dopo il controllo dei documenti è stato arrestato. (Prima, 11.10.2005).
 
 3.10.2005: Il trentunenne Ruslan Arsemikov è stato portato via la mattina presto nel villaggio di Ackoj-Martan. Secondo il racconto dei familiari, uomini armati hanno fatto irruzione, l’hanno picchiato sotto gli occhi dei familiari, e lo hanno portato via. (Prima, 11.10.2005).
 
 3.10.2005: Il membro del Ministero degli Interni Bechan Chadaev è stato attaccato. Più uomini armati hanno fatto irruzione in casa sua a Geci, lo hanno picchiato e portato via oggetti di valore. Chadaev è stato ricoverato in ospedale con gravi ferite (Prima, 11.10.2005).
 
 3.10.2005: Un’abitante del villaggio di Starye Atagi, Pikieva, scompare senza lasciare traccia. (Prima, 11.10.2005).
 
 4.10.2005: Dopo 311 giorni di violenza da parte di Kadyrov e dei suoi sgherri nella regione di Gudermes Ali Šarpudinov è stato liberato. Era stato arrestato perché suo figlio, ex-guerrigliero, in prigione da Kadyrov, aveva promesso che avrebbe cambiato parte, e poi era fuggito all’estero. Šarpudinov ha trascorso tutto il tempo  sotto tortura pesante. (Comitato Ceceno di Salvezza Nazionale, 31.10.2005).
 
 4.10.2005: I paesi di Chattuni, Elistanzha, Macketa Ešilkata, sono stati bombardati dall’aviazione Russa. I bombardamenti sono avvenuti fra le 15.00 e le 18.00. (Prima, 11.10.2005).
 
 4.10.2005: Vacha Bakaev (24) e Ruslan Žombikov (25) sono stati portati via dal villaggio di Novye Atagi da uomini mascherati. Gli abitanti del villaggio, dichiarano che i due ragazzi non avevano niente a che fare con la guerriglia cecena. (Prima, 11.10.2005).
 
 4.10.2005: Movladi Khamkerkhanov è stato portato via dal villaggio di Korar-Jurt. Il trentaseienne era impiegato presso l’amministrazione filorussa. (Prima, 11.10.2005).
 
 4.10.2005: La trentenne Bikieva è stata portata via a da uomini armati a Starye Atagi (Prima, 11.10.2005).
 
 4.10.2005: Le regioni di Mackety, Ešelkhatoi, Khattuni e Elistanži sono state bombardate da postazioni russe durante la notte (Prima, 11.10.2005).
 
 5.10.2005: Ibragim Šovchalov è stato portato via dal villaggio di Mesker-Jurt da ignoti appartenenti alle Forze di Sicurezza russe e assassinato. Il trentenne è stato prelevato la mattina presto da soldati mascherati sotto gli occhi della moglie e di altri testimoni oculari, svegliati bruscamente dai rumori. Il giorno successivo il cadavere dell’uomo è stato ritrovato a margine del paese. C’erano segni di uno scontro. La testa era chiusa in un sacchetto di plastica. Gli abitanti di Mesker-Jurt sono sotto shock per l’omicidio di Šovchalov, soprattutto perché Šovchalov guadagnava pacificamente il proprio denaro, dalla vendita di ortaggi e frutta del proprio orto, e non aveva mai esercitato un’attività illecita (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 11.10.2005).
 
 5.10.2005: Cinque uomini sono stati portati via da Novye Atagi, due di loro sono i fratelli Jambekov (Prima, 11.10.2005).
 
 5.10.2005: Il quarantunenne Aslambek Mežiev è stato portato via a Samaški. (Prima, 11.10.2005).
 
 6.10.2005: Nelle vicinanze del villaggio di Cecen-Aul è stato ritrovato il cadavere di un uomo. L’uomo era probabilmente originario di Mesker-Jurt, nella Regione di Šali. In luglio era stato portato via da uomini armati in mimetica e caricato in un’auto dai vetri scuri.(Caucasian Knot, 6.10.2005).
 
 6.10.2005: Nel villaggio di Vinogradkoe un collaboratore del Ministero degli Interni è stato ucciso da ignoti sulla porta della sua abitazione (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 7.10.2005: Eliza Ismailova, 23 anni, medico, è stata travolta da un mezzo militare russo e uccisa. Era in attesa del verde al semaforo, quando un soldato ubriaco l’ha travolta. Costui ha poi dichiarato che i freni della vettura non hanno funzionato. (Prima, 11.10.2005).
 
 7.10.2005: Due fratelli del villaggio di Kotar-Jurt sono stati portati via. I familiari chiedono che i nomi non siano pubblicati. Il giorno dopo uno dei fratelli è stato rilasciato: una delle mani era bruciata fino all’osso, alcune dita erano state amputate. Il destino dell’altro fratello è sconosciuto. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 7.10.2005: Nelle vicinanze di Mesker-Jurt sono stati rinvenuti tre cadaveri. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 8.10.2005: Gulja Bairmuzaeva, una donna di Urus-Martan, è stata uccisa da sconosciuti. Un procedimento penale è stato avviato. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 8.10.2005: La Regione intorno a Elistanži è stata bombardata al mattino fra le quattro e le sei. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 9.10.2005: Isa Jabichajev, classe 1955, è stato portata via da casa sua, a Kurtaloj, in via Maladešcnaja.Uomini armati di pistole automatiche hanno fatto irruzione e hanno trascinato Isa, che stava dormendo, nella loro auto, senza dargli il tempo di vestirsi. Isa si era dato da fare attivamente per la ricerca del proprio figlio, scomparso un giorno prima. Probabilmente la sua sparizione è da attribuirsi anche a questo motivo. I familiari stanno cercando ovunque il luogo di permanenza dei due congiunti, ma finora senza risultato.
(Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 13.10.2005).
 
 
9.10.2005: Beslan Kazaev e e Ruslan Nasipov, abitanti del villaggio di Samaški, sono stati uccisi a Grozny dalle forze di sicurezza cecene. I cadaveri dei due uomini sono stati trasportati alla base militare russa di Chankala. Ruslan Nasipov era ritenuto l’emiro de Jamaat di Samaški (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 14.10.2005).
 
 9.10.2005: A Starye Atagi sono stati ritrovati i cadaveri di un uomo e di una donna, che recavano entrambi tracce di violenza e torture. L’identità delle vittime non ha potuto essere accertata. (
www.hro.org, 11.10.2005).
 
 9.10.2005: In un boschetto non distante da Mesker-Jurt è stato rinvenuto il cadavere di un uomo. Il corpo reca segni di torture. (
www.hro.org
, 11.10.2005).
 
 10.10.2005: Tre persone del villaggio di Novye Atagi sono state portate via. Per ora sono noti solo i cognomi: Edilov, Idrisov e Terluev. Terluev è stato rilasciato a mezzogiorno, di Idrisov e Edilov nessuna traccia. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 13.10.2005).
 
