CeceniaSOS | Il Cannocchiale blog
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CeceniaSOS [ Un blog sul conflitto in Cecenia. Un osservatorio sulla Russia, il Caucaso e i dintorni. ]
 


 

Prima del crollo dell'URSS

Il primo conflitto russo-ceceno:
la guerra di Eltsin


Il secondo conflitto russo-ceceno:
la guerra di Putin


Alcune cose da sapere

La situazione in pillole

I cinque miti sulla Cecenia:
IIIIIIIV - V

Referendum, elezioni ed amnistie in Cecenia

Al-Qaeda e il terrorismo ceceno: mito e realtà

Immagini dall'inferno ceceno

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Un genocidio nel cuore d'Europa

L'appello di Adriano Sofri

In ricordo di Antonio Russo

Tesi di Laurea/Master e rapporti di ONG sulla Cecenia (.pdf/.doc su richiesta):

"La dimensione internazionale del conflitto separatista tra Russia e Cecenia nel contesto
post-sovietico"


Analisi del ruolo del petrolio nel Dagestan post-sovietico

La guerra asimmetrica nel contesto dei nuovi conflitti.
Caso studio: Le guerre in Cecenia

"The current Russian nuclear policy"

"Cecenia: una guerra senza fine tra il neoautoritarismo post-sovietico in Russia e lo scontro geopolitico nel Caucaso"

"Organizzazioni non governative e tutela dei diritti umani: l'esempio di Memorial in Cecenia"


APM: "Genocidio strisciante in Cecenia"


Firma l'appello per un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Cecenia!

(Il piano di pace dell'ex governo di Maskhadov, chiede il disarmo dei guerriglieri ceceni, il ritiro delle truppe russe ed una amministrazione provvisoria della Cecenia sotto l'egida dell'ONU, come è avvenuto per il Kossovo e Timor Est, e che possa finalmente condurla alla pace, all'ordine, alla democrazia, la libertà e infine all'indipendenza o almeno ad un'ampia autonomia. Per maggiori informazioni clicca qui.)

Popoli oppressi: unitevi!

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26 aprile 2010


Lezioni di democrazia

Gli investigatori austriaci confermano quello che era ovvio sospettare: fu Ramzan Kadyrov, l'attuale presidente della Cecenia, ad ordinare per le strade di Vienna l'assassinio di Umar Israilov, la sua ex guardia del corpo: link, link, link, link.

Ordinarie storie di giustizia caucasica: link, link, link, link.

Strana omissione del Dipartimento di Stato USA secondo cui la guerriglia che inneggia agli "emirati caucasici" non è nella lista delle organizzazioni terroriste: link. Eppure Dokku Umarova aveva rivendicato gli attentati ai metro di Mosca.
Come mai? Sanno che non sono stati loro? Chi scrive non crede infatti molto nell'autenticità di simili rivendicazioni e non ho trovato evidenze che ci siano stati veramente degli attentati suicidi ma, fino a quando non sarà dimostrato il contrario, questo dovrebbe essere comunque un buon motivo per additarli come "terroristi" a pieno titolo. Oppure, la Casa Bianca crede di ottenere così qualche vantaggio o ha pensato di mandare un "messaggio" a Mosca? Purtroppo tutto indica che anche l'amministrazione Obama non si distingue dai suoi predecessori: tutto fa brodo se può fare comodo. Se poi si sostengono implicitamente forze (di guerriglia o di stato) che vanno a massacrare la gente innocente.... e chissenefrega. Basta che non succeda sul suolo americano, ovviamente.

CECENIA INFINTA - In Caucaso la guerra non finisce mai. Il Cremlino dichiara conclusa l’emergenza terrorismo a Grozny ma Medvedev lascia mano libera alle Forze di sicurezza. Parla il profugo Akhmed Gisaev di Cecilia Tosi da Left - Mondoviolenze: link.

