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Politche di ferocia

Mentre in Daghestan avviene un altro attentato Medvedev non pare abbia imparato molto dalla storia degli ultimi 10 anni dato che auspica misure più dure e feroci: link, link. L'islamizzazione del Caucaso? Un'opera di Putin: link. L'oppinione che sta agli antipodi di Peter Lavelle (ben noto "analista" americano al soldo della Russia Today) secondo cui non si deve criticare la Russia: link.

La storia di Akhmed Gisaev (ovvero: racconto della tipica azione anti-terrorismo di routine delle forze "dell'ordine" russe). Un contributo per riflettere sulla drammatica situazione che sta insanguinando il Caucaso del Nord, Mosca e tutta la Federazione Russa: link.

Il punto di vista dal lato opposto (ma mica tanto...), Nicolai Lilin ci racconta la guerra in Cecenia e lo sconvolgente piacere di uccidere in Caduta libera: link.


Altro punto di vista ancora, la bella vita ed inefficienza degli uomini della Lubjanka superiore: link.


Per Gary Kasparov dietro agli attentati di Mosca ci sarebbe l'ombra dei servizi segreti russi, una strategia della tensione volta a contrastare la crescente mobilitazione antigovernativa: link. Può darsi, ma a meno che Umarov non sia al soldo del FSB, per una volta sono io a storcere il naso. I tempi in cui a Putin convenivano queste cose sono finiti.
Negli ultimi anni ha investito ingenti energie nella propaganda menzognera cercando di convincere il mondo intero, riuscendoci anche piuttosto bene, che la Cecenia sarebbe stata "pacificata". Ed ora dovrebbe darsi la zappata sui piedi così?

Da AnnaViva intervista al fratello della Politkovskaja: link. Dagli stessi, una intervista a Maksim Litvinenko che con la sua famiglia in Italia hanno ottenuto la "protezione sussidiaria" (che vergogna...): link.

Pubblicato il 1/4/2010 alle 18.26 nella rubrica Diario.

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