 10.10.2005: Un bambino di sette anni è stato portato via dal villaggio di Grebenskaja. Secondo i racconti dei testimoni oculari il bambino è stato preso all’entrata da scuola da uomini sconosciuti e caricato in una vettura. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 10.10.2005: Aslambek Šceripov è stato portato via a Grozny, nella notte dell’11 ottobre da ignoti. Gli esecutori avevano una vettura senza targa e non hanno spiegato perché Šceripov è stato prelevato.
(Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 14.10.2005).
 
 
10.10.2005: Charon Gacaev, 33 anni, è stato portato via da Prigorodnoje nel corso di un rastrellamento ad opera dei soldati russi. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 11.10.2005: Il Mullah di Cecen-Aul, Arbi Musaev, 50 anni, è stato portato via da uomini armati, mascherati e in mimetica. Nonostante le intense ricerche dei familiari di Musaev, non vi è nessuna traccia del Mullah. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 14.10.2005).
 
 11.10.2005: A Starye Atagi è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Il cadavere reca segni di tortura. La donna era una residente del paese, ed è stata portata via da uomini in maschera e mimetica. (SNO, 13.10.2005).
 
 11.10.2005: Aslanbek Šcaripov è stato portato via da uomini sconosciuti, a Grozny. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 12.10.2005: Nel villaggio di Alchan-Jurt, è stato condotto un rastrellamento. I soldati hanno sbarrato tutte le vie d’accesso al paese, nessuno può entrare o può uscire. Non ci sono ancora informazioni disponibili sugli arrestati. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 13.10.2005).
 
 12-15.10.2005: Il villaggio di Aži Aul è stato bombardato dall’aviazione russa. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 13.10.2005: Nella notte del 13 ottobre a Novye Atagi è stata condotta una zacistka. Tre ragazzi, Saip Elbuznukaev (28), Magomed Kazimagomadov (18) e Aslan Manaev (20) sono stati portati via senza che venisse fornita una ragione. (
www.hro.org).
 
 13.10.2005: Il poliziotto Lom-Ali Hildiharoev, 38 anni, è stato ucciso in casa sua la mattina presto da colpi sparati attraverso la finestra. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 13.10.2005: I due fratelli Yamasaev sono stati portati via dai soldati russi a Novye Atagi. I motivi per l’arresto dei  due ragazzi sono sconosciuti. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 13.10.2005: Il villaggio di Cecen-Aul e i dintorni sono stati bombardati dall’aviazione russa (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 13.10.2005: Uomini armati hanno portato via un giovane, Šaripov, di Samaški. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 13.10.2005: Le forze di sicurezza cecene filorusse hanno ucciso un automobilista. Secondo i racconti dei testimoni oculari l’uomo si trovava sulla strada principale dei distretto di Grozny, lo Staropromislovskij, e non si è fermato per far passare un’unità delle Forze di sicurezza.  Lo hanno fermato, trascinato fuori dalla macchina e gli hanno sparato sotto gli occhi dei passanti. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 14.10.2005: L’aviazione ha bombardato la Regione di Samaški. L’attacco è iniziato di sera ed è durato tutta la notte fino alle prime ore del mattino. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 15.10.2005: A Šali un uomo è stato picchiato selvaggiamente dalle forze di sicurezza, ed è stato ricoverato con gravi ferite in ospedale. E’ un tassista, e per errore è salito su un veicolo in cui si trovavano due collaboratori dei servizi di sicurezza. Questi sono scesi, l’hanno colpito col calcio del fucile e lo hanno preso a calci. L’uomo ha riportato ferite gravi. (SNO, 17.10.2005).
 
 15.10.2005: Toita Jabrailova, che era stata prelevata il 16 settembre dai militari russi,è ritornata libera nel villaggio di Elistanži. Secondo le dichiarazioni dei familiari la donna è stata picchiata e torturata. I soldati russi volevano informazioni sul luogo di permanenza dei suoi parenti di sesso maschile, che hanno preso parte alla guerriglia. La donna, 36 anni, non è ancora pronta a parlare del suo periodo di prigionia. (Società per l’amicizia russo-cecena, 20.10.2005).
 
 16.10.2005: Un abitante di Cecen-Aul, Jabrailov, 45-50 anni, è stato prelevato, secondo la testimonianza dei suoi vicini, da uomini in mimetica. La vittima era un tassista. Finora non vi è nessuna traccia di lui. (SNO, 17.10.2005).
 
 16.10.2005: Le spoglie di Timur Aslanbenok e di sua moglie sono stati rinvenuti a Kotar-Jurt. L’uomo, 24 anni, e sua moglie, originaria di Šali, erano stati portati via. I loro corpi erano legati l’uno all’altro e lacerati da una carica esplosiva. Non si conosce alcun motivo per l’omicidio della giovane coppia. (SNO, 17.10.2005).
 
 16.10.2005: La regione boscosa e le località di Kotar-Jurt e Alchan-Jurt sono stati bombardati. Secondo le testimonianze oculari hanno preso parte all’attacco sei aerei e quattro elicotteri militari. (SNO, 17.10.2005).
 
 18.10.2005: Due cadaveri con numerose coltellate sono stati rinvenuti a margine del paese di Povedinskoe, presso Grozny. Si tratta di Salman Arsanukaev, 65 anni ( padre dell’ucciso Supjan, vedi 2.10.2005) e suo figlio Khamsat, 22 anni. Erano stati prelevati da uomini in mimetica e mascherati (
www.kavkaz.memo.ru, 19.10.2005, IHF, 26.10.2005).
 
 19.10.2005: Cinque soldati russi e quattro poliziotti ceceni filorussi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore in Cecenia. Le postazioni russe sono state attaccate in questo lasso di tempo 20 volte, e sette soldati sono stati feriti. Un altro soldato si è suicidato a Šelkovskaja (AFP, 19.10.2005).
 
 19.10.2005: Due ragazzi sono morti in seguito all’esplosione di una mina. Avevano raccolto alcuni grappoli, quando uno è finito su una mina. Un ragazzo è morto all’istante, l’altro durante il trasporto in ospedale (
www.kavkaz.memo.ru, 20.10.2005).
 
 19.10.2005: A Tsa-Vedeno la polizia ha arrestato due giovani, Aslanbek Naimovic Mimalaev (17) e Akraman Lomalievic Masaev (19), sospettati di aver sostenuto i guerriglieri ceceni. (SNO, 20.19.2005).
 
 20.10.2005: Una ragazza è stata prelevata da ignoti sulla via Šeripov, a Grozny, secondo le testimonianze oculari. (SNO 25.10.2005).
 
 20.10.2005: Due abitanti di Elistanži e un poliziotto russo sono stati uccisi dai soldati russi. Il 7.11 il pubblico ministero ha iniziato le indagini per l’omicidio di Machnud Chumakov, 36 anni, Bislan Ajubov, 23 anni, e il russo Valerij Garanin. Altre tre persone sono rimaste ferite durante l’attacco al villaggio. (Agenzia d’informazione russo-cecena, 20.10.2005).
 