Dovrei risparmiarmi le solite invettive contro il nostro premier che stende i tappeti rossi ai dittatori e criminali di guerra del mondo, primo fra i quali al suo amico personale Putin. Eppure non finisco mai di stupirmi.... ha nominato Putin a docente della sua "nuova università liberale":
link. Eh si, magari ci potrà illuminare sulle "leggende" e la libertà in Cecenia? Oppure come l'FSB continua ad ampliare la sua sfera d'arbitrio grazie alla legge che verrà promulgata tra poco da una Duma ormai ridotta ad un burattino in mano al Cremlino? link Proprio mentre Reporter senza Frontiere piazza la Russia al 153-esimo posto quanto a libertà di stampa (e l'Italia ad un deprimente 49-esimo: link) o Freedom House la dichiara come nazione "non libera" (link), lui invita incurante l'artefice di questa devoluzione nelle sue "accademie" per parlare di "democrazia". Che Berlusconi non capisca nulla di politica estera, di che cosa sia uno stato di diritto e che per questo mette di continuo nel ridicolo l'Italia non è una novità. Ma non si capisce se stia prendendo in giro più noi o forse sopra tutto se stesso? Qui si tratta di qualcosa di più di mera realpolitik. Perché, a differenza degli altri statisti occidentali che in quanto a realpolitik non scherzano neanche loro, in lui c'è qualcosa di così profondamente ridicolo, provinciale, ignorante, insomma qualcosa di incoscientemente miope ed ottuso. Una Merkel, un Sarkozy, un Zapatero magari stringono la mano ai dittatori, ci fanno grandi affari, ma non si abbassano ai livelli di qualcuno che platealmente bacia le mani a Gheddafi o invita proprio Putin a dare lezioni di democrazia e perfino vantandosene. Nel caso del Cavaliere, oltre che d'incompetenza e convenienza politica, si tratta di una intrinseca stupidità tipica della mentalità autoritaria (quella stupidità piccina e cieca di un Mussolini, che certo non brillava per acume intellettuale ed ha potuto fare quel che ha fatto solo grazie al consenso popolare), e che proprio non riesce a capire come con queste esternazioni non faccia altro che rendersi impresentabile e ridicolo, assieme al paese intero. Lo capiscono ormai tutti eccetto lui e... ahimé... gli italiani, assieme a tutte le opposizioni politiche che tacciono.




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24 aprile 2010


Interviste caucasiche

Di ritorno da un viaggio a Bruxelles dove causa certo vulcano islandese sono rimasto impantanato e con poca possibilità d'informarmi su questioni caucasiche riprendo citando a casaccio....

Video dell'intervento di Akhmed Gisaev, attivista per i diritti umani ceceno, racconta la sua storia e della situazione nel Caucaso: link. Intervista allo stesso da parte della Rai (fatta in furia e fretta, sembrava quasi si vergognasssero di qualcosa): link.

Lidia Yusupova sul "virus della paura": link, link.

Interviste ad Akhmad Zakayev ed al figlio di Aslan Maskhadov, Anzor: link, link.

Matteo Mazzoni traduce dalla NG. Sui recenti atti di terrorismo a Mosca: link, link. Mark Franketti per la Stampa sulle cosiddette "vedove nere": link.






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7 aprile 2010


Di non solo pane....

Esecuzioni sommarie. Violenze di ogni tipo. Gli orrori commessi dai russi in Cecenia raccontati nel secondo romanzo dell'autore di 'Educazione siberiana': link. AI chiede che sia fatta chiarezza sulla "sparizione" di un insegnate inguscio: link.

Una enciclopedia russa viene dichiarata "estremista" da una corte cecena: link. Il ritorno al razzismo scientifico in una traduzione di Matteo Mazzoni: link, link. Se non altro il regime di Kadyrov ha posto un limite all'umiliazione che sono costretti a subire i ceceni. Dallo stesso un articolo della NG che ben mette in luce le differenze tra gli estremisti islamici e il potere che sta al Cremlino, ovvero poco o nulla: link.

Sui pedinamenti dei collaboratori di Memorial: link.

