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1 marzo 2009
Caucaso: altra estate di guerra?
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Giusto per capire quale tipo di atmosfera culturale si
respira in Cecenia. Ramzan Kadyrov ci illumina sui temi etici di osservanza
islamica. Le donne di scarsa morale meritano di essere uccise con qualche
pallottola in testa:
link. Ma per carità, guai criticarlo. Ha ricostruito Grozny. E allora...
D'altra parte, come è anche giusto che sia, procedono come un martello pneumatico,
sentenza dopo sentenza, le condanne della Corte Europea per i diritti Umani
contro la Russia per il massacro di civili in Cecenia:
link,
link. I
morti non si possono resuscitare, ma un minimo di giustizia forse esiste in
questo mondo....
Quanto al caso Politkovskaja si ricorre alla corte suprema contro la recente
sentenza che vedeva tutti assolti:
link. E secondo Franco Venturini del Corsera "l'Europa non può
tacere":
link.
Zakayev almeno a Londra può tenere qualche conferenza per l'anniversario
delle deportazioni di Stalin:
link.
Gli fa eco Ivar Amundsen a capo di una associazione pro-cecena:
link.
"Non possiamo lasciare che i dissidenti russi vengano uccisi per le strade
dell'Europa":
link. Sacrosante parole.... Specialmente visto che continuano a fare
fuori indisturbati i dissidenti o i "personaggi scomodi". Ucciso dai sicari
russi in Turchia un uomo vicino a Dokka Umarova:
link. E
come l'Austria, ora anche la Turchia indaga:
link.
Sul programma russo di smembrare la Georgia soffiando su possibili
separatismi:
link. Che per questa primavera ed estate la regione possa ritornare
a riscaldarsi lo pensano in parecchi. Il buon Felgenhauer insiste "esiste un
piano del Cremlino per invadere Tblisi":
link. Intanto ci sono movimenti di
"confine":
link.
Meno acuti tanti altri....
Mi è sempre difficile capire il perché così tanti giornalisti
abbiano tutte queste difficoltà nel distinguere la realtà dalle finzioni che
in tema di terrorismo costruiscono i governi e i servizi segreti, e che in larga parte vengono
poi anche riprese e messe in giro dai propri colleghi:
link. Tutti che parlano dei campi di addestramento di Al Qaeda in
cui sarebbero stati addestrati dei guerriglieri per la guerra in Cecenia.
Ora, negli ultimi 5-7 anni io non conosco un caso dimostrato, dicasi uno,
dove si sia appurata l'esistenza di un guerrigliero in Cecenia proveniente
da campi afghani o dal Pakistan. Queste leggende metropolitane
sono create ad arte dai governi (in primis quello pakistano e russo, ma non
senza l'accondiscendenza degli USA) e diffuse a manetta dalle rispettive
agenzie di stampa governative. Ma non ricordo nemmeno di un personaggio di
cui si sia provato alcunché in questo senso. Il tal Binyam Mohamed, a
Guantanamo e sotto tortura, avrebbe però "confessato" che voleva partire per
la Cecenia? Ma la pratica della tortura non è solo riprovevole dal punto di
vista morale, ma anche dal punto di vista tecnico nella ricerca della
verità: sotto tortura io confesserò anche di avere visto volare gli
elefanti. Questioni etiche a parte, le "confessioni" estorte sotto tortura
non valgono nulla proprio perché il malcapitato non dirà necessariamente la
verità, ma dirà solo quello che il suo aguzzino vuole sentirsi dire. Eppure
questo è un aspetto, una sfumatura troppo difficile da capire, e comunque
pare non interessare agli "analisti" che poi si scervellano e costruiscono
castelli per aria sulle pseudo-informazioni di coloro che hanno
"confessato".
| inviato da CeceniaSOS il 1/3/2009 alle 19:48 | |
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