 21.10.2005: Isa Mitaev, 46 anni, scompare a nel Distretto di Kalinin, a Grozny. Secondo le dichiarazioni di parenti e testimoni oculari era uscito dall’appartamento la mattina e non è più rientrato. (SNO, 31.10.2005, Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 22.10.2005: Durante la notte sono stati portati via da Gojty, nella regione di Urus-Martan, Sultan Rumanovic Anzorov, 1953, e suo nipote Idiris Aduievic Anzorov, 1969. Il 27 ottobre i loro corpi sono stati ritrovati fra la base militare russa di Chankala e il villaggio di Prigorodnoe. Entrambi i cadaveri portavano segni di torture e violenza. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 23.10.2005: Una ragazza di 17 anni è scomparsa a Grozny. La ragazza studiava all’Università di Grozny, dove doveva recarsi la mattina, e non è più rientrata. (SNO, 24.10.2005).
 
 23.10.2005: Magomed Ibragimov, 30 anni, è stato portato dia da ignoti in mimetica nel villaggio di Tsenteroi. Il motivo del rapimento e il luogo di permanenza non sono noti. (SNO, 24.10.2005).
 
 23.10.2005: Nella notte funzionari della Sicurezza hanno fatto irruzione nella casa della famiglia Tucharov nella località di Ackoi-Martan. Hanno picchiato l’anziano padrone di casa, sua moglie, e la figlia. Cercavano il figlio maschio, che lavora a Grozny. (SNO, 24.10.2005).
 
 23.10.2005: Un ragazzo di vent’anni è stato arrestato dai servizi di sicurezza. E’ originario di Alchan-Kala. (SNO, 25.10.2005).
 
 24.10.2005: La sera, Ilias Betirov, 29 anni, a Elistanzhi, è stato ferito gravemente da alcuni spari. Era fermo sulla strada quando, all’improvviso, le postazioni russe hanno aperto il fuoco sul villaggio, con armi automatiche. Betirov è stato portato in ospedale. (SNO, 26.10.2005).
 
 25.10.2005: Due giovani uomini sono stati arrestati presso il confine con l’Inguscezia. Sono sospettati della preparazione di un attentato suicida. Hanno fra i 17 e i 18 anni. (SNO, 25.10.2005).
 
 25.10.2005: Il sindaco di Cecen-Aul è stato ucciso durante la notte. Ignoti sono entrati nella casa durante la notte e hanno fatto fuoco con armi a tiro rapido contro Umar Katsiev, che aveva appena festeggiato il compleanno, e che è morto sul luogo per le ferite. (SNO, 25.10.2005).
 
 25.10.2005: Achmed Dakaev è stato portato via da casa sua, a Cervlennaja, da sconosciuti. Non si conoscono motivi per il sequestro. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 26.10.2005: Il cadavere di Malika Alieva, 30 anni, è stato ritrovato nel villaggio di Koschkeldy, nella Regione di Gudermes. Secondo le dichiarazioni dei testimoni il cadavere non recava segni di violenza. La Procura ha avviato un’inchiesta preliminare. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 26.10.2005: Nel villaggio di Davydenko, nel distretto di Akhcoi-Martan, Mamaev, 23 anni, è stato prelevato dai servizi di sicurezza russi. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 26.10.2005: Nel distretto di Itum-Kali un soldato muore per l’esplosione di una mina. Un poliziotto ceceno filorusso rimane ferito ad Akhcoi-Martan da una granata a mano. Altri soldati sono rimasti feriti nelle ultime ventiquattr’ore.(
www.kavkaz.memo.ru, 27.10.2005).
 
 26.10.2005: A margine del villaggio di Petropavlovskaja  sono stati rinvenuti i cadaveri di due uomini non identificati. I corpi erano lacerati da esplosioni. (SNO, 27.10.2005).
 
 26.10.2005: Nella notte le zone periferiche della località Seršen-Jurt sono state bombardate da postazioni russe. (SNO, 27.10.2005).
 
 26.10.2005: Aerei militari russi hanno sorvolato il villaggio di Pervomajskoe, nella Regione di Vedeno, che hanno lanciato missili contro i boschi circostanti. Per tutta la settimana l’aviazione russa ha bombardato le aree intorno ai villaggi di Urdjuchoj e Dechesty (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 26.10.2005: Isaev, 23 anni, è stato portato via da ignoti di sera nella zona periferica di Samaški. Secondo le informazioni dei testimoni oculari il ragazzo lavorava come operaio edile a Chankala. Sempre i testimoni oculari dichiarano che stava andando a casa quando è stato fermato da uomini armati. Senza ulteriori spiegazioni la vittima è stata caricata nella macchina degli uomini armati. Il suo attuale luogo di permanenza è sconosciuto. (SNO, 28.10.2005).
 
 26.10.2005: Soldati russi hanno iniziato a sparare da un’auto, per puro divertimento, a tarda la notte, da un’auto, nel distretto di Oktjabrskij di Grozny. Un proiettile vagante ha colpito un’abitazione, senza ferire nessuno. (SNO, 27.10.2005).
 
 26.10.2005: Un poliziotto si è ferito con l’esplosione di una granata, in Ackoj-Martan. (SNO, 31.10.2005).
 
 26.10.2005: Timur Mankiev, 24 anni, è stato prelevato, nel villaggio di Belgatoj. Il sequestro è stato compiuto di mattina, secondo il racconto dei testimoni oculari, il luogo di permanenza di Mankiev è sconosciuto. (Comitato Ceceno di Liberazione Nazionale, 2.11.2005).
 
 26.10.2005: Elicotteri militari russi hanno sganciato bombe sui distretti periferici del villaggio di Pervomajskoe, nella Regione di Vedeno. Secondo le dichiarazioni degli abitanti, sono stati impiegati due elicotteri nell’attacco durato 40 minuti. Non ci sono rapporti sulle distruzioni nel villaggio o vittime fra la popolazione civile. (SNO, 2.11.2005).
 
 27.10.2005: Durante la notte Chasan Našaev, 22 anni, è stato prelevato a Samaški. Gli autori sono uomini sconosciuti in mimetica. Našaev era già stato prelevato una volta dalle forze di sicurezza russe, all’inizio del mese, ma era stato rilasciato. (SNO, 27.10.2005).
 
 27.10.2005: Durante un rastrellamento una persona, in località Sernovodsk, è stata portata via. Il nome e il luogo di detenzione dello scomparso sono tuttora sconosciuti. (SNO, 28.10.2005).
 
