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Spie e autoritarismo naturale

Molto interessante il reportage del Corriere della Sera di Andrea Nicastro sul Daghestan. "La finta jihad dei poliziotti russi. Così il terrore regna nel Caucaso In Daghestan. Mosca governa soffiando sul fuoco degli odi etnici: link, link

Pizzicate una decina di spie russe negli USA: link, link, link, link. Naturalmente i russi scalpitano dicendo che è solo russofobia, un complotto della CIA, ecc., ecc. La cosa può sorprendere solo gli ingenui o chi vive fuori dalla realtà. E' facile immaginare che si tratti solo della punta dell'iceberg. Speriamo che sia una lezione per Obama, con buona pace dei suoi illusori "reset button".

Anche i servizi segreti francesi sospettano che Mosca abbia intenzione di creare a Parigi il più grande centro di intelligence del mondo sotto le insegne di un centro culturale e spirituale del Patriarcato di Mosca: link.

Per chi volesse reinfrescarsi la memoria sui metodi del neo-KGB: link.

Visti i non propri lusinghieri risultati del potere presidenziale
in Kyrghizistan, in un referendum passa la costituzione che trasferirà quei poteri ad una democrazia parlamentare: link, link. Ma Mosca non gradisce: link e gli analisti non capiscono perché, sarebbero "confusi": link. A noi invece sembra chiarissimo, e non possiamo che ripeterci col dire che questo tipo di eventi sono naturalmente preoccupanti per il potere di Mosca, la cui natura è intrinsicamente autoritaria ed anti-democratica e che teme come la peste l'espansione del virus di stati liberi, specialmente se dovesse arrivare ad infettare il Kazakhistan, cioè le frontiere russe. Medvedev lo sa bene. Scambiando i Kyrghizi per i propri connazionali afferma che "non sarebbero maturi", dice. E allora speriamo vivamente che dimostrino il contrario per non finire di dargli ragione.....

Pubblicato il 28/6/2010 alle 10.21 nella rubrica Diario.

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