Serghei Markedonov sulle ragioni di un Caucaso mai pacificato: link. Dall'11/9 sul suolo americano non ci sono stati più attentati terroristici, su quello russo invece non si contano più. Come mai? Un lucido confronto di Stefano Magni sui metodi di lotta al terrorismo adottati dagli USA e dalla Russia:
link. Oliver Bullogh sulla necessità che l'amministrazione USA ripensi la questione cecena: link.
Non tanto dissimile "le nebbie del Caucaso": link. La novità non è tanto l'analisi che fanno in sè, ma che di questo tipo se ne leggano tante in pochi giorni. Pare che dopo 15 anni di massacri finalmente si incomincia a sospettare che la tanto decantata "stabilità" politica e il miglioramento economico non potranno esserci solo tramite il mezzo repressivo e l'iniezione di liquidi o (più o meno virtuali) ricostruzioni. Si insinua l'ipotesi che se si vuole evitare che il tutto continui a ripetersi come in un eterno girotondo sarà per forza necessario abbinare anche l'elemento umano. Dura lex, sed lex...

La stessa cosa vale in Kirghizistan dove il modus operandi sovietico si dimostra essere duro a morire. Dopo la cosiddetta "rivoluzione dei tulipani" si ricomincia da capo, la gente va in piazza e vuole scacciare il presidente Bakiyev colpevole di avere riavvolto il nastro ai vecchi metodi.

Dopo la firma per il disarmo tra gli USA e Russia, e in vista dei prossimi appuntamenti per il trattato di non proliferazione, c'è aria di euforia e Obama tuona ottimista "siamo riusciti a fermare la deriva nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia": link, link, link. Anche questa volta possiamo augurargli buona fortuna (non senza una vena di ironia però).

Intanto in Russia precipita l'aereo presidenziale polacco con parte del suo staff, 96 morti. Incidente, tutta colpa della nebbia. Sarà....
Ma com'è che in Russia questi incidenti succedono sempre e solo a chi è notoriamente critico della politica di Moca? E non ci tranquillizza che sarà Putin in persona ad essere a capo delle indagini, è facile immaginare che razza di "commissione indipendente" sarà....





permalink | inviato da CeceniaSOS il 7/4/2010 alle 16:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


6 aprile 2010


Manipolazioni del KGB

Sulla propaganda dei servizi segreti gli attentati e la lotta al terrorismo in Russia: link. E' interessante notare infatti che prima della rivendicazione in video di Umarov, il suo portavoce Shemsettin Batukayev, aveva smentito il coinvolgimento della guerriglia: link. Stando al canale tv georgiano 1k, affermavano che fosse solo una macchinazione dei servizi segreti russi per rilanciare Putin alla presidenza il quale viene definito "un criminale, l'essere più infimo": link, link. D'altra parte c'è la rivendicazione di Umarov, e se quel video fosse un falso (come alcuni affermano: link) lui dovrebbe almeno smentire se stesso (e i georgiani sono dentro fino al collo nelle macchinazioni da KGB pure loro, non è improbabile che sia a sua volta una messa in scena di Tblisi). La rivendicazione deve quindi essere ritenuta credibile. Quello che invece è assai poco credibile è la celerità con cui le autorità russe, che non sono certo un esempio di efficienza ed organizzazione, hanno tratto le loro conclusioni (link), la teatrale messa in scena di quella foto della coppietta con pistola in mano (era un annuncio di "martirio" oppure la loro condanna a morte?) e quell'oscura "sparizione" di una professoressa d'informatica omonima che è sempre stata casa e scuola (ma secondo i servizi segreti sposata con un guerrigliero, eppure i genitori non ne sapevano nulla: link) e che si trasforma da un giorno all'altro in kamikaze... No, tutto questo non quadra. E' abbastanza ovvio che ci vogliono fare credere quel che gli fa comodo, la verità non ce la dicono.

Secondo Aldo Ferrari il Caucaso ha bisogno di una ricostruzione economica: link. E' ovvio che se in quei luoghi si continuerà a fare la fame le cose non cambieranno, ma se non ci sarà anche un cambio di regime e la violazione dei diritti umani e le atrocità commesse dai russi non si fermeranno, i miglioramenti economici e sociali rimarranno una vana chimera.