 27.10.2005: Durante una conferenza stampa a Mosca, il Presidente ceceno filorusso Alu Alchanov ha denunciato che in Cecenia si verificano ancora scomparse. Sostiene che è sconosciuto il luogo di detenzione di 65 persone dal gennaio 2005. Inoltre dichiara, che i ribelli hanno pianificato 70 attentati e ne hanno portati a termine 28, in confronto ai 130 dell’anno precedente. (The Moscow Times, 28.10.2005)
 
 27.10.2005: Verso le 11 del mattino gli abitanti del distretto di Katajama rinvengono un’auto crivellata di colpi. Sul sedile posteriore c’era il cadavere di un uomo di 50-55 anni. (SNO 28.10.2005).
 
 27.10.2005: Un abitante di Alchan-Jurt, Umaev, è stato rapito da uomini in mimetica. Secondo i testimoni un possibile motivo potrebbero essere i debiti del fratello Ramzan. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 27.10.2005: Nelle vicinanze del villaggio di Petropavlovskaja sono stati rinvenuti due cadaveri. Erano nudi e secondo gli abitanti del luogo si trovavano almeno da un mese in quella posizione nel bosco. Probabilmente quegli uomini erano vittime di mine, che l’esercito russo ha gettato nei boschi intorno al paese per ostacolare la ritirata dei guerriglieri. (Comitato Ceceno per la Salvezza Nazionale, 2.11.2005).
 
 28.10.2005: Soldati russi hanno condotto una zacistka a Seršen-Jurt. E’ sparito un collaboratore della polizia cecena, Bislan Alchanov. L’auto dell’uomo è stata trovata a margine del paese. Il destino di Alchanov non è chiaro, e già al 15 ottobre era stato trattenuto per 5 giorni. (Prima, 7.11.2005, SNO, 10.11.2005).
 
 29.10.2005: Alik Azizov, 22 anni, è stato colpito durante un litigio con le forze di sicurezza, in Gikalo. E’ stato ricoverato in ospedale a Grozny. (SNO, 31.10.2005).
 
 30.10.2005: A Vedeno è stata condotta una zacistka. Molte persone sono state picchiate, secondo i testimoni oculari. (SNO, 31.10.2005).

 
 30.10.2005: Durante la notte un ragazzo di 25 anni abitante del villaggio di Prigorodnoe
. I suoi parenti non hanno voluto rivelarne il nome. E’ stato trattenuto 24 ore nel Centro Antiterrorismo di Grozny e maltrattato. In seguito è stato rilasciato, ma risente ancora delle torture subite. (SNO, 2.11.2005).
 
 30.10.2005: La casa di Adam Jusupov a Kurcaloj è stata colpita. Nessuno è rimasto ferito. Jusupov è un collaboratore del Ministero degli Interni. (SNO, 2.11.2005).
 
 30.10.2005: Alichan Sugaipov, del villaggio di Aslambek-Šeripovo, è stato portato via durante un’operazione speciale condotta dai militari russi. La ricerca dei congiunti è rimasta senza esito fino al 10 novembre. (Società dell’Amicizia Russo-Cecena, 16.11.2005).
 
 31.10.2005: Fra il primo gennaio 2005 e il 16 ottobre 2005 in Cecenia sono scomparsi 200 uomini, secondo quanto riportato dal Presidente ceceno Alu Alchanov. Alchanov costata che le sparizioni di persone legate alla guerriglia armata diminuiscono, mentre vengono portati via uomini che hanno un certo successo materiale o una posizione all’interno dell’amministrazione cecena. (Itar-Tass, 31.10.2005).
 
 31.10.2005: Un abitante di Prigorodnoe, 25 anni, è stato portavo via. I suoi familiari preferiscono non rendere noto il nome della vittima. E’ stato trattenuto nel Centro Antiterrorismo diretto da Kadyrov. Dopo due giorni è stato rilasciato, è stato maltrattato pesantemente. (Prima, 7.11.2005).
 
 31.10.2005: I soldati russi hanno condotto una zacistka nel campo profughi di Okrušnoj. Il campo si trova a Grozny, è stato completamente separato dal mondo esterno, e tutti i documenti dei rifugiati sono controllati. (Prima, 7.11.2005).
 
 1.11.2005: Nel mese di ottobre 2005 sono scomparsi in Cecenia 116 uomini. Fra di loro ci sono 10 donne, 3 membri della polizia, due bambini di 7 e 12 anni, 5 ragazzi sotto i 16 anni, e un anziano di 70 anni. Due degli scomparsi sono stati ritrovati morti, il destino degli altri è sconosciuto. Nel mese di ottobre sono state effettuate dai militari russi circa 30 grosse zacistki mirate. 20 persone sono state uccise da ignoti, fra cui 7 donne, un ragazzo e due anziani. Secondo l’agenzia di stampa russa Interfax sono scomparse nel mese di ottobre solo 8 persone, mentre secondo il Presidente Ceceno Alu Alchanov, ne sono scomparse 16. (SNO, 1.11.2005,
www.kavkaz.memo.ru)

 
 1.11.2005: Dal primo mattino i soldati russi bloccano tutte le strade di accesso per Ackhoj-Martan e conducono in città una grossa zacistka mirata (SNO, 2.11.2005).
 
 2.11.2005: Un’auto investe un soldato russo che aveva prestato servizio ad un check-point a Grozny e  riparte. Il soldato è stato ricoverato in ospedale con ferite. (Prima, 7.11.2005).
 
 2.11.2005: Tre abitanti di Sunša vengono sequestrati da ignoti. (Prima, 7.11.2005).
 
 3.11.2005: Durante la notte i soldati russi hanno condotto una zacistka, in casa della famiglia Gabuev, in località Prigorodnoe, vicino Grozny. Gli abitanti della casa raccontano che i soldati hanno gettato granate in cantina e rovistato in tutte le camere. Nessuno è stato arrestato. (Prima, 7.11.2005).
 
 4.11.2005: Vacha Abdulchajev è stato sequestrato a Šali. Sconosciuti appartenenti alle forze di sicurezza si sono recati nella sua abitazione e lo hanno prelevato. Dopo la sua sparizione un’altra unità delle forze di sicurezza si è presentata chiedendo di Abdulchajev. (
www.hro.org, 8.11.2005).
 
 4.11.2005: 8 mucche sono morte per l’esplosione di mine antiuomo, nel villaggio di Šalaši. Gli abitanti del villaggio richiedono le unità di sminatori, che sul luogo, dove le truppe russe stazionavano nel 2000, hanno fatto esplodere due mine anti-panzer e due mine antiuomo. (Agenzia d’informazione Russo-Cecena, 10.11.2005).
 
 4.11.2005: Fra le rovine di via Dagestanskaja, a Grozny, è stato rinvenuto un uomo picchiato selvaggiamente. Era privo di sensi quando gli abitanti della capitale cecena lo hanno portato in ospedale. E’ morto per strada.  Originario di Urus-Martan. (SNO, 7.11.2005).
 
