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Di non solo pane....

Esecuzioni sommarie. Violenze di ogni tipo. Gli orrori commessi dai russi in Cecenia raccontati nel secondo romanzo dell'autore di 'Educazione siberiana': link. AI chiede che sia fatta chiarezza sulla "sparizione" di un insegnate inguscio: link.

Una enciclopedia russa viene dichiarata "estremista" da una corte cecena: link. Il ritorno al razzismo scientifico in una traduzione di Matteo Mazzoni: link, link. Se non altro il regime di Kadyrov ha posto un limite all'umiliazione che sono costretti a subire i ceceni. Dallo stesso un articolo della NG che ben mette in luce le differenze tra gli estremisti islamici e il potere che sta al Cremlino, ovvero poco o nulla: link.

Sui pedinamenti dei collaboratori di Memorial: link.

Serghei Markedonov sulle ragioni di un Caucaso mai pacificato: link. Dall'11/9 sul suolo americano non ci sono stati più attentati terroristici, su quello russo invece non si contano più. Come mai? Un lucido confronto di Stefano Magni sui metodi di lotta al terrorismo adottati dagli USA e dalla Russia:
link. Oliver Bullogh sulla necessità che l'amministrazione USA ripensi la questione cecena: link.
Non tanto dissimile "le nebbie del Caucaso": link. La novità non è tanto l'analisi che fanno in sè, ma che di questo tipo se ne leggano tante in pochi giorni. Pare che dopo 15 anni di massacri finalmente si incomincia a sospettare che la tanto decantata "stabilità" politica e il miglioramento economico non potranno esserci solo tramite il mezzo repressivo e l'iniezione di liquidi o (più o meno virtuali) ricostruzioni. Si insinua l'ipotesi che se si vuole evitare che il tutto continui a ripetersi come in un eterno girotondo sarà per forza necessario abbinare anche l'elemento umano. Dura lex, sed lex...

La stessa cosa vale in Kirghizistan dove il modus operandi sovietico si dimostra essere duro a morire. Dopo la cosiddetta "rivoluzione dei tulipani" si ricomincia da capo, la gente va in piazza e vuole scacciare il presidente Bakiyev colpevole di avere riavvolto il nastro ai vecchi metodi.

Dopo la firma per il disarmo tra gli USA e Russia, e in vista dei prossimi appuntamenti per il trattato di non proliferazione, c'è aria di euforia e Obama tuona ottimista "siamo riusciti a fermare la deriva nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia": link, link, link. Anche questa volta possiamo augurargli buona fortuna (non senza una vena di ironia però).

Intanto in Russia precipita l'aereo presidenziale polacco con parte del suo staff, 96 morti. Incidente, tutta colpa della nebbia. Sarà....
Ma com'è che in Russia questi incidenti succedono sempre e solo a chi è notoriamente critico della politica di Moca? E non ci tranquillizza che sarà Putin in persona ad essere a capo delle indagini, è facile immaginare che razza di "commissione indipendente" sarà....


Pubblicato il 7/4/2010 alle 16.5 nella rubrica Diario.

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