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2 ottobre 2007


DICHIARAZIONE DI SAID-ÈMIN IBRAGIMOV DEL 1 OTTOBRE 2007

Mentre Ibragimov viene almeno invitato all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa comunica...

DICHIARAZIONE DI SAID-ÈMIN IBRAGIMOV DEL 1 OTTOBRE 2007
(Trasmessa per telefono.)

Domani, 2.10 alle ore 13 e 15 minuti nella sede del Consiglio d’Europa, probabilmente avrà luogo il mio intervento. Ho grande speranza che il Consiglio d’Europa darà, finalmente, una risposta scritta alla mia legale richiesta e mi libererà dalle sofferenze fisiche e morali che provo da non poco tempo. Due funzionari del Consiglio d’Europa (non voglio fare i loro nomi per ragioni etiche)[*], durante gli incontri con i miei rappresentanti hanno dichiarato: "se Ibragimov vuole morire, che muoia". Ancora una volta voglio rimarcare che non ho dichiarato lo sciopero della fame perché voglio morire, ma perché tutte le vie legali per ottenere giustizia sono completamente bloccate e non è rimasto altro da fare. Se le mie richieste non avessero avuto una motivazione giuridica, allora neanche il metodo di protesta tramite lo sciopero della fame avrebbe potuto essere valido. Nell’articolo 3 dello Statuto del Consiglio d’Europa si dice che ogni membro del Consiglio d’Europa deve riconoscere la signoria del Diritto e il principio, secondo cui tutti coloro che si trovano sotto la sua giurisdizione devono godere dei diritti umani e delle libertà fondamentali e collaborare sinceramente e attivamente al raggiungimento degli scopi del Consiglio, stabiliti nell’articolo 1.[**] Penso che non ci sia necessità di ripetere e dimostrare che la signoria del Diritto e la difesa dei diritti umani in Cecenia non ci sono più già da molto tempo. Nell’articolo 8 dello Statuto del Consiglio d’Europa si dice che il diritto alla rappresentanza di ogni membro del Consiglio d’Europa che violi gravemente le disposizioni dell’art. 3. [***] può essere sospeso e che il Comitato dei ministri può proporgli di uscire dal Consiglio d’Europa e poi anche informarlo della sua uscita dal Consiglio d’Europa. Ma tutto questo per qualche motivo non riguarda la Russia. Al momento dell’ingresso della Russia nel Consiglio d’Europa il 25.01.1996 nella Disposizione n. 193 fu posta la condizione concreta che la Russia regolasse la questione cecena e ratificasse i protocolli della Convenzione Europea n. 1, 2, 4, 7, e 11. Quanto al protocollo n. 6 fu stabilito il termine di 1 anno per la firma e di tre anni per la ratifica. Ma finora sono passati 11 anni e queste condizioni non sono state rispettate. Anche se si considera solo questo, si può dire che la Russia adempie il principio della signoria del Diritto?

In questo caso chiedo all’ONU, all’UE, al Consiglio d’Europa: o dimostrano con motivazioni giuridicamente fondate che le mie richieste non possono essere esaudite perché non rientrano nei loro doveri internazionali o confermano giuridicamente la loro legalità e si impegnano per iscritto a passare all’esame giuridico della questione cecena, con tutte le conseguenze giuridiche da ciò derivanti. La risposta, quale che fosse, mi darebbe la possibilità di lavorare ulteriormente e ottenere la verità. Il loro silenzio è il vero segnale del fatto che tutto procede secondo un nuovo corso e sopportare ciò, capendo bene le potenziali conseguenze di tale cinismo, è semplicemente impossibile. Mi hanno già spiegato che non mi sopporteranno a lungo. Ma probabilmente non gli toccherà neanche farlo. Se il 2.10 non riceverò una risposta, non intendo aspettarla oltre, e in silenzio, chiuso in casa, senza incontrare più nessuno né parlarci, continuerò il mio sciopero della fame, e che le mie sofferenza, così come le sofferenza di tutto il popolo ceceno pesino sulla coscienza degli indifferenti. Con tutta l’anima sono grato a tutti quelli che hanno appoggiato le mie richieste e hanno cercato di salvarmi. Perdonatemi per non aver esaudito le vostre richieste di interrompere lo sciopero della fame. Vorrei tanto esaudirle, e capisco che queste richieste venivano da cuori puri. E con tutto il mio rispetto per i miei benefattori, non posso fermarmi e ammettere che l’indifferenza dei funzionari ha vinto e che la signoria del Diritto sarà di nuovo conculcata in nome degli interessi dei potenti di questo mondo.

C’è ancora un giorno per la mia speranza.

Said-Èmin Ibragimov

1.10.2007

Strasburgo.

Il servizio stampa dell’associazione internazionale “Pace e diritti umani” comunica, che le condizioni di Said-Èmin sono molto critiche, nonostante il fatto che cerchi di restare tranquillo e di nascondere il proprio stato interiore. Oggi è il 31°, e in generale il 31° giorno di sciopero della fame di Said-Èmin e a quanto risulta è stato qualche volta sul punto di morire. Rivolgiamo ancora una volta una preghiera a tutti, in particolare a chi vive a Strasburgo: NON RESTATE INDIFFERENTI, VENITE DOMANI 2 OTTOBRE ALLA MANIFESTAZIONE.
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[*] In questo caso noi delle ragioni etiche ce ne infischiamo e qualche ipotesi su uno dei nomi la facciamo volentieri: Ivan Koedjikov? Per maggiori info: link.
[**] Se si leggono le finalità del CE (Corte per i Diritti Umani a parte) viene da ridere...
[***] Vale la pena di dare una occhiata allo statuto del CE: link. E pensare che si spendono 200.000.000 die euro/anno per un baraccone del genere....

Nota: Si ringrazia per la traduzione Matteo Mazzoni.




permalink | inviato da CeceniaSOS il 2/10/2007 alle 10:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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