 5.11.2005: A notte fonda un uomo, cognome Eskerkhanov, è stato prelevato da casa sua, nel villaggio di Valerik, nel distretto di Ackhoj-Martan. Soldati russi hanno fatto irruzione e hanno preso Eskerkhanov senza fornire alcuna motivazione. (SNO, 7.11.2005).
 
 5.11.2005: Timerlan Achmadov, 19 anni, è stato portato via da Grozny durante la notte da uomini armati e in mimetica. Timerlan qualche anno fa aveva perso per un’esplosione la mano sinistra e due dita della mano destra. (SNO, 9.11.2005).
 
 5.11.2005: In via Pugacev è stato ritrovato il cadavere torturato di un giovane. Si tratta di Irgo Kornoukov, 18 anni, registrato a Grozny, Via Kamenšcikov 18. (SNO, 7.11.2005, Agenzia d’Informazione Russo-Cecena, 10.11.2005).
 
 5.11.2005: Durante la notte soldati russi e collaboratori dei servizi segreti si sono scontrati con  guerriglieri ceceni. Diversi ceceni sono morti. 12 residenti del villaggio di Geci-Cu sono stati arrestati e interrogati, poi rilasciati. (Agenzia d’Informazione Russo-Cecena, 10.11.2005).
 
 6.11.2005: Il poliziotto Adnan Visengireev è stato attaccato da ignoti, di sera. Hanno gettato una granata nella sua auto. Visengireev è rimasto gravemente ferito alle gambe, è stato ricoverato in ospedale, il suo compagno è rimasto ferito solo leggermente. (SNO, 7.11.2005).
 
 6.11.2005: Al mattino uno sconosciuto è stato sequestrato a Prigorodnoe, vicino Grozny. (SNO, 7.11.2005).
 
 6.11.2005: Ucaev, 22 anni, è stato rapito nel villaggio di Novye Atagi, nel distretto di Šcali. Il motivo per l’arresto arbitrario, così come il luogo di permanenza del giovane sono sconosciuti. (SNO, 7.11.2005).
 
 6.11.2005: Jambulatov, 22 anni, è stato rapito dal villaggio di Goity. Gli autori erano armati e mascherati. Non si conosce il luogo di detenzione del giovane. (SNO, 9.11.2005).
 
 6.11.2005: Zižavdi Adamov, 44 anni, è stato rapito nel villaggio di Ulus-Kert, nella Regione di Šatoj da sconosciuti in mimetica. Otto persone sono venute in auto senza targa. (
www.hro.org
, 9.11.2005, Agenzia d’Informazione Russo-Cecena, 10.11.2005).
 
 6.11.2005: Nel villaggio di Elistanži i soldati russi e i poliziotti ceceni hanno controllato i documenti di tutti gli abitanti. Hanno fotocopiato estratti dei passaporti su carta speciale, che hanno fatto poi firmare ai proprietari dei passaporti. Gli abitanti di Elistanži temono che i documenti firmati verranno usati per la falsificazione dei risultati delle elezioni parlamentari del 27.11.2005. (Agenzia d’Informazione Russo-Cecena, 10.11.2005).
 
 7.11.2005: Ali Murtazov,19 anni, è stato rapito in località Samaški. Murtazov frequenta l’undicesima classe, in una scuola di Samaški. Già due anni fa era stato arrestato dai soldati russi, ma rilasciato velocemente. Secondo le dichiarazioni dei congiunti è accusato di essere un membro della resistenza armata cecena. (Società per l’Amicizia Russo-Cecena, 16.11.2005).
 
 8.11.2005: Due giovani sono stati prelevati a Samaški. Può essere comunicato solo il nome di Chasan Tovsultanov, 22 anni. Non si sa nulla sul retroscena della sparizione e sul luogo di soggiorno delle vittime. (SNO; 10.11.2005).
 
 8.11.2005: Achmed Kasuev, 25 anni, originario della Regione di Vedeno, residente a Grozny presso parenti, è stato portato via nella capitale cecena. (SNO; 10.11.2005).
 
 8.11.2005: Sei soldati russi sono rimasti feriti in seguito all’esplosione di una mina sotto il loro autocarro, vicino al villaggio di Aršti, nella Regione di Šali. Tutti i soldati hanno dovuto essere ricoverati in ospedale. Di conseguenza, il comando militare russo ha annunciato operazioni speciali contro presunti guerriglieri nella Regione.(
www.kavkaz.memo.ru
, 8.11.2005).
 
 8.11.2005: Un ragazzo di 19 anni è stato portato via da soldati russi, a Samaški  (SNO; 9.11.2005).
 
 8.11.2005: 70 appartenenti ai servizi di sicurezza di Ramsan Kadyrov festeggiano con spari la nascita di un figlio di Kadyrov. Gli abitanti di Šali sono stati presi dal panico, per la paura di essere attaccati. (Agenzia d’Informazione Russo-Cecena, 10.11.2005).
 
 8.11.2005: Durante la notte i fratelli Idrisov, 16 e 17 anni, sono stati  portati via da un gruppo di uomini mascherati e in uniforme militare. E’ successo a Ciri-Jurt, nella regione di Šali.  (SNO, 9.11.2005).
 
 8.11.2005: La mattina Muslim Jakubov, di Alchan-Jurt, è stato portato via da uomini armati in mimetica. Secondo le indicazioni del padre dello scomparso gli uomini si sono qualificati come kadyrovcy, ma senza mostrare alcun documento (SNO, 9.11.2005).
 
 8.11.2005: Una granata è stata gettata nella casa di un  poliziotto a Nasran. Secondo i dati del Ministero dell’Interno Ingusceto, è rimasta ferita la figlia del poliziotto. (Interfax, 9.11.2005).
 
 9.11.2005: Nella notte fra l’8 e il 9 il villaggio di Starye Atagi è stato bombardato. Cinque abitazioni sono state completamente distrutte, altre due danneggiate. 5 membri della famiglia Jusupov, i nonni, due delle loro nuore, e il nipotino di sette anni, sono stati feriti dalle schegge. Sono tutti in ospedale, a Grozny. (SNO, 9.11.2005, AP 9.11.,  Itar-Tass, 9.11.).
 
 9.11.2005: La regione boscosa intorno ai villaggi di  Pamjatoj, Aslambek-Šeripov e Šcatoj sono stati bombardati. (Società per l’Amicizia Russo-Cecena, 16.11.2005).
 
 9.11.2005: Due ragazze, Kameta Israilova (1984) e Malika Kalaeva (1986), del villaggio di Neftekacka, mancano dal 19 ottobre, comunica l’agenzia Interfax. Le forze di sicurezza  cecene starebbero aiutando i parenti nella ricerca delle scomparse (Interfax 9.11.2005).

 
 9.11.2005: Oltre 100 kadyrovcy hanno fatto irruzione negli alloggi provvisori dei rifugiati di Samaški
. Si sono comportati molto rudemente e hanno insultato gli abitanti mentre controllavano i documenti di ogni singolo e mettevano tutto sottosopra. (SNO, 10.11.2005).
 