Ma la situazione di violenza e povertà induce anche i russi etnici del Caucaso ad emigrare: link (fatto che poi, una volta che scoppia una guerra, viene trasformato in scusante per dire che "sono stati scacciati dal nemico", come successe in Cecenia). In effetti, a parte nelle caserme, oggi in Cecenia di russi non ce ne sono quasi più. Si tratta di una repubblica russa solo de jure, ma non de facto.

L'Iran chiede alla Russia di "non farsi influenzare" dagli USA e continuare a fornirgli i missili e gli aiuti sul nucleare per fini "pacifici": link, link. Possiamo tranquillizzare Theran, Mosca annuisce (e sorride)...
Fa quasi tenerezza il buon Enzo Bettiza che evidentemente non riesce a darsi una ragione e si scervella su quello che gli sembra essere "l'enigma russo" con i suoi "sorprendenti, inverosimili e incomprensibili ribaltoni": link. Eppure a noi sembra tutto così coerente
, basterebbe aprire gli occhi. Gli occhi che guardano al mondo con la prospettiva e la mentalità degli uomini del KGB, allora non ci sarà niente di strano e complicato. E, al contrario di tutti gli altri osservatori, pensiamo che costoro stiano preparando qualche colpo basso... altro che ritrovata alleanza tra Mosca e Washington.




permalink | inviato da CeceniaSOS il 6/4/2010 alle 14:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 aprile 2010


Kamikaze (vere o presunte) ed alleati (veri o presunti)

Identificata anche la seconda kamikaze: link. Ma stando ai genitori, la professoressa d'informatica (dallo stesso cognome del marito dell'altra kamikaze), non ha mai manifestato tendenze estremiste e non si sanno dare ragione del come sia possibile che da un giorno all'altro possa avere deciso improvvisamente di sparire senza lasciare detto nulla per andarsi a fare esplodere in un metro. Improvvisa crisi suicida-islamista? Versione fasulla dei genitori che non sanno come nascondere la vergogna? Può darsi. Ma sarebbe bene ricordare anche che i russi (o gli uomini di Kadyrov) hanno più volte fatto "sparire" innocenti colpevoli solo di omonimia con leader della guerriglia, per poi presentarne il cadavere come trofeo nella "lotta al terrorismo". Chi scrive non afferma che sia andata così, ma dato che, al contrario di quello che quasi tutti sembrano dare per scontato, in Russia non esiste polizia che possa fare indagini obiettive e indipendenti essendo costretta ad obbedire alle versioni propinate dal Cremlino, sarebbe utile considerare simile ipotesi altrettanto plausibile quanto quelle ufficiali.

Anche negli ultimi giorni ci sono stati vari attentati in Cecenia, Inguscezia e Daghestan, come d'altronde da almeno un paio d'anni a questa parte. Ma è curioso vedere come, dopo gli attentati al metro, ora la stampa ne scrive come se fosse stato questo ad avere dato il via alla scia di sangue:
link, link, link, link.

Alla faccia di tutti quelli che profetizzavano come la Russia sarebbe diventata il grande partner in materia di lotta al terrorismo, signifcativa è la presa di coscienza di fonti della CIA che si rammaricano che, quando chiedono assistenza in materia di anti-terrorismo, a volte i russi nemmeno gli rispondono: link. Ma Obama sembra non preoccuparsene.
Mentre la Russia instaura alleanze strategiche e vende armi e materiale nucleare alle dittature di tutto il mondo (link, link, link), lui spera di farsi amici i russi e i cinesi (che si illude di tenerli buoni censurando rapporti: link) per imporre le sanzioni all'Iran via Nazioni Unite: link. Ci auguriamo che ci veda giusto e buona fortuna (e che dica la verità senza fare giochini di disinformatja come il suo predecessore per preparare il terreno ad un eventuale attacco all'Iran: link). Quanto a chi scrive tutto questo puzza di presa per i fondelli, come se stessero cercando di farlo fesso. Com'è che Ahmadinejad vola a Beijing, quelli ufficialmente lo minacciano di sanzioni, eppure lui ritorna più sicuro che mai di se e inveisce: link? Come spiegare che si sta guardando nella direzione sbagliata? Il pericolo potrebbe non essere tanto l'Iran in sè ma piuttosto chi vuole usare e manipolare la dittatura teocratica per scatenare qualche conflitto. Ahmadinejad non è nessuno senza la Russia e la Cina. Tutti e tre lo sanno e tutti e tre odiano il mondo libero. Non mi meraviglierei affatto se in realtà, dopo il far finta di fare grandi accordi, siglare patti anti-proliferazione, manifestare di facciata un ritrovato dialogo con gli USA, saltasse fuori che segretamente questi stanno dando al satrapo di Theran una mano nell'organizzare qualche follia. Oppure non staranno facendo buon viso aspettando il momento in cui sferrare qualche colpo mortale su un altro sacchiere che nessuno si aspetta? Alla fine non riusciranno ad andare fino in fondo, ma è proprio quel tipo d'ingenuità (come si fa a diventare presidenti USA con questa ingenuità?...) che porta diritti verso la guerra, e con buona pace dei comitati di Oslo. Fantapolitca? Russofobia? Vorrei che fosse così, ma ahimè sono piuttosto convinto che no....




permalink | inviato da CeceniaSOS il 5/4/2010 alle 19:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 aprile 2010


Kamikaze made in Russia

Stando ai servizi segreti russi è una 17enne daghestana la kamikaze degli attentati nel metro di Mosca: link. Si sarebbe andata a cercare IL marito su internet e, una volta ucciso, trovò il motivo per trasfromarsi in "vedova nera" (ma come facciano a saperlo e da dove si siano procurate quelle foto non è dato a sapere. Sarebbe poi interessante scoprire che cosa ne pensa la famiglia dela figlia che si è data alla macchia.... ma dubito che i russi permetteranno che rilascino interviste). Chéché ne dica Mosca e gli "analisti" che si inventano connessioni con Al-Qaeda e complotti di potenze straniere, si tratta di un prodotto creato, incubato e coltivato made in Russia.





permalink | inviato da CeceniaSOS il 3/4/2010 alle 4:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 aprile 2010


Politche di ferocia

Mentre in Daghestan avviene un altro attentato Medvedev non pare abbia imparato molto dalla storia degli ultimi 10 anni dato che auspica misure più dure e feroci: link, link. L'islamizzazione del Caucaso? Un'opera di Putin: link. L'oppinione che sta agli antipodi di Peter Lavelle (ben noto "analista" americano al soldo della Russia Today) secondo cui non si deve criticare la Russia: link.

La storia di Akhmed Gisaev (ovvero: racconto della tipica azione anti-terrorismo di routine delle forze "dell'ordine" russe). Un contributo per riflettere sulla drammatica situazione che sta insanguinando il Caucaso del Nord, Mosca e tutta la Federazione Russa: link.

Il punto di vista dal lato opposto (ma mica tanto...), Nicolai Lilin ci racconta la guerra in Cecenia e lo sconvolgente piacere di uccidere in Caduta libera: link.


Altro punto di vista ancora, la bella vita ed inefficienza degli uomini della Lubjanka superiore: link.


Per Gary Kasparov dietro agli attentati di Mosca ci sarebbe l'ombra dei servizi segreti russi, una strategia della tensione volta a contrastare la crescente mobilitazione antigovernativa: link. Può darsi, ma a meno che Umarov non sia al soldo del FSB, per una volta sono io a storcere il naso. I tempi in cui a Putin convenivano queste cose sono finiti.
Negli ultimi anni ha investito ingenti energie nella propaganda menzognera cercando di convincere il mondo intero, riuscendoci anche piuttosto bene, che la Cecenia sarebbe stata "pacificata". Ed ora dovrebbe darsi la zappata sui piedi così?

Da AnnaViva intervista al fratello della Politkovskaja: link. Dagli stessi, una intervista a Maksim Litvinenko che con la sua famiglia in Italia hanno ottenuto la "protezione sussidiaria" (che vergogna...): link.




permalink | inviato da CeceniaSOS il 1/4/2010 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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