 10.11.2005: Isa Našaev, 28 anni, di Samaški, (Via Vostocnaja), è stato portato via da sconosciuti in mimetica. (SNO, 14.11.2005).
 
 10.11.2005: A Starye Atagi è stato rinvenuto un corpo di donna. Era coperto di terra e già in stato di decomposizione. Se ne può dedurre che il corpo si trovava lì già da diversi mesi. (SNO, 14.11.2005).
 
 10.11.2005: Šamil Eskiev, di Šali, è stato portato via. E’ stato picchiato e torturato da sconosciuti. Il giorno successivo è stato abbandonato sulla piazza centrale di Grozny. Per tutto il tempo aveva in testa un sacco di stoffa, in modo da non vedere i suoi aguzzini.
(SNO, 14.11.2005, Società per l’Amicizia Russo-Cecena, 16.11.2005).
 
 
10.11.2005: Nella notte fra il 10 e l’11 novembre la polizia di guardia a Elistanzhi è stata attaccata. Lo scontro è durato tutta la notte, ma non ci sono state vittime, perché i poliziotti si sono nascosti nella cantina del posto di guardia. Le finestre e i tetti delle case vicine sono state distrutte. Come risposta all’attacco, unità russe hanno bombardato i dintorni del paese, il mattino dell’11. (Società per l’Amicizia Russo-Cecena, 16.11.2005).
 
 11.11.2005: Aminat Chupanova, 16 anni, scompare nel distretto di Novoterskoe, nel distretto di Naurski. E’ uscita la mattina per andare a scuola e non è più tornata a casa. La ricerca dei parenti non ha dato finora alcun esito. (SNO, 14.11.2005).
 
 11.11.2005: A Katyr-Jurt ha avuto luogo una zacistka, dopo che la sera precedente, 5 guerriglieri avevano cercato rifugio nel villaggio. Si è giunti ad uno scontro con i soldati russi. Durante lo scontro uno dei ceceni è morto, due sono riusciti a fuggire, due di loro si suppone siano ancora a Katyr-Jurt. (Società per l’Amicizia Russo-Cecena, 16.11.2005).
 
 12.11.2005: Islam Muzaev e Apti Sabaev sono stati portati via nel villaggio di Dolinskoe. La loro auto è stata fermata da un’altra auto, in cui si trovavano uomini armati mascherati in mimetica, con il pretesto del controllo documenti. Muzaev e Sabaev sono stati caricati a forza nell’auto e scomparsi. Il Ministero degli Interni Ceceno ha comunicato che questa è la prima volta, da mesi, che ricompaiono uomini mascherati in questa regione della Cecenia. (Interfax, SNO, 14.11.2005).
 
 12.11.2005: Musa Dadašev è tornato libero dopo tre giorni di detenzione arbitraria. E’ stato torturato tutto il tempo. E’ stato catturato e trattenuto a Grozny. Sotto tortura, gli è stato intimato di deporre le armi, sebbene non abbia mai preso parte alla lotta armata. (SNO, 14.11.2005).
 
 13.11.2005: In località Kotar-Jurt i soldati russi hanno condotto una zacistka. (SNO, 14.11.2005).
 
 13.11.2005: Aslanbek Chantiev, 31 anni, è stato arrestato a Grozny durante un’operazione speciale dell’esercito russo in via Lenin. Durante la perquisizione del suo appartamento sono state trovate delle armi. (SNO, 14.11.2005).
 
 13.11.2005: Un ragazzo di 25 anni è rimasto gravemente ferito da un esplosione in via Gudermes, a Grozny, ed è stato ricoverato nell’ospedale n.9. (SNO, 14.11.2005).
 
 16.11.2005: 10 soldati russi hanno assassinato 3 persone e ne hanno ferito una quarta, a Staraja Sunša, vicino Grozny. I soldati, ubriachi, hanno sparato alle auto,  hanno trascinato i feriti sulla strada, li hanno obbligati a sdraiarsi e li hanno giustiziati. L’accaduto è stato confermato dal Ministero della Difesa russo. (
www.mosnews.com, 18.11.2005).
                                                                                                                                                                                        




permalink | inviato da il 5/2/2006 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 febbraio 2006


Persecuzione delle ONG in Russia

Continua in Russia la repressione contro le ONG. Oggi Stanislav Dmitrievsky è stato condannato a due anni (sospesi e commutati in quattro di libertà vigilata... che gentili) per avere incitato a quello che definiscono "l'odio razziale". La sua colpa: avere pubblicato un appello di Maskhadov e Zakayev all'Europarlamento e ai cittadini russi. Amnesty non perde tempo e pubblica subito un appello affinché la sentenza sia ritirata.link Questo oggi, intanto ieri ben sedici attivisti delle ONG per i diritti umani che manifestavano pacificamente davanti alla sede dei servizi segreti russi sono stati arrestati. link L'effetto della nuova legge sulle ONG si fa sentire (e che per alcuni è uguale a quella francese...sic...). Chiaramente siamo alla persecuzione.




permalink | inviato da il 3/2/2006 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


2 febbraio 2006


Kavkaz news

Mentre per Putin, come dice da sei anni a questa parte, la Cecenia sta ritornando alla "normalità", solo nelle ultime 24 ore sono stati uccisi altri quattro soldati russi (link) e in Ossezia del Sud per un pelo quasi si spara tra polizia georgiana e "peacekeeper" russi.

La Jamestown Foundation sul chi ha fatto esplodere i gasdotti: russi, georgiani o ribelli ceceni? Ci ricorda che è solo uno dei tanti attentati occorsi da quando la Georgia è uscita dalla sfera d'influenza russa (p.es. quello a Gori:
link) ma la conclusione è che: "Un fatto è chiaro: la situazione instabile nel Caucaso del Nord fa della Russia un fornitore di energia inaffidabile per i paesi transcaucasici (Georgia, Armenia, Azerbaijan)".

Pur riconoscendo "l'apertura di molte autorità nell'affrontare il problema", anche Amnesty ha da dire la sua sulla Georgia: "
La tortura praticata dalla polizia deve essere relegata al passato".




permalink | inviato da il 2/2/2006 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 febbraio 2006


Realtà e finzione...

A proposito della "strategia della Russia nel presentarsi come partner affidabile nella lotta al terrorismo internazionale" come dice nel post precedente l'APM... Con la presidenza al G8 e le non proprio belle figure delle varie guerre del gas, Putin ora si sta dando un gran da fare per rimettere in sesto la sua immagine con le PR. Proprio lui si fa da "garante della libertà di stampa" in Russia, promette di sostenere le ONG perché "controllino le attività dello stato", si definisce "aperto e democratico" e ci racconta dei suoi "amici ceceni" con cui va così d'accordo. Ci illumina perfino sulla filosofia dell'antica arte dello judo. Mi chiedo veramente come certa gente possa ancora prenderlo sul serio. Ma non è sfuggito al corrispondente dell'AFP quale sussulto irrefrenabile hanno avuto i giornalisti russi presenti che stavano quasi per applaudire al suo annuncio del nuovo sistema d'arma nucleare che sta producendo la Russia. Molto indicativo dello stato degli animi. I carcerieri si rivelano anche essere i carcerati della realtà virtuale alla villaggio Potemkin che si sono costruiti e con cui ora illudono e si illudono....

Poi ci assicura che in Cecenia "l'operazione anti-terrorismo si sta concludendo"... nulla di nuovo, lo dice dal 2000. Ma anche qui c'è una affermazione che forse gli è sfuggita e dovrebbe attirare l'attenzione: "Ci sono molte persone tra la polizia cecena che recentemente hanno lanciato un'offensiva armata contro le forze federali.
I suoi fedelissimi, i cosiddetti "Kadyroiviti", gli stanno per caso voltando le spalle? Sarebbe abbastanza naturale e recentemente lo si è sentito dire più di una volta.... Se gli si rivoltassero contro le conseguenze sarebbero assolutamente imprevedibili, eccetto per il fatto che sarebbe una tragedia nella tragedia. Sarebbe un'altro prodotto della fuga dalla realtà nella finzione.




permalink | inviato da il 1/2/2006 alle 16:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


1 febbraio 2006


Genocidio strisciante in Cecenia: parte settima

Parte settima del rapporto dell'Associazione per i Popoli minacciati

5. POSIZIONE DELLA POLITICA INTERNAZIONALE

Dopo undici anni di guerra le informazioni sulle violazioni in Cecenia dei diritti umani, della violazione della Convenzione di Ginevra, della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo, e della Convenzione per la Prevenzione e la Punizione del Genocidio sono impressionanti. Nonostante i tentativi del Governo russo di bloccare e controllare le informazioni provenienti dalla Cecenia, giungono da anni notizie affidabili sugli abusi quotidiani ai danni dei civili e delle organizzazioni umanitarie che le inoltrano ai governi e alle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite o il Consiglio d’Europa. Tuttavia manca una reazione adeguata, come l’istituzione di un tribunale che faccia luce sui crimini e metta fine all’impunibilità. Le persone che in Cecenia raccolgono queste informazioni a costo della loro vita, organizzazioni umanitarie ma anche giornalisti come Andrej Babickij, che riportano in continuazione sulla Cecenia, hanno perso fede nel potere delle informazioni. La mancanza di una reazione alla guerra in Cecenia da una parte dipende dalla posizione della Russia e del comportamento del Governo Russo, dall’altra è legata alla crisi che coinvolge i meccanismi internazionali della salvaguardia dei diritti umani. Uno degli argomenti che viene continuamente ripetuto ai rappresentanti della GfBV quando sono a colloquio con politici tedeschi ed europei, è che bisogna tenere aperto il dialogo con la Russia. Dopo la fine del confronto Est-Ovest, bisogna trattare la Russia come un animale ferito. I rappresentanti russi sono ipersensibili all’argomento Cecenia, la Russia chiuderebbe tutte le porte, se si affrontasse questo argomento spinoso in modo troppo diretto, questo è il credo dei referenti di GfBV. Lo stesso Presidente Russo reagirebbe in modo violentemente allergico, se si affrontasse l’argomento, per questo bisogna procedere con molta cautela. L’esempio più recente è fornito dalla visita di Putin in Olanda all’inizio di novembre. Durante una conferenza congiunta col Primo Ministro Jan Peter Balkenende, che ha affrontato la questione dei diritti umani in Cecenia e della persecuzione contro i difensori dei diritti umani, Putin ha replicato: A volte ho l’impressione che alcuni politici europei siano più musulmani del profeta Maometto. (RFE/RL, 3.11.2005).

La strategia della Russia consiste nel presentarsi come partner affidabile nella lotta al terrorismo internazionale. Putin non si stancherà mai di ripetere che la Russia in Cecenia ha a che fare con un fronte di questa lotta internazionale. L’effetto dello scandalo delle torture ad Abu Ghraib è stato che Putin, secondo il motto non si fanno frittate senza rompere le uova, così dimostra che nella lotta contro  il terrorismo bisogna picchiare duro. Mentre continua a mancare una copertura mediatica dell’orrore quotidiano in Cecenia, i rapporti sulla presa di ostaggi, come a Beslan, sono stati dettagliati. Questo fa sì che anche all’interno dell’opinione pubblica occidentale,  che potrebbe avere compassione per le singole donne e i bambini ceceni, i ceceni vengano percepiti come un unicum di terroristi, che non hanno orrore di prendere bambini in ostaggio. Così, da parte della popolazione, non viene esercitata nessuna pressione sui Governi perché pongano fine a questa guerra.

L’OSCE, il Consiglio d’Europa e la Commissione ONU per i Diritti Umani si sono sempre occupate della Cecenia. Il fatto che nonostante ciò niente cambi, mostra la debolezza di queste organizzazioni. La Russia da molto tempo lancia accuse contro l’OSCE: è di parte, attribuisce troppa importanza ai diritti umani e così facendo indebolisce i governi, come ad esempio in Caucaso. Da più di sei mesi la Russia ha bloccato il budget dell’OSCE, paralizzando così le capacità di azione dell’organizzazione. Mentre fra il 1999 e il 2003 la Commissione ONU sui diritti umani ha emesso regolarmente risoluzioni che condannano l’azione russa in Cecenia, nel 2005 l’Unione Europea non ha neanche proposto una risoluzione. L’UE ha invece preferito uno scambio: la Russia acconsente a intraprendere consultazioni sui diritti umani con l’UE, se quest’ultima si asterrà dall’emanare alcuna risoluzione. La GfBV ha seguito come osservatore simili consultazioni per anni (ad esempio con la Cina o con l’Iran). In virtù di queste esperienze, la nostra organizzazione non ripone alcuna speranza in queste consultazioni con la Russia. Questo pessimismo ha trovato conferma nei primi comunicati stampa rivolti al pubblico dai rappresentanti dell’UE e della Russia dopo i colloqui: il tema principale per la delegazione russa è stato la discriminazione dei russi all’estero e del diffondersi del neonazismo negli Stati baltici. L’UE ha invece comunicato che si è parlato di Cecenia e di singoli casi di persecuzione degli attivisti per i diritti umani. Questo dimostra il diverso spirito con cui UE e Russia hanno intrapreso queste consultazioni e il fatto che la Russia si rifiuta di farsi mettere alla berlina dall’UE. Dai colloqui con i rappresentanti dell’UE emerge l’impegno umanitario dell’UE nel Caucaso del Nord: dal 1999 l’UE ha erogato quasi 150 milioni di euro per l’aiuto umanitario in Cecenia (28.5 milioni nel 2004, la stessa somma per il 2005), diventando il più grosso donatore della regione. Questi aiuti umanitari sono diventati vitali per la popolazione civile cecena, sempre bisognosa, dal momento che gli aiuti governativi russi non arrivano mai.
Tuttavia per un attore di rilievo come l’UE questi aiuti non sono sufficienti: l’UE deve impegnarsi politicamente per la fine del conflitto in Cecenia.

Il Consiglio d’Europa, in particolare l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, ha intrapreso diversi passi per influenzare la situazione in Cecenia. Nell’aprile del 2000 ha ritirato il diritto di voto alla Delegazione russa, anche se glielo ha riaccordato qualche mese dopo, e ha istituito un Comitato con il compito di monitorare la situazione in Cecenia. Da allora esiste un rapporteur per la Cecenia. Il primo, Lord Frank Judd, ha dato le dimissioni nel marzo 2003, dopo aver ammesso di essere stato usato dai Russi e che niente era cambiato in una direzione positiva (Richard Sachwa, Chechnya: from past to future, 2005, pp.289-293). Il suo successore, il socialdemocratico svizzero Andreas Gross, ha istituito un gruppo di lavoro sulla Cecenia. Le organizzazioni umanitarie hanno criticato il fatto che al primo incontro a Strasburgo hanno preso parte solo ceceni filorussi. L’opposizione politica, costituita dai deputati del Parlamento eletto nel 1997, non era rappresentata. Hanno partecipato in qualità di osservatori, i singoli rappresentanti di organizzazioni umanitarie, come Svetlana Gannuschkina e Tatjana Lokshina, che hanno descritto la mancanza di sincerità e di apertura da parte del Consiglio d’Europa. Solo il tedesco Rudolf Bindig, deputato SPD, che ha viaggiato in Cecenia e in che ha monitorato lo sviluppo democratico in Russia, in qualità di Vicepresidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e Capo della delegazione tedesca, ha posto richieste appropriate, come l’instaurazione di un Tribunale.

Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Alvaro Gil Robles, è stato per le organizzazioni umanitarie una delusione. Nel suo ultimo rapporto ( Report by Mr. Alvaro Gil Robles, On his visit  to the Russian Federation, 15-30 luglio, 19-29 settembre 2004, Strasbourg, 20 april 2005) ha rivolto critiche blande alla Russia, nonostante ciò prevaleva la tendenza a lavorare con, e non contro, il Governo.
(Dr. Sara E. Mendelson, Anatomy of Ambivalence: The International Community and the Human Rights abuse in the North Caucasus, settembre 2005, pp.17-18).

Un altro importante strumento, la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha condannato la Russia in sei casi, per violazioni della Convenzione sui Diritti Umani in Cecenia. Questo è certamente un segnale chiaro, tuttavia da ulteriori condanne per crimini che sono stati commessi spesso nella prima guerra cecena (1994-1996), non ci si può attendere un grosso impatto sulla situazione odierna. La Russia cerca con tutti i mezzi ai cittadini ceceni di impedire di usufruire del loro diritto di rivolgersi al Tribunale Europeo. Molte persone che hanno intrapreso un’azione a Strasburgo, sono stati assassinati, i loro congiunti sono scomparsi, altri sono stati così tormentati da essere costretti a lasciare la Cecenia.

5.1 POSIZIONE
DEL GOVERNO TEDESCO

Durante la prima guerra cecena (1994-1996) il Governo tedesco, allora presieduto dal Cancelliere Kohl, scelse di tacere sui crimini in Cecenia. Nella fase iniziale della seconda guerra, nel 1999, si era affacciata una tenue resistenza contro il brutale modo di procedere russo, cessata, tuttavia, man mano che si sviluppava l’amicizia personale fra il Cancelliere Schroeder e il Presidente Russo. Durante i colloqui con la GfBV è sempre stato sottolineato che dietro le quinte dell’amicizia si dibatteva il problema della Cecenia. Gli esiti di questi colloqui non sono stati visibili all’opinione pubblica, e i cittadini ceceni non li hanno nemmeno vagamente percepiti. Con la sua eccessiva lealtà al Presidente Russo Schroeder ha provocato critiche anche dai propri ranghi. Proprio di deputati dell’SPD  della Commissione Diritti Umani o della Commissione Affari Esteri hanno protestato contro la brutale politica russa nel Nordcaucaso, e anche contro il sostegno ufficiale di Schroeder a Putin. Un esempio è fornito da un catalogo di richieste consegnato dalla Commissione Diritti Umani a Schroeder nella primavera 2003 nell’imminenza di una visita di Putin. Adesso rimane da vedere come si comporterà il nuovo Governo del Cancelliere Angela Merkel, che si è distanziata da alcune posizioni di Schroeder riguardo alla Russia.

6. RICHIESTE AL GOVERNO FEDERALE

1.
Il Governo Federale deve eseguire un netto cambiamento di politica nei confronti della Russia e della Cecenia: deve impiegare i buoni rapporti russo-tedeschi per porre fine al genocidio ceceno e criticare apertamente gli inquietanti attacchi alle istituzioni democratiche in Russia.

2.
 Il Governo Federale deve stabilire contatti con i movimenti di opposizione, pacifisti e democratici e sostenerli. Le organizzazioni terroristiche e radical-islamiste saranno escluse da questi contatti tedesco-ceceni.

3.
Il Governo Federale deve sostenere in continuazione le organizzazioni civili e umanitarie, così come l’opposizione democratica e dello stato di diritto.

4.
Il Governo Federale, insieme ai partner dell’Unione Europea devono elaborare una iniziativa di pace per la Cecenia e porla in essere al più presto.

5.
Il Governo Federale deve assicurare il diritto di asilo ai rifugiati ceceni in fuga dalla guerra e dal genocidio.

Continua....




permalink | inviato da il 1/2/2006 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio        marzo
 
rubriche
Diario

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
Comitato per la Pace nel Caucaso
Russia sconosciuta
Osservatorio sul Caucaso
Caucasian Knot
Studisenzafrontiere
Progettohumus
Mondoincammino
Forum radicale sulla Cecenia
Kavkaz Center
Paolo Guzzanti
Interfax
Ria-Novosti
Itar Tass
Travel-Georgia
Georgien
Kaukasus
Etudes sans frontières - Tchétchénie
Caucasus-pictures
Progetto Kavkas
Politkovskaja: il blog
Ania
Serghei24
La Vita Leggera
Siberiano
Siberian Light
Registan
Viaggio all'inferno
Glucksmann file
Russiablog
Russia-Italia
Samovar
Russianitaly
Ragoburgo
Ragoburgo.it
Poganka
Il Cordigliere
Jimmomo
Le Guerre Civili
Nessuno tocchi Caino
Associazioneaglietta
Sannita
Il Salotto
Panther
Stanza di Montag
Itablogsforfreedom
Musica russa
Viaggio in Russia
Le Ragazze russe
Germanynews
Bhtimes
1972
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom